Immigrazione a “Numero Chiuso”.

di Redazione. “Numero Chiuso” per accedere a determinate facoltà universitarie. “Numero Chiuso” per entrare a Venezia. “Numero Chiuso” per scendere in spiaggia a Cala Mariolu in Sardegna. “Numero Chiuso” per discoteche, ristoranti, teatri, cinema e concerti sold out! Insomma, quando gli accessi sono troppi e scuole, spiagge, locali e città d’arte non ce la fanno ad accogliere tutti, scatta il “Numero Chiuso”.

Idem, si dovrebbe fare per l’immigrazione.
Visto e considerato che non possiamo accogliere tutta l’Africa, non si capisce perché non debbano essere limitati gli ingressi dei migranti. Insomma, quel che serve è un’immigrazione a “Numero Chiuso”! E non perché siamo razzisti, fascisti, brutti e cattivi, e neppure per mancanza di spazio – considerato il calo demografico che ha svuotato le città specie nel meridione d’Italia – ma per penuria di pecunia, dacchè non ne abbiamo neppure per pagare i nostri debiti all’Europa!

La vera questione, infatti, non sono i 40 poveri disgraziati rifilatici dalla Capitana tedesca, che ha stigmatizzato la propaganda politica sia di destra che di sinistra a discapito dei reali problemi del paese. Anche perché l’Italia è ormai talmente piena di immigrati che 40 in più o in meno non fanno certo la differenza.

Il problema di fondo è che se non si pone un limite e un serio controllo agli ingressi, andiamo incontro ad una invasione che non possiamo permetterci. Pertanto non è un’eresia mettere il “Numero Chiuso” anche per l’immigrazione.

“Numero Chiuso” non solo per gli immigrati del continente nero, ma per tutti quanti gli immigrati bianchi, gialli e neri che siano e che entrano “incontrollati” da ogni parte del mondo nel nostro territorio, via terra, via mare e via cielo!

Sarebbe bello poter accogliere tutti coloro che vogliono stabilirsi in Italia, ma purtroppo non possiamo permettercelo, altrimenti continueremo a riempirci di gente senza avere la possibilità economica di ospitarla ed integrarla in maniera decente.

Se in una famiglia arriva senza preavviso un ospite, non è che lo si sbatte fuori di casa. Si aggiunge un posto a tavola, si apre il divano letto e bene o male ci si arrangia. Ma se dopo due, tre, quattro giorni, una settimana un mese, un anno e via, via di questo passo, l’ospite non se ne ritorna a casa sua o non provvede a trovarsi una sistemazione diversa, ma anzi fa arrivare altri ospiti, bè allora in quella casa la situazione si fa complicata!

Ecco, le città italiane pullulano di poveri cristi senza arte né parte, che bighellonano per strada davanti ai supermercati col cappello in mano, che dormono per terra sotto i portici della stazione, incapaci di inserirsi per mancanza di lavoro, di vitto e alloggio, e questo è un problema sia per loro che per noi!

Purtroppo l’Italia non è il paradiso terrestre, e non lo è né per la stragrande maggioranza degli italiani che faticano ad arrivare a fine mese, né tantomeno per gli ultimi arrivati, i migranti.

4 commenti su “Immigrazione a “Numero Chiuso”.

  1. Invasione in vista se cade il governo Salvini. Conte si sente già alleato con il Pd e ordina di far sbarcare i profughi.

  2. “Il problema di fondo è che se non si pone un limite e un serio controllo agli ingressi, andiamo incontro ad una invasione che non possiamo permetterci.” Con questa vostra frase dite che non è colpa solo delle ong. dell’immigrazione . Ricordatelo anche nel futuro. Si chiamano “corridoi umanitari” questa sarebbe una parte della soluzione , ma chi li vuole? forse il partito che più guadagna in consensi su questo tema? A voi la soluzione.
    un saluto roberto b

    1. Se disponi a casa tua di un corridoio attrezzalo pure liberamente con qualche brandina e ospitaci tanti africani quante sono le brande che riesci a piazzarci, fallo diventare un “corridoio umanitario”!!!!! Non fare come il Compagno Bersani che nel corridoio ci tiene la sua Mucca!

  3. Nessuno in Europa ha criticato la Spagna, che ha diffidato Open Arms dal salvare gli immigrati, pena sanzioni fino a 900.000 euro. Per le ammende da 50.000 euro al massimo previste dal Decreto sicurezza bis di Salvini, l’Italia è stata messa in croce.

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