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L’eterna contrapposizione tra pubblico e privato, tra garantiti e non.

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di Redazione. Stiamo vivendo uno dei momenti più difficili dal dopo guerra ad oggi, l’emergenza pandemia. Una crisi sanitaria ed economica senza precedenti, come appare fin troppo evidente dai numeri economici e sanitari, e dove il governo è alla disperata ricerca del giusto equilibrio tra la tutela della salute dei cittadini e l’economia che – già sofferente prima del Coronavirus – adesso rischia di collassare se si chiudono tutte le attività.

Ebbene in questo clima già di per se complicato, non servono certo le contrapposizioni e le divisioni. Eppure, invece di fare fronte comune, di unire le forze e le energie migliori del paese per cercare di superare la crisi con il minor danno possibile, c’è chi getta benzina sul fuoco, chi vuole contrapporre i cosiddetti “garantiti” (dipendenti pubblici e pensionati) ai “non garantiti” (lavoratori privati e imprenditori), dimenticando che la vita di tutti noi è fatta di scelte a volte libere, a volte obbligate dettate dalle situazioni contingenti di ognuno di noi.

Una cosa però dovrebbe essere chiara a tutti: chi è, per scelta o per necessità, un pubblico dipendente si lamenta per uno stipendio ai limiti della sopravvivenza, per la mancanza di crescita professionale, di stimoli ed incentivi, stigmatizza il fatto di essere tassato alla fonte e di non poter sfuggire in nessun modo alla morsa del fisco, ma dimentica che se piove o c’è il sole a fine mese si ritrova comunque accreditato sul conto corrente il suo “solito” stipendio. Per contro, chi è, per scelta o per necessità, una partita Iva si lamenta solo quando gli affari vanno male, ma quando gli incassi girano a mille fa spallucce se si tratta di presentare la dichiarazione dei redditi o di rilasciare scontrino e ricevuta, e non se lo sogna neppure lontanamente di condividere i suoi utili con chi se la passa peggio di lui!

Ergo – fatta salva la dovuta solidarietà e gli aiuti ai veri bisognosi – chi è causa del suo male pianga se stesso.

Come sempre in medio stat virtus, e chi tenta di far pendere l’ago della bilancia da una parte (il pubblico) o dall’altra (il privato) non fa il bene ne dell’una nè dell’altra parte!

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2 Risposte a “L’eterna contrapposizione tra pubblico e privato, tra garantiti e non.”

  1. Sapete quali sono i garantiti: i politici vedere Polverini ex Cisnal,… loro hanno tutta la sanità a disposizione.

  2. In ITALIA un FISCO ed una BUROCRAZIA scatenati stanno mettendo in ginocchio il Paese.
    Purtroppo hanno governato Destra,…, ma il risultato è sempre lo stesso.
    Adesso abbiamo a Roma 1.000 parlamentari che assistono alle scelte di Conte e non possono ribatterle.
    Democrazia sospesa in nome del COVID che ha messo al sicuro un GOVERNO da cacciare subito.

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