La povertà della gente e l’arroganza del potere!

Due uomini, due storie, due destini separati e diversi, ma con un minimo comune denominatore: lo Stato Italiano! Talmente diversi, ma così prossimi alle massime istituzioni, che uno, confidando ancora nelle attenzioni del “Palazzo”, si è dato fuoco davanti al Quirinale, e l’altro, che dalle istituzioni trae “modesti” compensi, si è lamentato in diretta radiofonica del fatto che “6.800 euro al mese sono – per l’appunto – un vitalizio molto modesto”! Il primo è un cittadino romeno di 55 anni residente in Piemonte, a Pinerolo. Sembra che l’uomo fosse esasperato dal non potere garantire alla sua famiglia neanche il necessario, in quanto da tempo disoccupato. Ricoverato al Sant’Eugenio ha ustioni sul 50% del corpo ed era incosciente quando è stato portato via. La scena si è consumata davanti ai turisti attoniti: l’uomo si è cosparso di alcol e poi con un accendino ha appiccato le fiamme. Il secondo è un cittadino italiano, che a quanto sembra non deve aver ben chiaro il significato dell’aggettivo “modesto”, un onorevole dell’Udc, in parlamento dal lontano, troppo lontano, 1976, secondo il quale 6.800 euro al mese – una cifra ben diversa dalle pensioni medie di quegli italiani che l’onorevole si degna(!?) di rappresentare in parlamento – sarebbero una somma molto modesta… ma lui si è guardato bene dal darsi fuoco!!! Due storie, due vite parallele che non si sono mai incontrate, che non hanno mai interloquito, e che sono il frutto diretto delle politiche economiche dei governi nazionali sotto l’egida europea che da una parte, quella dei “soliti noti”, affamano, uccidono e distruggono ogni forma di sicurezza sociale, dall’altra, la “loro”, continuano impunemente e con l’arroganza di chi sa che può permetterselo a fare la bella vita!

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