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La miope politica della fredda Merkel e del galletto Macron. di Salvatore Falzone

di Salvatore Falzone. Il Consiglio europeo della scorsa settimana ha posto l’Unione Europea davanti alla delicatissima questione del come aiutare economicamente gli Stati europei colpiti dalla tragedia del Coronavirus. Non si tratta solo di una questione meramente economica e finanziaria, ma di tenuta della coesione europea, dei popoli interni ad ogni singolo Stato e, in definitiva, della tenuta della democrazia.

I padri fondatori dell’Europa di certo non avevano una visione di un carrozzone economico-finanziario dove il profitto, i numeri, il più selvaggio capitalismo, con buona pace delle vite umane, fossero i punti principali.

Eppure all’interno dell’Unione europea, c’è chi davanti ad una catastrofe umana come quella che stiamo vivendo, antepone il proprio “interesse nazionale” davanti agli “interessi di umanità” che vanno oltre le politiche domestiche e di potere di un singolo Stato. Interessi di umanità, che erano un punto centrale del primo nocciolo della visione di un’Europa unita, che subito dopo la Seconda guerra mondiale furono posti in primo piano tanto da cancellare il debito tedesco.

Oggi gli attori di questa miope politica sono la Germania spesso in compagnia della Francia, la fredda Merkel e il galletto Macron.

La Germania storicamente ripete quello che la storia più volte si è incaricata di dimostrare ovvero l’applicazione di politiche a scapito dei propri vicini. Forse i tedeschi sono ancora ancorati alla visione di un “lebensraum”, spazio vitale, che se un tempo guardava ad Est oggi guarda un po’ ad Est (ben stando attenti a non irritare la Russia di Putin) e soprattutto a sud verso la catena degli anelli deboli, o considerati tali, di Spagna, Italia e Grecia.  

Non intendono una occupazione militare, com’era nella visione storica tedesca, ma strozzamento economico. Un Paese, come la Germania, che riesce a mantenere una propria autorità e che sfrutta il dramma degli Stati confinanti in vista di obiettivi propri  di ampia portata.

Davanti a tutto ciò il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, e il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, hanno esortato all’unità e solidarietà, pena la disintegrazione dell’Europa. In particolare il Presidente Conte ha fotografato la situazione: “Io e la Merkel abbiamo visioni diverse. Ma in UE scriviamo la storia, non un manuale di economia. L’Europa sia coesa o non sarà competitiva nel mondo”.

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