Mangiare bene si può, spesso anche spendendo poco! di Yvan Rettore

di Yvan Rettore. Cerco sempre di pagare il giusto (e a volte anche di più) a coloro che vivono dignitosamente del loro lavoro, perché in un’epoca in cui questo viene poco e male considerato è doveroso riconoscerne il valore, la fatica e i sacrifici che esso comporta.

Non frequento locali di lusso perché sono luoghi dove si applica il concetto della ricerca del profitto ad ogni costo e quindi dove si giunge a giustificare il fatto di poter applicare prezzi e tariffe che nulla hanno a che fare con la sola dimensione del lavoro (anche in quel caso spesso pagato molto male) ma unicamente con l’attività speculativa di coloro che ci lucrano alla grande.

Quest’ultima è l’attività prediletta di Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, che afferma che per mangiare bene bisogna spendere molto, quando invece ritengo che si possa mangiare meglio molto spesso anche con poco, specie quando si va a ricercare la qualità e la genuinità di un prodotto andando direttamente da chi li realizza e fatica per metterli sul mercato, senza dover passare per le disneyland del cibo come Fico a Bologna o per i bistrò di Cannavaciuolo in cui paghi il nome di chi fa soldi a palate su questo genere di business e non dai alcuna dignità a chi si spacca la schiena per realizzare cosa ti viene portato a tavola.

E’ la differenza che passa tra un pasto pagato in una sperduta trattoria di provincia gestita spesso a livello famigliare dove approdano frotte di camionisti e viaggiatori e il locale chic di via Montenapoleone a Milano dove paghi un capitale per mangiare qualche assaggio e hai ancora fame quando te ne vai.

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