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La Storia del Tour. di Alberto Sigona

di Alberto Sigona. Prosegue la nostra storia a puntate della corsa ciclistica più amata al Mondo: Il Tour de France.

9^ PUNTATA: IL TRITTICO DI GREG LEMOND

1986 LA PRIMA VOLTA DEGLI U.S.A.
Alla 12^ tappa a Pau, Hinault e Delgado staccarono tutti, Lemond compreso, che arrivò 3° a 4’37’’, iniziando ad accusare un gap da Hinault di 5’25’’. Il giorno dopo (a Superbagneres) Lemond si sarebbe imposto nettamente, portandosi a soli 40’’ dalla maglia gialla, che in pratica, almeno inizialmente, era venuta meno alla sua promessa di aiutare l’americano…Nelle tappe seguenti comunque la superiorità di Lemond sarebbe venuta fuori (specie sull’Alpe d’Huez, quando assieme ad Hinault rifilò oltre 5’ ai big), trionfando con oltre 3 minuti sul francese, che dirà addio alle corse. L’Italia tornò a sorridere grazie al velocista Bontempi che fece sue ben 3 tappe.
1987 ROCHE VINCE PER IL ROTTO DELLA CUFFIA
L’irlandese S. Roche s’impone in extremis, strappando la maglia gialla che Delgado indossava per una ventina di secondi sullo stesso Roche, che nell’ultima cronometro recupera il piccolo gap e va a vincere il Tour con +40’’ sullo spagnolo, che dovrà rimandare l’appuntamento con la gloria. L’irlandese è l’unico ciclista ad essere riuscito a realizzare nello stesso anno la tripletta col Giro d’Italia ed il Mondiale.
1988 DELGADO DOPATO E VINCENTE
Il Tour 1988 se lo aggiudica senza indugi lo spagnolo Delgado con 7’13’’ sull’olandese Rooks. In un controllo antidoping Delgado risultò positivo ad un prodotto che non era ancora vietato dall’Unione Ciclistica Internazionale, e perciò venne scagionato. È solo il preludio ad un fenomeno, quello del doping, che si allargherà a macchia d’olio, mettendo a repentaglio persino il futuro del Tour. Anche questo fattore contribuisce a rendere poco entusiasmante una edizione generalmente poco combattiva e sotto tono. Exploit del velocista olandese Van Poppel con 4 tappe. L’Italia vince ben 4 tappe con Bontempi, Tebaldi, Ghirotto e Bugno.
1989 LEMOND PREVALE PER 8’’
Nell’aprile del 1987, durante una battuta di caccia in California, Greg Lemond rischia di morire: il cognato, infatti, gli spara accidentalmente al petto con un fucile a pallini. Il grave incidente costrinse LeMond ad abbandonare l’attività, ma l’americano riuscì a recuperare la forma migliore e a ripresentarsi due anni dopo ancora vincente trionfando al Tour 1989, rimontando nell’ultima tappa a cronometro una cinquantina di secondi a Fignon che alla fine perderà la Gran Boucle per 8’’, minimo divario di sempre. Fra gli italiani, una tappa va a Valerio Tebaldi e Giovanni Fidanza. Fignon morirà prematuramente a 50 anni per un cancro.
1990 LEMOND BEFFA CHIAPPUCCI
Nel 1990 il Tour verrà vinto da Greg Lemond (ancora a stento), giovandosi come di consueto di una cronometro decisiva. Claudio Chiappucci aveva colto tutti di sorpresa partecipando ad una fuga in pianura già alla 1^ tappa (Futuroscope), rifilando nella Generale circa 10 minuti all”americano. Man mano che le salite si fanno più dure Chiappucci inizia però a perdere terreno ma il giorno che indossa la maglia gialla (12^ tappa) Lemond è ancora ad oltre 7’, un divario apparentemente rassicurante. Tuttavia nella frazione successiva, che porta la carovana gialla da Villard de Lans a St.Etienne, accade quello che tutti temevamo: Chiappucci va in crisi, rimediando quasi 5’ da Lemond, che ormai in classifica generale gli è ad appena 2’34’’. Lemond continua a farsi sotto e nella frazione con arrivo ad Ardiden sferra un altro attacco debilitante per il nostro atleta, che ormai ha il fiato dell’americano sul collo (soltanto 5’’ dividono i due contendenti alla vittoria finale). Si arriva perciò alla cronometro. Come da copione il fresco bi-campione del Mondo americano gli strappa il simbolo del primato, andando a vincere con 2’16 sull’azzurro. L’Italia si può consolare per aver tornato a sognare; per aver vinto 5 tappe (Argentin, Ghirotto, Bugno, Bugno e Bontempi) ed aver vestito la m.g. 8 volte.

Una risposta a “La Storia del Tour. di Alberto Sigona”

  1. In verità la tripletta Giro-Tour-Mondiale nello stesso anno era riuscita anche ad Eddy Merckx nel ’74

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