L’Avviso di garanzia a Conte e ai suoi ministri finirà a tarallucci e vino. Ma se fosse arrivato a Salvini o Berlusconi?

di Redazione. Il Presidente del Consiglio Conte e i Ministri Bonafede, Di Maio, Gualtieri, Guerini, Lamorgese e Speranza hanno ricevuto una notifica riguardante un avviso ex art. 6, comma 2, legge cost. n. 1/1989 da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.
L’avviso di garanzia nasce da diverse denunce presentate in tutta Italia in relazione all’emergenza Coronavirus e possono essere sommariamente raccolte in due grandi filoni.

Il primo riguarda chi accusa il governo gialloRosso di non aver fatto abbastanza nella lotta al virus, ipotizzando i reati di epidemia colposa, omicidio colposo e delitti colposi contro la salute pubblica.

Nel secondo filone, invece, sono stati raccolti gli esposti in cui si afferma che il lockdown è stata una misura sproporzionata rispetto alla situazione. Da qui sono stati ipotizzati i reati di abuso d’ufficio e attentato contro i diritti politici del cittadino.

“La trasmissione da parte della Procura al Collegio”, il tribunale dei ministri, “in base alle previsioni di legge, è un atto dovuto. Nel caso specifico tale trasmissione è stata accompagnata da una relazione nella quale l’Ufficio della Procura “ritiene le notizie di testo infondate e dunque da archiviare” “. Lo si legge nella nota di Palazzo Chigi.

Insomma, finirà tutto a tarallucci e vino. Ma se l’avviso di garanzia fosse arrivato a Salvini o Berlusconi? 

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