La politica con la ‘p’ minuscola!

di Redazione. Ormai quella di casa nostra – con i giornaloni e i talk show che ci bombardano da mattina a sera con il gossip dei “palazzi romani” – non è più la Politica con la “P” maiuscola, ma il mero “pettegolezzo” al pari di quello che si legge sulle riviste di gossip dal parrucchiere.

Chiacchiericcio della serva, senza una visione di paese, orfano di un progetto e di una visione che sappia dire ai cittadini quale Italia si vuole costruire e come la si vuole rifondare.

Sono tutti attori e comici di un teatrino di cui la gente seria, onesta e per bene di questo paese non ne può più.

Purtroppo no disponiamo di una classe dirigente in grado di dirigere la nazione, ma di una compagnia teatrale che non fa più nemmeno ridere!

Insomma, non si parla di programmi, di ideali, di progetti per il futuro, ma di inciuci, di alleanze incestuose, di separati in casa, di scissioni e di nuove convivenze che seppure coatte dovrebbero garantire uno straccio di governo a questo paese ormai ridotto ai minimi termini da anni ed anni di “zero politica” e tante, tante chiacchiere!

Lorsignori, prendono voti da appena il 50 per cento degli italiani promettendo ai creduloni grandi “rivoluzioni” ed epocali “cambiamenti”, ma poi una volta incassati i voti resta tutto come prima o peggio di prima.

6 commenti su “La politica con la ‘p’ minuscola!

  1. Più che assistere a una sfida politica ci sembra di vedere una riedizione de L’aereo più pazzo del mondo, il celebre film tragicomico di inizio anni Ottanta in cui si raccontavano le avventure paradossali e surreali dei passeggeri a bordo di un aereo condotto da un pilota che aveva paura di volare.
    Risate e paura, come oggi sull’«aereo Italia».
    Piccola carrellata: il Senato è stato riaperto per discutere – di fatto – sull’abbronzatura dei suoi membri mentre Bankitalia rendeva noto che il debito pubblico ha sfondato la quota record di 2386 miliardi (+21 sul mese precedente); Conte e Salvini inscenano l’ennesima sceneggiata sull’ingresso in porto di una nave carica di immigrati che da giorni staziona al largo di Lampedusa nelle ore in cui la Germania entra ufficialmente in recessione e fa crollare le Borse (soprattutto quella di Milano), antipasto di una devastante crisi in arrivo; dopo averlo votato in Parlamento, il ministro leghista Massimo Garavaglia ci ha informato ieri che il reddito di cittadinanza è una bufala e che il 70 per cento dei disoccupati che l’hanno ottenuto non ne avrebbero diritto (senza specificare quando ha fatto questa scoperta, da quanto e perché la teneva segreta, né se intende denunciare qualcuno per truffa e peculato come sarebbe nei suoi doveri); Salvini ha confermato ieri di voler sfiduciare il premier Conte ma si è presentato con lui alla commemorazione dei morti sotto il ponte di Genova, che è un po’ come dire ai parenti delle vittime e alla città tutta: «Fidatevi di quest’uomo, è un vero incapace».
    Ho dimenticato qualche cosa? Certamente sì e mi scuso, ma non possiamo passare tutta la vigilia di Ferragosto a romperci i maroni appresso a questi pazzi che, come il pilota nel film dell’aereo, vorrebbero governare ma hanno paura di farlo e quindi buttano tutto in caciara mentre il Paese sta precipitando nella tempesta.
    L’unica buona notizia è che oggi i giornali sono chiusi per cui scommetto che tutti gli attori di questa tragicommedia si prenderanno una piccola pausa: domani si ricomincia, chissà con quali sorprese, gag e finti psicodrammi. Speriamo solo che questo pazzo aereo Italia atterri al più presto, non ne facciamo neppure più una questione di aeroporto sicuro. A questo punto uno vale l’altro. Che siano elezioni anticipate o governi più o meno «mostri», tutto è meglio di così. Basta che si tocchi terra.

  2. “Ebetino”, “Ballista”, “Fai schifo” Ma ora Beppe fa la corte a Renzi. Il guru del M5s apre all’intesa con chi insultò in modo feroce.
    In Italia tutto è possibile. In politica ancor di più. La storia recente ce lo ha insegnato. Ma che si aprisse un confronto, e probabilmente un asse, tra Grillo e Renzi sembrava fantascienza.
    Anzi, per amor di precisione, sembrava un film horror. In questa folle estate, invece, è successo anche questo e all’orizzonte si profila l’incubo di un governo Pd-Cinque Stelle. Gli effetti della poltronite (l’amore viscerale per le comode sedute di Camera e Senato) hanno avvicinato l’inavvicinabile e il post, pubblicato due giorni fa da Grillo sul suo blog, non lascia spazio a interpretazioni: i due stanno flirtando.
    Non sappiamo se sarà amore, ma sappiamo con certezza che finora è stato odio. Vi riproponiamo una piccola antologia di insulti recapitati dall’ex comico all’ex premier. Roba delicatissima e di raffinata eleganza, come è nello stile del leader genovese. Nel corso degli anni, tra gli altri, gli ha affibbiato i nomignoli di «ebolino», «ebetino», «Renzie» (dopo che Matteo aveva sfoggiato il giubbotto da Fonzie) e «scrofa ferita».

  3. #CrisiDiGoverno Siamo alle comiche finali! Roba da non crederci: per non votare adesso si mettono d’accordo Grasso, Renzi e l’evasore Grillo, tutto per il bene del Paese (!).
    Questo e altro nella zuppa di oggi 👇

  4. Lo sceriffo è in fuga dalla città, attraversa a gran velocità gli stati del sud accolto da un oceano di fischi. “Ma come scappi dal tuo dovere cercando rifugio qui… per chi ci hai preso sceriffo?”

    Molti hanno addirittura disseppellito il vaffanculo in Sicilia, così, senza passare dal suo ufficio, è in corsa a chiedere mezzi all’ex cavaliere disarcionato (del porco non si butta via niente).

    Intanto volano degli avvoltoi di nuova generazione: gli avvoltoi persuasori. E’ una nuova specie di sciacallaggio: invece di aspettare la fine cercano di convincerti che è già avvenuta. Non sono elevati, non volano neppure. In realtà strisciano veloci fra gli scranni: ma è soltanto un’illusione, nient’altro che un’illusione dovuta alla calura.

    Quando queste defezioni e quelle allucinazioni saranno passate basta farsi trovare uniti e parlare unicamente con gente elevata e non in caduta libera.

  5. La mia intervista al Tg5. Visti gli ordini di Capitan Fracassa, i parlamentari devono scegliere se seguire Salvini o la Costituzione. In Parlamento ci sono i numeri per un Governo #NoTax

    1. Caro Matteo, se ci avessi pensato un anno fa, invece di giocare al tanto peggio tanto meglio, il governo Lega-5S non sarebbe mai nato e forse oggi la Lega sarebbe ancora al 17%. Per essere credibile dovresti almeno fare un po’ di autocritica…

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