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L’INPS sbaglia il CUD 2020 e scarica tutte le responsabilità sui contribuenti.

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di Redazione. “Le inviamo la Certificazione Unica 2020 rettificata relativa alle prestazioni erogate dall’Istituto, che annulla e sostituisce quella precedente”.

Così scrive l’INPS a migliaia di pensionati, comunicando che il CUD 2020 inviato ad inizio anno E’ SBAGIATO e nonostante il “bravo pensionato” abbia già presentato nei tempi utili il proprio 730, adesso gli dicono che è tutto da rifare!?

“Ci scusiamo per l’eventuale disagio arrecato, ma ciò le permetterà di presentare la dichiarazione dei redditi sulla base di una Certificazione Unica corretta”, continua l’INPS nella lettera di accompagnamento al nuovo CUD 2020.

Non considerando che i disagi arrecati non sono “eventuali”, ma certi, specie per chi si è mosso per tempo nel presentare la dichiarazione dei redditi, proprio per evitare di incappare nella ghigliottina del Fisco.

La cosa più ridicola è che a scampare il pericolo non saranno neppure coloro i quali hanno fatto affidamento sulla “certificazione precompilata”, anch’essa errata.

“Qualora intenda avvalersi della dichiarazione precompilata fornita dall’Agenzia delle Entrate, dovrà, ove necessario, modificarne il contenuto sulla base della Certificazione Unica rettificata”, spiega l’Istituto nazionale di previdenza sociale.

Insomma, tutto da rifare e come al solito a pagare è sempre pantalone, ovvero il pensionato, cornuto e mazziato!

Il fatto è di una gravità senza precedenti, soprattutto per la naturalezza con cui la Pubblica Amministrazione si autoproclama libera da qualsiasi obbligo di riparare in prima persona agli errori da lei commessi, quando i cittadini per il minimo errore formale sono sanzionati, e anche duramente!

Comunque sia, il caso del “CUD-INPS ERRATO” non può e non deve essere lasciato alla libera iniziativa del singolo, ma necessita di una soluzione dedicata da prendere nell’immediato da parte dell’INPS e dell’Agenzia delle Entrate.

Una soluzione mirata a risolvere le problematiche connesse con il minor dispendio di tempo ed energie da parte del contribuente onesto che altrimenti sarebbe costretto a pagare per errori non suoi, ma per mera burocrazia.

Una soluzione che spetta alle “Istituzioni” e non certo al cittadino la cui unica colpa è quella di aver pagato le tasse all’erario fino all’ultimo centesimo sulla base di quanto certificato dall’INPS, che solo oggi si accorge di aver sbagliato!

Ecco le possibili soluzioni che ci sentiamo di suggerire all’INPS, che ha sbagliato, e all’Agenzia delle Entrate:

  • Potrebbe essere demandata all’INPS stessa la liquidazione della differenza di imposta senza alcun onere sanzionatorio a carico del contribuente.
  • Potrebbe essere evitato l’obbligo di presentare una dichiarazione integrativa da parte del contribuente interessato addebitando il versamento delle sole differenze di imposta senza carichi sanzionatori nella prossima dichiarazione dei redditi.
  • Nel caso di errori circa la determinazione del corretto imponibile si potrebbe stabilire che in caso di differenze non superiori del 10% rispetto al valore corretto, queste non inficino la fruizione delle agevolazioni nel frattempo accordate.

Considerando che stiamo parlando di persone anziane, che oltre a tutte le problematiche relative all’età devono pure affrontare quelle della pandemia, necessita con estrema urgenza che chi di dovere intervenga per riparare all’errore fatto e ne tragga il dovuto insegnamento per affrontare una questione più profonda che riguarda il dialogo tra i sistemi dello Stato, nella fattispecie tra INPS e Agenzia delle Entrate..

In ogni caso l’alto numero dei contribuenti coinvolti (620mila!!!) loro malgrado ed i risvolti extra fiscali richiedono una soluzione immediata che potrebbe essere anche occasione per riscoprire una PA ed un Fisco vicini ai cittadini, uno Stato giusto, efficace ed efficiente.

Ma serve una decisione immediata.

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7 Risposte

  1. Eco'70 ha detto:

    Siamo alle comiche. Loro sbagliano e noi paghiamo! Assurdo. Vergognoso. Indecente.

  2. Mirella ha detto:

    non ho parole, l’Inps come tutta la Pubblica Amministrazione è allo sfascio!

  3. VergognaINPS ha detto:

    Da parte dei vertici dell’Inps nessuna comunicazione ufficiale che spieghi cosa sia accaduto e perché, nessuna assunzione di responsabilità: si va direttamente sui malcapitati, con laconici riferimenti “all’eventuale (!) disagio”, a chiedere di pagare per errori non loro.
    VERGOGNATEVIIIIIIIIIIII

  4. Bea-CE ha detto:

    Il fatto è di una gravità senza precedenti, soprattutto per la naturalezza con la quale l’amministrazione pubblica si autoproclama libera da qualsiasi obbligo di riparare in prima persona agli errori da lei commessi, quando professionisti e cittadini per il minimo errore formale sono sanzionati, e anche duramente!!!!

  5. Mariotto ha detto:

    Il nuovo CUD che ho ricevuto ieri 16 Dicembre 2020 e che “annulla e sostituisce” il precedente è datato 31/03/2020, emesso il 27/11/2020 e inviato con lettera datata 09/12/2020.

  6. Marco Cuchel ha detto:

    Come professionisti, paghiamo sempre per gli eventuali errori che commettiamo, ma ora ci rifiutiamo categoricamente di riaprire dichiarazioni sbagliate per errori della P.A., la quale ha il dovere di trovare un’altra strada per riparare alle proprie sviste. A cosa dobbiamo ancora assistere prima che i vertici Inps si decidano a prendere atto della serie di débacles di cui hanno dato prova e a fare un passo indietro di fronte alla propria inadeguatezza?

  7. Giacomo-TO ha detto:

    L’ennesima riprova che destra&sinistra sono identiche: PERCHE’ nessun governo ad oggi ha semplificato il tema TRIBUTARIO? La giungla di leggi, circolari,ecc è intricata.
    Meloni&Salvini anzichè strepitare cosa aspettate?

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