Flat Tax, una promessa elettorale?

di Redazione. E’ normale che alla vigilia delle elezioni si parli o di aumentare gli stipendi o di abbassare le tasse, ancora meglio se si promettono entrambe le cose! E’ sempre stato il piatto forte della propaganda elettorale. Ma poi una volta intascato il voto non se ne fa più niente!

Così è normale che a poche settimane dal voto europeo Matteo Salvini rispolveri l’operazione ‘flat tax’, ovvero abbassare le tasse per tutti al 15 per cento!

Pagare meno tasse… a chi non piacerebbe? Ma la storiella del “meno tasse per tutti” l’abbiamo già sentita ed è stata una grande presa per i fondelli allora e potrebbe esserlo anche adesso per il semplice fatto che Salvini ha avuto un anno di tempo per attuare la flat tax, per la quale molti italiani, non solo leghisti, lo avevano votato, ma non lo ha fatto: ha preferito fare altro debito pubblico con ‘reddito di cittadinanza’ e ‘quota 100’.

Allora perchè solo adesso la flat tax? Cos’è cambiato rispetto a qualche mese fa?

La domanda è pleonastica, in quanto si risponde da sola. A breve si vota e oggi come oggi a Salvini basta solo parlare di ridurre le atsse agli italiani, per prendere voti, e che il Def, il documento che illustra il programma economico e finanziario che il governo si appresta a presentare, ne parli anch’esso, ricordando l’impegno comune (c’è scritto anche nel contratto Lega-M5s) a realizzare la flat tax, ma non ad attuarla nell’immediato.

Sicchè a settembre, quando il governo Conte o, eventualmente, quello che verrà, dovrà presentare i conti a Bruxelles con la manovra finanziaria, lì si stabilirà come e dove andare a prendere i soldi per l’eventuale flat tax (50/60 miliardi se attuata a pieno regime, 17/20 miliardi se attuata nella versione ‘mini’).

Ma la cruda verità è che l’Italia non può permettersi neanche una ‘mini’ flat tax. Già occorre trovare 23 miliardi di maggiori entrate o minori spese per scongiurare l’aumento dell’Iva. Per di più con la flat tax, anche in versione ‘mini’, il conto arriverebbe a 45 miliardi di euro scoperti, che, con l’aggiunta di un’altra quindicina di miliardi di euro già incorporati nelle previsioni di spesa dell’anno prossimo, metterebero il governo nella condizione di dove trovare circa 60 miliardi di euro per tappare il buco 2020 delle casse dello Stato.

Ma siamo in campagna elettorale e ogni promessa… è debito, debito pubblico che ciascuno di noi sarà chiamato a pagare!

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2 commenti su “Flat Tax, una promessa elettorale?

  1. La flat tax è riapparsa adesso ma già era difficile quando non c’era il reddito di cittadinanza oggi è assolutamente irrealizzabile. Parliamo poi non di flat tax ma di sconti fiscali su fasce di reddito. Che è una cosa che assomiglia più agli 80 euro di Matteo Renzi che non un sistema per rimettere in moto l’economia.

    • Alfredino il said:

      Carissimo Sallusti, francamente non ho capito su cosa si basi la flat tax del governo giallo-verde, dal momento che si parla non di scaglione unico, piatto – alias ‘flat’ – ma di diverse aliquote. Ma allora che flat tax è?

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