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Le due facce della violenza.

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di Maria Pia Caporuscio. Ci si chiede a cosa servono più di ottocento parlamentari se incapaci di formare un governo, tanto da essere costretti a chiedere aiuto ad un vecchio di 88 anni, di farlo al loro posto? A questa domanda ne segue una seconda: perché mai si deve pagare tutta questa gente per non fare nulla, visto che se lavora trenta giorni l’anno è un vero miracolo?
Se a questa gente per qualche ora di lavoro settimanale si versa uno stipendio intorno alle ventimila euro, quanto dovrebbe essere pagato un operaio che lavora otto ore al giorno tutti i giorni? La risposta è sempre la stessa: è una questione di responsabilità, di professionalità, di meritocrazia. Accidenti non ce ne eravamo accorti! Allora a questo punto la domanda dovrebbe essere: perché finora non lo avete dimostrato? Cari signori non potete essere voi a giudicarvi ma la popolazione e la popolazione vuole licenziarvi in tronco, tutti nessuno escluso! Quanto alla professionalità basta vedere com’era questo paese e com’è diventato oggi, dopo la vostra “responsabilità, professionalità e meritocrazia”. La domanda a questo punto sorge spontanea: perché quando la popolazione non accetta le vostre “responsabili, professionali, meritevoli leggi” e scende nelle piazze a protestare, piuttosto che ascoltarla chiedete l’aiuto delle forze dell’ordine? Perché temete l’ira della popolazione se siete così certi di fare il loro bene? E perché temete che la rabbia possa sfociare nella violenza? Giusto, la violenza va condannata e su questo siamo tutti d’accordo, però deve essere condannata da qualsiasi parte arrivi e non a senso unico come pretendete. La violenza non è soltanto quella fisica, non solo i sassi che potrebbero ferirvi, perché sapete benissimo che esiste una violenza peggiore: la violenza morale, che si traduce in violenza fisica, quando i pensionati sono costretti ad aprire i cassonetti in cerca di cibo. E’ violenza fisica quando i piccoli imprenditori si suicidano non riuscendo più a pagare gli operai. E’ violenza fisica costringere la nostra gioventù a cercare lavoro in altri paesi. E’ violenza fisica quando i lavoratori sono costretti a salire sulle gru per non perdere il lavoro. E’ violenza fisica la costruzione di impianti dannosi alla salute dei cittadini che vivono vicino. E’ violenza fisica non riuscire a mantenere la propria famiglia. E’ violenza fisica costringere dei normali cittadini a diventare barboni non potendo pagare l’affitto. E’ violenza fisica pagare tasse che costringono a stringere la cinghia e rinunciare anche a nutrirsi, per poi vederli finire a soddisfare i vostri luridi vizi, a spartirvi le tangenti, a nasconderli nei paradisi fiscali. E’ così che avete ridotto l’Italia con la vostra “responsabilità, professionalità e meritocrazia”. E pretendete dalla popolazione di non far uso della violenza? Gli italiani cari signori non sono dei violenti, ma una popolazione onesta e pacifica che voi state sfidando. Esatto la state sfidando alla violenza perché siete incapaci, disonesti e malati di mente al punto, da non capire che un popolo “deve” essere contro lo Stato, quando lo Stato è contro il popolo!

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