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L’argine M5S non è più in grado di contenere il malcontento. Italia a rischio gilet gialli?

di Federico Giuliani. Un’ombra oscura aleggia sull’Italia e cresce, giorno dopo giorno, mese dopo mese, grazie – o meglio, per colpa – della pessima gestione che il governo italiano sta riservando a dossier industriali scottanti. La truppa giallorossa è una nave in balia della corrente, annaspa per non naufragare. Eppure, al momento, la tempesta che si è scatenata, pur forte che sia, ha originato solo tuoni e fulmini, e non ancora tifoni o uragani.

Il problema più grande, cioè il nodo principale da sciogliere, riguarda il settore industriale. La matrioska “industria” contiene poi al suo interno una serie di crisi differenti ma tutte pericolose allo stesso modo. Stiamo parlando di vere e proprie potenziali bombe sociali, capaci di affossare non solo l’economia italiana, in termini di pil e statistiche varie, ma anche ampi strati del suo tessuto sociale, tra posti di lavoro in fumo, famiglie rovinate e città affossate.

Il tempo scorre e ci sono scadenze che non possono più essere rimandate o nascoste sotto il tappeto. I dossier di cui stiamo parlando sono tre, ma oltre a questi ci sono tantissimi altre grane di minor rilevanza nazionale ma non per questo meno gravi: l’ex Ilva di Taranto, Peugeot-Fca e Alitalia.

Facendo due previsioni, le più pessimistiche del caso, migliaia e migliaia di lavoratori potrebbero finire per strada in seguito a drastiche manovre aziendali. Il rischio è che il malcontento generale dei “perdenti della globalizzazione” possa sfociare in una protesta su piazza.

Spieghiamo meglio: fin qui una buona parte dell’elettorato italiano ha sfogato la propria rabbia contro la politica italiana votando un partito di protesta come il Movimento 5 Stelle.

L’argine grillino non è però più in grado di raccogliere il malcontento, anche perché il movimento si è fatto partito e ha contribuito a sua volta ad alimentare alcune crisi degne di nota.

Si fa dunque strada un’ipotesi sconcertante. Agli sconfitti, se davvero sconfitti saranno, non resta che imitare i colleghi francesi: i gilet gialli. A quel punto, per l’Italia, sarebbe davvero un punto di non ritorno. Per evitare che le crisi aziendali, i conseguenti esuberi e la malagestione del governo possano contribuire a creare l’humus necessario per far nascere i gillet gialli con il tricolore appuntato sul petto, servono delle soluzioni.
Le più semplici e immediate sono due: rimettere veramente il lavoro al centro della scena (i sindacati battano un colpo) ma soprattutto cambiare modus operandi (messaggio rivolto al governo).
Meno propaganda e più politica con la p maiuscola. Sarebbe un buon inizio.

7 Risposte a “L’argine M5S non è più in grado di contenere il malcontento. Italia a rischio gilet gialli?”

  1. Hai ragione siamo un popolo senza dignità: ci facciamo calpestare da chiunque! Ma siamo talmente depressi e rassegnati che neppure un miracolo potrebbe salvarci!!! La soluzione? Forse non dipende da noi, ma da qualcun altro….. Dio, madre Natura, la Germania, la Russia, l’America… chissà????

  2. Il fatto è che in Italia i ricchi sono solidali con i ricchi e i poveri si scannano tra di loro!

  3. No alla violenza. Mai violenza. Ma quel cappotto gandianamente glielo potevi procurare a quel ragazzo, no???

  4. Il M5S è stato fondato da un milionario che non ha mai provato la miseria o la fame.
    La protesta quando è protesta, nasce dalla FAME. In Italia nonostante crisi,…, le auto girano all’impazzata, i ristoranti e pizzerie sono pieni. D’estate le città si svuotano. Io vedo in giro persone con smartphone di ultima generazione. La miseria è di una piccola parte, la maggioarzna se la spassa se così non fosse, la PROTESTA sarebbe andata a Roma a chiedere che se ne vadano tutti e 1.000 a lavorare. Io sono rassegnato, non c’è che una strada lasciare un paese ormai alla deriva culturale ma soprattutto morae, dove è finita la dignità???

  5. GILET GIALLI in Italia? Ma nemmeno da sognare, abituati come siamo a prenderci sberle da tutti coloro che finora ci hanno spremuto come limoni. La maggioranza è pronta a baciare le mani per una raccomandazione od una mancetta. Un popolo in maggioranza di sconfitti.

  6. Condivido il richiamo alla Solidarietà fra cittadini italiani, solidarietà che da tempo latita.

  7. “il malcontento generale dei “perdenti della globalizzazione” possa sfociare in una protesta su Piazza.” – Non credo proprio e sotto certi profili se la protesta di Piazza dovesse essere violenta meglio che non ci sia. La protesta che funziona è la GANDIANA, ma anche questa nin ci sarà.
    Si continuerà a soffrire, scaricando la rabbia:
    1) Sui familiari.
    2) Sui vicini.
    3) Sui colleghi di lavoro.
    Su tutti meno su chi ha provocato questa CRISI SISTEMICA.
    E’triste ma in Italia ci hanno abituato a sopportare, ed a subire.
    Se ad oggi con tutto quello che ci hanno fatto e che ci stanno facendo, non si scende in piazza Gandianamente è detto tutto. C’è stata una parentesi coi FORCONI, una rondine che non ha fatto primavera.
    Se non cominciamo a volerci bene gli uni con gli altri ed a comprendere che il Nemico politico è in una leadorocrazia da eliminare Gandianamente, non si andrà da nessuna parte.
    Questa mattina uscendo di casa, ho visto un ragazzo andare a scuola con il maglione di lana dolce vita “non aveva il cappotto” mi si è stretto il cuore, volevo fermarlo e chiedergli se aveva bisogno di aiuto, ma mi è mancato il coraggio.
    Aiutarsi gli uni con gli altri. Non è la guerra fra poveri che serve:SERVE mandare a casa questo parlamento, e votare con le PREFERENZE che vi consentano di sceglierci il ns. rappresentante.
    Basta con 1.000 parlamentari, ne bastano ed avanzano la metà.
    Rivoluzione Gandiana sempre, violenta maiiiiiiiiii!!!

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