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Ma la schiavitù non era stata abolita?

di Maria Pia Caporuscio. Ogni volta che capita di vedere l’attuale presidente degli Stati Uniti, non si può fare a meno di pensare alle lotte sostenute dalla popolazione nera d’America, per spezzare le catene della schiavitù, dove un ingiustificato odio della popolazione bianca li teneva. Onore al coraggio di questa popolazione che dopo aver subito ogni sorta di violenza, è stata capace di alzarsi in piedi e dire: Basta! All’ammirazione nei confronti di questa popolazione fa da contrasto lo sconforto nei confronti della classe lavoratrice che, resa schiava per produrre ricchezza nelle casse dei potenti, non abbia ancora deciso di dire a sua volta: Basta!
Come si può non ritenere schiavo un lavoratore costretto otto-dieci ore chiuso dentro una gabbia, senza vedere che fuori il sole illumina ancora la sua città, senza il piacere di godere del suo tepore, senza mai portare il suo bimbo alle giostre, senza poter abbracciare la sua donna all’ombra di un albero, senza mai ascoltare il gusto delle onde sotto i piedi, o la sinfonia delle foglie in autunno strapazzate dal vento. Attimi di vita che non vivrà e quando vecchio e sfinito gli viene finalmente restituita la propria vita, non sa più cosa farsene della libertà, perché gli mancano le forze, perché non ha più la gioventù, non ha più passioni o palpiti d’amore, non bimbi da tenere per mano, non progetti da realizzare, sa solo di essere al tramonto di quella che doveva essere la sua vita. Così un povero lavoratore si ritrova vecchio senza aver vissuto. Ogni uomo dovrebbe lavorare quel tanto per soddisfare le proprie necessità e per migliorare le condizioni di vita della comunità in cui vive, invece gli viene negato il diritto di essere uomo per diventare una macchina da lavoro e arricchire dei parassiti che vivono sulle sue povere spalle. Questi parassiti mai sazi, a cui non basta rubare l’esistenza a questa povera umanità che sempre più umiliano, costringendoli a stringere la cinghia, privandoli di ogni diritto e ricattandoli anche, se osano alzare la testa, consapevoli che altri schiavi sono pronti a sostituirli. Sarebbe questo il progresso secondo la visione di questa illuminata classe dirigente? Quello cui stiamo assistendo è una visione infernale altro che progresso. Progresso significa mettere sullo stesso piano datori di lavoro e lavoratori e considerarli entrambi indispensabili gli uni agli altri e non ritenere i primi dei benefattori per il fatto di dare lavoro e i secondi dei graziati per averlo un lavoro. Non si investe per beneficenza ma per profitto e nessuna delle parti deve prevalere sull’altra. Compito di uno Stato dovrebbe essere quello di far rispettare questo principio di eguaglianza e di giustizia, promuovendo leggi che tutti sono chiamati a rispettare, impedendo gli abusi sui più deboli e l’eccessivo accumulo dei profitti. Parte di quei profitti dovrebbe essere reinvestito nell’impresa per migliorarne la produzione e le condizioni di vita di chi vi lavora e non permettere che il sacrificio dei lavoratori finisca a morire nei paradisi fiscali. Un lavoratore non viene mai giustamente retribuito per quel che rende e questo è immorale. In mancanza di questa responsabilità da parte dello Stato, si genera l’atroce situazione cui stiamo assistendo. Purtroppo i lavoratori non godono delle attenzioni dei governi schierati sempre dalla parte dei potenti, per cui soli e abbandonati si ritrovano precari, sottopagati, disoccupati, senza misure di sicurezza e senza diritti e per potersi sfamare, costretti a sottomettere la propria dignità di uomini, a non vivere una vita degna. L’indecenza senza limiti di questa classe dirigente è arrivata fino al punto di riprendersi le catene tolte ai neri d’America per usarle contro la classe lavoratrice, creando moderni schiavi. Se negli anni passati gli schiavi sono riusciti a liberarsi dalle catene, perché ai nostri giorni, l’ intera popolazione di lavoratori si piega alla schiavitù? E con quale coscienza una società che si professa “civile” può sopportare una simile vergogna? Questo che chiamano progresso è il trionfo della follia sulla ragione, della più scellerata classe dirigente di ogni epoca storica. Purtroppo questi esseri ignorano che la loro dannosa esistenza disturba l’armonia nell’universo!

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