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Mattarella preme per una riforma del Csm.

di Attilio Runello. Ieri 29 maggio con una nota il Quirinale ha preso posizione in merito ai recenti scandali che hanno nuovamente toccato la magistratura, in particolare per i suoi rapporti con la politica. Lo ha fatto dopo giorni in cui diverse testate parlavano di “silenzio assordante” del Presidente. Ricordiamo che il Presidente della Repubblica presiede il Consiglio Superiore della Magistratura. Nella nota il Presidente dichiara che non sussistono gli estremi per uno scioglimento dell’organo di autogoverno della magistratura – che meno di un anno fa ha visto le dimissioni di alcuni suoi membri. Tuttavia ritiene che con le attuali regole il Csm finisca per essere uno strumento nelle mani della politica. Auspica pertanto che con legge governo e parlamento si occupino di modificare le regole di nomina del Csm. Anche per il Presidente “è apparsa in tutta la sua evidenza la degenerazione del sistema correntizio e l’inammissibile commistione fra politica e magistrati.”
“Il Csm può essere sciolto in anticipo
– continua la nota – soltanto in presenza di una oggettiva impossibilità di funzionamento … o se venga meno il numero legale dei componenti”. La nota precisa che il compito del Quirinale è quello di vagliare la costituzionalità della legge che il Parlamento dovesse varare. Non ritiene corretto pronunciarsi sulle affermazioni di alcuni magistrati contro dei politici perché vi sono delle indagini in corso.

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