La politica con la ‘p’ sempre più minuscola sta dando uno spettacolo osceno!

di Redazione. Prima se ne dicono di peste e corna, poi vanno al governo insieme. In campagna elettorale dicono agli italiani: “Mai con il Pd!”, “Mai con i 5stelle!”, “Mai con la Lega!”… e poi ci spiegano che, siccome siamo una democrazia parlamentare, è per questo che sono ‘costretti’ ad allearsi con quelli che erano i loro ‘nemici giurati’.

Quindi, pur di dare uno straccio di governo al paese, fanno prima il governo gialloverde e poi quello giallorosso. Insomma, ne fanno di tutti i colori! Il giorno prima dicono dagli scranni del Pd facciamo un governo con i grillini e il giorno dopo che ministri e sottosegretari hanno prestato giuramento, i renziani fuoriescono dal Nazareno per fare un nuovo partito!

Naturalmente rientra nel politicamente corretto dire che tutto ‘sto gran casino è stato inscenato per il bene del paese (!?). Le poltrone non c’entrano assolutamente niente (!?).

Oggi come oggi possiamo dire – ‘senza se e senza ma’, prendendo in prestito una locuzione tanto cara ai ‘sinistri’ – che siamo orfani, non diciamo di ‘grandi’ statisti, sarebbe pretendere troppo dalla politica dei talk show e dei social, ma di ‘statisti’, ovvero uomini di Stato al servizio della Res Publica, con un alto senso delle istituzioni, dello Stato, del Popolo Sovrano, e con il rispetto dell’autorità e il carisma che all’autorità stessa si conviene.

Oggi come oggi, la scena politica è prevalentemente occupata da tre soggetti: Grillo, Renzi e Salvini. Tre leader di partito accomunati da un minimo comune denominatore: sono tre uomini di spettacolo.

Il fondatore del MoVimento 5Stelle, Beppe Grillo, un comico di razza e quindi uomo di spettacolo al cento per cento, che ha trasferito il suo spettacolo dal palcoscenico al Parlamento, insomma da un teatro all’altro!

Renzi e Salvini due istrioni, due prime donne che hanno tentato di battere la strada della tv e del mondo dello spettacolo, ma che poi hanno dovuto ripiegare su quella della politica, per loro, ma non certo per il popolo italiano, una strada ricca di grandi successi, ma anche di puntuali fiaschi, con altrettante negative ricadute sui cittadini italiani.

Uomini – senza ombra di dubbio – capaci, furbi, scaltri, astuti e dall’eloquio sciolto che reggono bene il ‘primopiano’, ma che non hanno messo queste loro doti al servizio dei cittadini per il raggiungimento del bene comune, ma pro domo sua, ovvero per il loro esclusivo interesse, per l’esaltazione del loro ego e in seconda battuta della loro parte politica, che essendo poi fondata su loro stessi essendo ‘partiti personali’, equivale a dire praticamente la stessa cosa.

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