Il doppio inganno della gelosia.

di Francesco Alberoni. Nei rapporti occasionali e nell’amicizia amorosa, nessuno richiede l’esclusività sessuale.

Invece al primo affacciarsi di un possibile innamoramento nasce il desiderio di esclusività e con questo il timore di non averla e quindi la gelosia, che può estendersi pure al passato.

In questa situazione gli individui, maschi o femmine, possono reagire in due modi diversi. Alcuni non sopportano lo strazio che procura loro la gelosia e se c’è un rivale e temono di non essere amati stanno così male che evitano la competizione e tendono a ritirarsi. All’opposto gli altri sono stimolati dall’ostacolo e dalle vicende passate.

Chi non sopporta il sentimento della gelosia, non resiste: vuole essere subito sicuro di essere amato e unico. In tutti gli innamoramenti c’è una fase iniziale di esplorazione in cui ciascuno si chiede ansiosamente: mi ama veramente? È la fase del «m’ama, non m’ama…». Chi sopporta male l’incertezza, se incontra un rivale vero o presunto è turbato, lotta, ma è tentato di abbandonare per timore di soffrire. Di solito avviene a chi ha già avuto esperienze di delusione o abbandono. La lotta sotto l’incubo della gelosia è una sofferenza insopportabile.

In un libro di Alain Elkann, il protagonista si sta innamorando di una bellissima donna. Ma si accorge che lei è attratta da altri uomini e che, forse, non ha ancora chiuso il suo rapporto con un vecchio amante. Preso da gelosia si allontana per molto tempo, poi torna a cercarla, ma ogni volta si trova di fronte qualcun altro con cui lei è in rapporto per cui, alla fine, se ne va per la sua strada solo. Chi vuol trattenere questo tipo di persona facendola ingelosire la perde. Se ci tiene, se l’ama, deve rassicurarla, darle subito la certezza di essere l’unica, l’amata.

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