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La Storia del Tour. di Alberto Sigona

di Alberto Sigona. Prosegue la nostra storia a puntate della corsa ciclistica più amata al Mondo: Il Tour de France.

2^ PUNTATA: DAL TRIONFO DI BUYSSE AL PRIMO ASSOLO DI GINETTACCIO.

1926 BUYSSE STRAVINCE
L’edizione del ’26 se l’accaparrò il belga Lucien Buysse, sgominando la concorrenza. Lucien Buysse, nonostante aver saputo durante la terza tappa della morte della figlia, vince il suo Tour in surplace, precedendo il lussemburghese Frantz (4 tappe per lui) di 1h 22’ 25’’. L’Italia si aggiudica soltanto 1 tappa con Aymo, terzo in classifica generale.

1927 L’ESPLOSIONE DI FRANTZ
Dopo tanti piazzamenti finalmente il lussemburghese Frantz riuscirà ad appropriarsi del Tour de France 1927, infliggendo a tutti distacchi colossali. Nessuno riuscì mai a tenergli testa, neanche minimamente (il belga De Waele terminò a quasi due ore dal primo).

1928 DOPPIO FRANTZ
Anche il 1928 fu appannaggio di Frantz che indosserà la m.g. dalla 1^ all’ultima tappa. Frantz (5 tappe) precedette di 50 minuti Leducq. Nel corso della 19^ tappa a 100 km dall’arrivo gli si ruppe il telaio della bicicletta ma riuscì comunque a concludere la tappa utilizzando una bicicletta da donna. In totale vanta 20 tappe “gialle”.

1929 DE WAELE PRIMEGGIA A REDINI BASSE
Nel 1929 il Tour fu stravinto dal belga De Waele che prevalse di oltre 40 minuti sull’italiano Giuseppe Pancera. Leducq fece sue 5 tappe. Gli azzurri restarono ancora a secco di tappe.

1930 UN “DUCA” TRIONFA A PARIGI
Il Tour del ’30 fu per la prima volta seguito in diretta dalla radio di Stato francese, aumentando la popolarità del ciclismo. Per la prima volta fa la sua comparsa la caravona pubblicitaria mentre gli sponsor iniziano a “macchiare” con reclame le maglie dei corridori. Trionfa Leducq con un quarto d’ora di margine su Learco Guerra il quale vinse 3 tappe indossando la maglia gialla in 7 occasioni. Anche Alfredo Binda riuscì ad impinguare il bottino azzurro con 2 affermazioni consecutive, prima di ritirarsi per polemiche con la federazione italiana. Il francese Charles Pellissier vinse 8 tappe, record tuttora imbattuto.

1931 INIZIA LA PICCOLA GRANDE ERA TARGATA MAGNE
Nel ’31 iniziava l’era del francese Antoin Magne che dominò la Gran Boucle in lungo ed in largo, precedendo il belga Demuysere di oltre 12 minuti ed il nostro Antonio Pesenti di oltre 20. fra i velocisti si mise in grande evidenza C. Pelissier con 5 vittorie di tappa (vanta in totale 16 frazioni). L’Italia dal canto suo si fregiò di 7 vittorie di tappa ( 5 con il grande velocista Di Paco, 1 con Battesini e Gestri) e di 4 maglie gialle (Di Paco).

1932 LEDUCQ CONCEDE IL BIS
Nel ’32 Leducq, già trionfatore pochi anni prima, concede il bis, prevalendo senza alcun patema sul tedesco Stoepel (distanziato di 24’03’’) e sul nostro Francesco Camusso. Leducq in quel Giro vinse ben 6 tappe (in totale al Tour vanta 25 tappe). L’Italia otterrà 7 successi, rispettivamente 4 con Raffaele Di Paco, 1 con Pesenti, Orecchia e Camusso.

1933 UN ALTRO TOUR DAGLI ESITI SCONTATI
Nel 1933 si registrò un’altra netta affermazione del vincitore di turno, Georges Speicher (gran discesista), per un Tour ormai lungi dal riservare le emozioni dell’era pionieristica. Speicher vinse comunque con “soli” (pochi per l’epoca) 4’ di margine sul nostro Guerra (5 tappe!) e 5’ sull’altro italiano Martano. Il belga Aerts fu il re di giornata con 6 affermazioni parziali.

1934 MAGNE COLPISCE ANCORA
Tanto per cambiare anche questo Tour non riserva particolari emozioni, a causa, o per merito dello strapotere del francese Magne che concedeva il bis a redini basse, indossando la maglia gialla per quasi l’intera kermesse (secondo posto per il nostro Giuseppe Martano a 27’31’’). Per la prima volta nella storia della corsa si disputò una cronometro e fu vinta da Magne stesso. Lapebie si appropriò di 5 frazioni. L’Italia ottenne 3 successi parziali, con Meini, Vignoli e lo stesso Martano.

1935 UN MONOLOGO TARGATO R. MAES
Il Tour del ’35 sarà un monologo targato Romain Maes, Belgio, che surclasserà la concorrenza a partire dall’italiano Ambrogio Morelli che giungerà sul traguardo parigino accusando un gap di 17’52’’. In quell’edizione gli azzurri vinceranno 6 tappe: 2 con il celebre velocista Di Paco, 1 con Camusso, Bergamaschi, 2 con Morelli. Il tour è purtroppo funestato dalla morte dello spagnolo Francisco Cepeda durante la discesa del colle del Galibier.

1936 DA ROMAIN A SYLVER MAES
Nel ’36 il Tour è stravinto da Sylvere Maes, omonimo di Romain, costretto al ritiro. Egli precedette Magne (Francia) di 26’ e passa. Il governo italiano vieta ai propri corridori di partecipare al Tour per motivi politici: una opportunità in meno per Bartali, che avrebbe potuto dire senz’altro la sua. Le Greves vincerà ben 6 tappe (in totale vanta 16 vittorie).

1937 LAPEBIE APPROFITTA DEL FORFAIT DI S. MAES
Roger Lapebie approfitta del ritiro alla 16^ tappa di S. Maes (in segno di protesta per aver pagato una penalità di 15 secondi) per strappargli la maglia gialla portandola sino al traguardo finale. Mario Vicini giungerà 2° staccato di circa 7’. Italia che in quella edizione vincerà 3 tappe (Generati, Bartali, Camusso), vestendo la maglia g. in 2 occasioni con Gino Bartali. Il celeberrimo ciclista toscano (il più grande insieme a Coppi) mancò la prima doppietta Giro-Tour a causa di una caduta in un torrente nella tappa Grenoble-Briançon, mentre era in testa alla classifica generale; soccorso e rimesso in sella dal compagno Francesco Camusso, terminò soffrendo la tappa, mantenendo la Maglia gialla. Al termine della tappa successiva fu superato in classifica ed anche per ordine della federazione si ritirò. In grande evidenza il velocista belga Meulenberg (4 tappe).

1938 IL TRIONFO DI GINO BARTALI FA ANDARE L’ITALIA IN TRIPUDIO
Nel 1938 il Tour torna nelle mani di un italiano. Se lo accaparra proprio il mito assoluto Gino Bartali, dopo l’aspra lotta con il belga Félicien Vervaecke. Bartali sferrò l’attacco decisivo sulle Alpi, nella tappa Digne-les-Bains-Briançon, quando andò in fuga sull’Izoard e arrivò al traguardo con 5 minuti di vantaggio sul gruppo, strappando la maglia gialla a Vervaecke nelle ultime salite del Tour. Un’impresa epica, alla Bartali appunto. In codesta kermesse Ginettaccio si aggiudicò 2 frazioni ed indossò il simbolo del primato per 10 giorni. Gli azzurri vinsero altre 2 tappe con Servadei e J.Rossi.

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