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La Storia del Tour.

di Alberto Sigona. Prosegue la nostra storia a puntate della corsa ciclistica più amata al Mondo: Il Tour de France.

11^ PUNTATA: LA BOMBA DEL DOPING!

1996 QUEL TOUR RIMASTO MORALMENTE VACANTE…
Il Tour ’96, con Indurain sul viale del tramonto, viene vinto dal 32enne danese Bjarne Riis con 1’41’’ su Ullrich e 4’37’’ su Virenque. L’Italia si aggiudica 3 tappe con Cipollini, Podenzana e Baldato. Dopo 11 anni avviene quello che non ti aspetti, il clamoroso colpo di scena degno di un film: in una conferenza stampa del 25 maggio 2007 la maglia gialla finale, Bjarne Riis, ammette di aver fatto uso di EPO per vincere la corsa a tappe del 1996. Il 7 giugno 2007 il Tour de France, attraverso le dichiarazioni del portavoce della corsa, Philippe Sudres, fa sapere che non intende considerare più Bjarne Riis quale vincitore dell’edizione 1996.
Il Titolo dovrebbe essere attribuito al tedesco Jan Ullrich, peraltro anch’esso sotto inchiesta per doping. Tuttavia il 4 luglio 2008, l’organizzazione del Tour, nella persona di Philippe Sudres fa retromarcia e riassegna a Riis la vittoria del Tour poiché essendo passati più di 10 anni al momento della confessione il reato era prescritto.

1997 JAN ULLRICH UBER ALLES
Jan Ullrich è il primo tedesco ad aggiudicarsi la corsa gialla. Il capitano della Telekom precederà Virenque (FRA) di 9’09’’ e il celebre scalatore Pantani di 14’03’’. L’Italia vinse 7 tappe: 2 con Cipollini, Minali e Pantani, 1 con Traversoni. Dopo l’addio alle corse e la radiazione per doping, il tedesco avrà diverse vicissitudini e disavventure varie legate all’assunzione reiterata di alcol e droga. Nel 2018 verrà arrestato per tentato omicidio; dopodichè finirà in una clinica psichiatrica.

1998 UN PIRATA ALLA CONQUISTA DELLA FRANCIA
Impresa d’altri tempi del “pirata” Marco Pantani che riporta in Italia la Gran Boucle dopo un digiuno insopportabile durato oltre trent’anni, 33 per la precisione. Il campione romagnolo, dopo mille e una vicissitudini, era reduce dalla prima corsa a tappe portata a casa da trionfatore, il Giro d’Italia. Pantani era un corridore con grandissime doti di scalatore ma con grossi limiti a cronometro che gli impedivano di sperare nel trionfo al Tour. Difatti nella 1^ tappa a cronometro rimedia oltre 4’ da Ullrich, scivolando in classifica a circa 5 minuti dallo stesso tedesco. A Plateau de Beille però il pirata vince la tappa con 1’40’’ su Ullrich, riaprendo leggermente i giochi.
Nella 15^ frazione si attraversa il Galibier e lì Marco compie la più grande impresa degli ultimi anni: a 50 km dall’arrivo va in fuga sotto la pioggia con un ritmo irresistibile per chiunque e, fra due ali di folla in visibilio come non mai, arriva a Les deux Alpes con 1’54’’ su Massi, mentre uno stremato Ullrich, alla peggior giornata della carriera, arriva ad 8’57’’: Pantani – incredibile ma vero – diventa la nuova maglia gialla grazie ad un vantaggio di 5’56’’ sul campione 1997. Il divario resta tale sino all’ultima cronometro, terreno fertile per il ciclista tedesco, tallone d’Achille per il pirata di Cesenatico. Pantani però perderà soltanto 2’35’’ (3° posto) da Ullrich e così riuscirà a vincere la corsa gialla, realizzando l’accoppiata leggendaria col Giro, secondo italiano a riuscirci dopo Coppi. Un’impresa di proporzioni epiche se si considera il fatto che Pantani era uno scalatore puro negato nelle gare contro il tempo. Si ha la sensazione che si sia aperta una nuova era: l’era di Pantani, appunto. Ma il futuro ci riserverà tanta amarezza, come avremo modo di vedere…Il Tour del ’98 ci vide vincere 6 tappe, 2 con Cipollini, 2 con Pantani stesso, 1 con Massi ed 1 con Nardello. Indosseremo la maglia gialla in 6 occasioni, solo con Pantani.
Il Tour del ’98 sarà ricordato anche per altro, ovvero per l’affaire Festina, che sconvolge la gara e l’opinione pubblica: la scoperta di vari prodotti dopanti in possesso del medico della squadra francese causa l’esclusione immediata di questa, cui appartengono Richard Virenque, Laurent Brochard e Alex Zülle. Altre squadre vengono controllate…. Uno sciopero dei corridori provoca quindi l’annullamento della tappa tra Albertville et Aix-les-Bains. Il direttore Jean-Marie Leblanc riesce comunque a mediare e a salvare questa edizione.
Nel 2013, grazie a degli esami ematici compiuti con tecniche più moderne, verrà trovata Eritropoietina in quasi tutte le provette dei corridori, Pantani compreso. Ciò che da anni si sospettava era purtroppo vero: i ciclisti che hanno corso il Tour fra gli anni ’90 e primi 5 anni del 2000 erano quasi tutti dopati, per quella che è stata senza ombra di dubbio l’era maledetta del ciclismo, di cui Armstrong e Pantani sono stati i simboli. Pantani, a differenza dell’americano, non sarà defraudato del successo al Tour 1998, visto che al momento della scoperta dell’EPO erano passati più di dieci anni, ma non c’è dubbio che la sua immagine risulterà ormai danneggiata irrimediabilmente.

12^ PUNTATA: GLI ANNI DELLA VERGOGNADal 1999 al 2005 si registrarono 7 successi consecutivi di Lance Armstrong. Nel 2012 tutte le vittorie ottenute dall’americano saranno però revocate a causa della sua positività all’EPO e ad altre sostanze vietate dall’UCI, per quello che rimane il caso più drammatico nella storia del Tour de France e dello sport tutto. Ciononostante, per dovere di cronaca, ci sentiamo di dover riferire quanto accaduto sulle strade della Gran Boucle, a prescindere da quanto avvenuto nelle aule giudiziarie.

1999 ED INIZIO’ L’EPOPEA ARMSTRONG
Al Tour del ’99 non prenderanno parte i due protagonisti della scorsa edizione, Pantani (sotto shock dopo lo scippo subito al Giro ’99) e Ullrich, in odore di doping. In un Tour senza campioni ed addolcito in funzione antidoping, esce un vincitore senza grandi pretese, Lance Armstrong, che ai più sembra un vincitore di transizione in attesa del ritorno di Pantani e Ullrich. In verità sarà soltanto il 1° di una serie sterminata di vittorie: ne conquisterà 7 battendo ogni record. Nella realizzazione di tale primato Armstrong (scampato da poco ad un tumore maligno) sarà agevolato dall’assenza di veri campioni; dai percorsi realizzati ad hoc per esaltarne le qualità di cronoman; dalla preparazione mirata a competere solo al Tour (snobbando sistematicamente Giro e Vuelta).
In quel Tour l’Italia si fece onore vincendo 7 tappe: 1 con Commesso, Mondini e Guerini; 4 consecutive (record italiano) per il grandissimo velocista Mario Cipollini: re leone vinceva le ultime tappe al Tour (in totale ne vanta 12, eguagliando il record italiano di Bartali: seguono Di Paco 11, Coppi e Bottecchia 9); in seguito, infatti, non vi prenderà quasi mai parte: nel 2000 per infortunio, nel 2001, 2002 e 2003 per il diniego degli organizzatori, forse invidiosi del suo strapotere.

2000 ARMSTRONG E’ SENZA RIVALI
Il Tour del 2000 è infiammato dal ritorno di Marco Pantani, il campione italiano più amato ed osannato di sempre. Pantani alla 1^ tappa montuosa va in crisi: è lo spettro di se stesso e perde già 10’34’’ dal texano Armstrong, lanciato verso il bis. Tuttavia sul Monte Ventoso (11^ tappa) il Pirata regala delle forti emozioni ai propri tifosi, affrontando l’ascesa del monte spalla a spalla col campione americano; Pantani vincerà in volata su Armstrong stesso: la classifica non subisce lo scossone sperato ma Marco pare tornato quello dei bei tempi, o quasi. Alla 15^ tappa Pantani concede il bis, stavolta in solitario, rifilando ad Armstrong 50’’. Ma nella successiva frazione montuosa il pirata romagnolo, dopo aver tentato una fuga da lontano, va in crisi, e a fine tappa si ritira. Sarà l’ultimo Tour in carriera di Pantani che ben presto discenderà negli inferi della propria psiche, ed il tutto culminerà con il suo assassinio nel 2004 a soli 34 anni.
Armstrong come da copione vinse il Tour con 6’02’’ su Ullrich e 10’04’’ su Beloki (Spagna). Gli azzurri vinceranno 5 tappe (Pantani 2, Bettini, Commesso e Zanini 1) ed indosseranno la maglia gialla 4 volte con Elli.

2001 NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE TOUR DE FRANCE
Tutto come da copione: Armstrong vince il terzo Tour consecutivo senza che vi siano dei veri avversari a contrastarlo. Lo strapotere del texano è totale, sia in salita che a cronometro. Alla fine vince con 6’44” su Ullrich. L’Italia, orfana di Cipollini e Pantani, non vincerà tappe.

2002 E’ ANCORA LUI!
Armstrong addormenta il Tour, ma questa non è più una notizia. Per il texano (che precede Beloki ed il lituano Rumsas) è il quarto Giro di Francia. L’Italia vince 1 sola tappa con Frigo.

2003 EGUAGLIATI MERCKX & COMPANY
Ancora Armstrong! Il texano della Us Postal centra l’agognata cinquina, precedendo Ullrich di 1’01’’, per una vittoria “finalmente” sudata. Armstrong eguaglia dei mostri sacri del pedale, Merckx in primis, arrivando a 5 Tour. L’Italia vince 5 tappe, 1 con Simoni e 4 con il grande velocista Petacchi.

2004 SESTINA VINCENTE
Armstrong è ancora senza rivali e così si accaparra in tranquillità il sesto Tour di seguito (davanti al tedesco Kloden) , primo uomo a riuscirci, lasciandosi alle spalle mostri come Anquetil, Merckx ed Hinault. Ivan Basso (ITA) sarà 3° a 6’40’’. Gli azzurri inoltre vinceranno 2 tappe, con Pozzato e Basso stesso.

2005 LA SETTIMA MERAVIGLIA FARLOCCA DI LANCE
Armstrong vince addirittura per la settima volta consecutiva il Tour de France (secondo posto per Ivan Basso), decidendo, dopo quest’ennesimo exploit, di appendere la bici al chiodo, lasciando in gloria. La sua parabola mitica iniziò nel 1999: da quell’anno Armstrong non sbaglierà più una tappa, come una sorta di ingranaggio infallibile racimolerà successi su successi senza la minima ostruzione, che lo porteranno alla conquista di 22 tappe gialle e di 83 maglie da leader della corsa francese: in quest’ultimo primato meglio di lui vi è solamente Merckx, da sempre metro eccellente per ogni mostro del pedale. L’Italia in quel Tour vinse 3 tappe (Bernucci, Savoldelli e Guerini).
A fine agosto 2012 una bomba sconquassa il Mondo del ciclismo: Lance Armstrong viene privato – causa doping – di tutti i suoi 7 Tour de France. La carriera di un Mito va a rotoli. È uno scandalo senza eguali nella storia dello sport! Armstrong andrà così a rappresentare un’epoca (che grosso modo va dal 1996 al 2006) nera per il pedale, la più brutta che il Mondo sportivo abbia mai vissuto. L’equazione ciclismo=doping a questo punto non pare solo una provocazione ma un dato di fatto terribile!!! Ci si chiede: potrà mai il ciclismo risorgere?

2006 LA TENTATA FRODE DI FLOYD LANDIS
L’americano Floyd Landis si era aggiudicato il Tour 2006 ma dopo pochi giorni si seppe che era risultato positivo (testosterone) ad un controllo antidoping a margine della 17^ tappa, vinta dallo stesso Landis: era la prima vittoria finale revocata per doping, che negli anni 2000 la fece da padrone, infangando la corsa più amata al Mondo. In passato era già successo (nel 1904) che una vittoria venisse revocata, ma il doping non c’entrava. Il successo andrà a tavolino allo spagnolo Oscar Pereiro Sio il quale in seguito sparirà dalla scena o quasi. Per il Tour la squalifica di Landis è un duro colpo. La corsa più prestigiosa al Mondo ha perso ormai ogni credibilità e c’è chi parla addirittura di sospenderlo a tempo indeterminato, sinché la piaga del doping possa scomparire.
Gli azzurri in quella edizione-farsa vinsero 1 tappa con Tosatto. Ma ricordiamo in breve, per dovere di cronaca, quanto era successo sul campo, ripercorrendo le fasi salienti della competizione. Landis conquista la maglia gialla al termine dell’11^ tappa. Poi, alla 13^, va in porto una fuga bidone, e lo spagnolo Pereiro Sio, che alla partenza accusava da Landis circa 28’ di distacco, rifila allo stesso Landis 29’57’’, strappandogli il simbolo del primato per pochissimi minuti (1’29’’). Tuttavia dopo pochi giorni, sull’Alpe d’Huez, Landis si riprende il primo posto nella “generale”, seppur per pochi secondi. Sembra finita, ma non lo è. Nella tappa seguente, infatti, Landis va in crisi, perdendo circa 8 minuti da Pereiro Sio (terzo sul traguardo), che così sembra aver ipotecato il Tour. Anche stavolta i colpi di scena paiono conclusi, ma il giorno dopo avviene quello che non t’aspetti. Landis, infatti, compie l’impresa del secolo, andando a vincere con circa 6’ sul secondo e 7’38” sul leader Pereiro, da cui adesso è separato da soli 30″. Pochi giorni dopo, a cronometro, l’americano riconquisterà definitivamente la maglia gialla (per 59’’), ma come vedremo il Tour de France del 2006 era destinato a continuare nelle aule giudiziarie…

13^ PUNTATA: DAL BIS DI CONTADOR AL TRIONFO DI WIGGINS
2007 IL TOUR SEMBRA IN AGONIA
Anche il Tour 2007 ha il doping a farla da padrone. Diversi corridori sono assenti per squalifica e molti concorrenti sono sospettati e indagati per doping. Ne fa le spese persino il danese Rasmussen che stava viaggiando a vele spiegate verso la vittoria finale. Alla resa dei conti prevale lo spagnolo Alberto Contador per soli 23’’ su Evans (Australia) e 31’’ su Leipheimer (USA), che per poco non lo scalzavano nell’ultima cronometro. Per gli azzurri arrivano 3 vittorie con Pozzato e Bennati (2).

2008 SASTRE RISPOLVERA LA FIGURA DELLO SCALATORE PURO
Lo scalatore spagnolo Carlos Sastre si aggiudica in solitario l’ultima asperità montuosa, strappando la maglia gialla al lussemburghese F. Schleck, e difendendola nell’ultima cronometro dai possibili assalti del favorito Evans, che sulla carta avrebbe dovuto ribaltare il tutto. Grande attestazione d’imperiosità per M. Cavendish: 4 volate per lui. Il doping continua a mietere “vittime”, fra cui la giovane promessa Riccò che aveva vinto 2 tappe (poi revocate) ed il veterano Piepoli che aveva vinto 1 frazione (revocata anche questa).:l’Italia così resta a zero successi parziali.

2009 IL BIS DI CONTADOR
Alberto Contador concede il bis, vincendo senza patemi codesta Gran Boucle, precedendo di 4’11 Andy Schleck (Lussemburgo) ed il rientrante americano Lance Armstrong (38 anni), che così conquista un inatteso 3° posto dopo 3 anni dal ritiro (3° posto poi revocato per doping). Gli italiani non vincono manco una tappa ma compensano con le 8 maglie gialle di Rinaldo Nocentini (fra gli italiani meglio di lui hanno fatto solamente F. Magni con 9 giorni in giallo, Nencini 14, Coppi, Gimondi e Nibali 19, Bartali 23, Bottecchia 34). Fra i velocisti grande attestazione di superiorità del britannico Cavendish: 6 volate vincenti!!

2010 ANDY SCHLECH S’IMPONE A TAVOLINO
Alberto Contador senza strafare vince il suo terzo Tour con appena 39’’ sul lussemburghese A. Schlech, che s’inchina solo nell’ultima cronometro, per poco più di mezzo minuto (aveva 8’’ di vantaggio). Abdica mestamente l’ex Imperatore americano Lance Armstrong, stavolta definitivamente. Per l’Italia è ancora buio pesto, almeno per quanto concerne la lotta per la Classifica Generale; vinciamo comunque un paio di tappe con l’eterno Petacchi, che a 36 anni riesce persino a tenere testa al britannico Cavendish, dittatore delle volate (5 vinte). Nel febbraio 2012 verrà squalificato il vincitore Contador per doping. Esulta Schleck, che così si ritrova maglia gialla dopo un anno dalla conclusione del Tour, corsa che comunque in questi anni ha perso definitivamente ogni credibilità.

2011 UN AUSTRALIANO A PARIGI
A ben 34 anni l’eterno incompiuto – almeno relativamente alla corsa gialla – Cadel Evans (iridato 2009) riesce finalmente ad imporsi alla Corsa Gialla, ed è il primo australiano a riuscirvi. Evans costruisce la sua vittoria nelle cronometro, difendendosi in salita. Ancora un secondo posto – il terzo consecutivo sul campo – per il lussemburghese Andy Schleck, a 1’34’’, che cede il simbolo del primato nell’ultima cronometro, quando aveva 57’’ da difendere. Sul terzo gradino del podio il fratello Fränk Schleck. Buio pesto per l’Italia. Fra i velocisti continua a dettar legge Cavendish (5 acuti).

2012 WIGGINS IN PRIMIS
Bradley Wiggins (dopo ben 3 Ori Olimpici e 6 Mondiali su pista) si afferma a 32 anni alla Gran Boucle, davanti al connazionale Froome, che gli fa da gregario di lusso. Mai un britannico prima di oggi si era aggiudicato la corsa francese. Terza piazza per il nostro Vincenzo Nibali, che patisce le cronometro. Si ricorda come uno dei Tour più soft della storia, con pochissimi arrivi in salita di rilievo.

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