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Manovra Elettorale.

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Con una tassazione che toglie a famiglie e imprese circa il 50% del reddito, ci mancava pure un’altra manovra finanziaria ‘lacrime e sangue’! Ormai i limoni sono stati spremuti fino all’ultima goccia, il barile raschiato ben oltre il fondo e non ce n’è più per nessuno, tantomeno per un fisco che va sempre a prelevare dai ‘soliti fessi’. E poi tra qualche mese si dovrebbe andare a votare e quindi… va da sè che la “manovra” del Governo tiri la volata al partito che lo sostiene e che ne esprime i massimi vertici.
  In definitiva, doveva essere per forza di cose una “manovra snella, senza tasse o nuovi aumenti dell’Iva”, come ha dichiarato a mò di slogan il Presidente del Consiglio. In buona sostanza, la manovra Gentiloni-Padoan lascia la tassazione così com’era, ‘esagerata’! Ma per quanto riguarda il fatto che sia anche “utile per l’economia”, come sostiene il Governo, qualche dubbio è più che lecito. Infatti, se la si considera al netto dei soldi stanziati per scongiurare l’aumento dell’Iva e per rinnovare il contratto degli Statali, di quei scarni 20 miliardi di euro resta ben poco, anzi quasi nulla per la crescita e lo sviluppo! Per cui non è assolutamente vero che l’Italia riparte. Il Belpaese resta rigorosamente in standby fino alle prossime elezioni – strozzato dalle tasse e sommerso da un debito pubblico senza precedenti – e chi le vincerà dovrà assumersi l’ingrato compito, ma a poltrone occupate, di premere di nuovo sull’acceleratore del ‘fisco’. A meno che non vinca qualcuno che le tasse le faccia pagare per davvero a tutti! Ipotesi, questa, assai improbabile nel Paese dove i ‘furbetti del quartierino’ sono sempre più scaltri e numerosi.

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