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La Turchia chiede di nuovo di far parte dell’Unione Europea.

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di Attilio Runello. “Chiediamo all’Ue di mantenere le sue promesse, di creare un legame più stretto con noi, mantenendo la loro promessa di piena adesione e rispettando gli impegni sui migranti, di non discriminarci o almeno di non farsi strumento dei nemici che prendono di mira il nostro Paese”, ha detto il presidente ai membri dell’Akp. “Non ci vediamo altrove che in Europa – ha aggiunto –vogliamo costruire il nostro futuro insieme all’Europa” e “non abbiamo problemi con l’Ue che non possano essere risolti attraverso la politica, la diplomazia e il dialogo”.

Le parole appena riportate sono da attribuire ad Erdogan premier turco. Sono state pronunciate domenica scorsa e sono state riportate dal magazine Europatoday.

La richiesta di ammissione della Turchia è stata congelata nel 2018.

In questi due anni la Turchia, membro della NATO, ha attivato una politica militare interventista nell’area del Mediterraneo meridionale oltre che ai suoi confini.

Tensioni con la Grecia per la delimitazione delle acque territoriali, intervento militare in Libia violando l’embargo Onu, tensioni con l’Italia quando in Libia ha assunto l’addestramento delle guardia costiera – prima di competenza italiana – con navi regalate dall’Italia alla Libia. Intervento militare in Siria con la penetrazione lungo tutta la fascia di confine, intervento nel  Nagorno-Karabakh, teatro di un conflitto  a favore degli azeri e in funzione anti armena. Senza dimenticare l’annosa questione dei diritti della minoranza curda negati. Inoltre la gestione dei migranti è diventata oggetto di speculazione, accettando sei miliardi per fermare il flusso.

Peraltro Erdogan ha sostenuto le minoranze islamiche presenti in Europa e il loro diritto ad essere rispettate in occasione della promozione in una scuola della rivista Charlie Hebdo, che ha portato all’assassinio dell’insegnante.

Una Unione Europea che a volte fa fatica a digerire la presenza di premier come Orban (Ungheria) o come Duda (Polonia) fautori di politiche che tendono a limitare dei diritti con lo scopo della difesa della identità nazionale potrebbe accettare un premier come Erdogan da una politica decisamente aggressiva?

La Turchia rimane un partner commerciale importante per l’Unione. Gli interventi della Turchia non sono sempre sbagliati, ma sono stati assunti unilateralmente mettendosi in contrasto con diversi paesi occidentali e dell’Unione, con una alleanza economica con il Qatar – che finanzia le operazioni militari della Turchia in Libia – ma che non basta far parte del multilateralismo dell’Unione.

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