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Il bipollarismo imperfetto: due poli e un pollo!

Peccato che quel famigerato “quid” ce l’abbia proprio colui che oggi siede al posto suo a Palazzo Chigi e che, guarda le combinazioni del destino, è pure il segretario degli ex comunisti, ai quali Silvio Berlusconi ha giurato di dare per sempre battaglia opponendosi all’onda rossa fino all’ultimo respiro, finchè ne avrà le forze!

L’uomo di Arcore, non più in età da leader indiscusso dei forzisti e più ‘badante’ che padre-padrone del centro-destra, ci ha provato a cercare il suo alter ego in casa sua, ma senza trovarlo.
Prima ha tentato con Angelino Alfano ed è finita con il Nuovo centro destra al governo e la rediviva Forza Italia all’opposizione.
Adesso ci prova con Matteo Salvini. I due cenano insieme, c’è simpatia reciproca tra il Cavaliere e il giovane condottiero leghista, ma la comune fede rossonera aiuta a creare un clima di umana sintonia, ma non basta: la scintilla non si accende!
Il cuore di Silvio batte per un altro Matteo! 
Nato televisivamente sulle sue reti Mediaset, ai tempi in cui Mike Buongiorno lo ebbe come concorrente alla ‘Ruota della Fortuna’, quell’amore proibito, potrebbe finalmente diventare pubblico e portare Silvio e Matteo a liete nozze sull’altare di un grande partito dei moderati, con la benedizione di Giorgio Napolitano.
Renzi è riuscito a “spaccare” più che a “rottamare” il Partito Democratico, e adesso che il jobs act è ad un passo dall’abrogazione dell’articolo 18 e che la nomenclatura del Nazzareno gli rema contro a ritmo di scissione, non è fantapolitica pensare ad un partito unico dei moderati, con Matteo Renzi segretario e Silvio Berlusconi pater familias.
Un partito nuovo di zecca, capace di raccogliere almeno il ‘50% + 1’ dei voti e di ottenere la maggioranza assoluta in Parlamento.
Per questo motivo Matteo Renzi bombarda l’Articolo 18 – il totem della sinistra – senza ‘rispetto’, e Berlusconi ignora gli appelli dei falchi azzurri contrari alla love story con il segretario dem. Nel nuovo soggetto politico entrerebbero a farne parte anche il figliol prodigo, Angelino Alfano, con il suo Ncd, i centristi ex montiani di Scelta Civica e quel che resta dell’Udc.
Dall’altra parte, nel Pd, a scissione ultimata, ci sarebbe la fusione a freddo tra dalemiani, estrema sinistra e i transfughi dei 5stelle.
Così, dopo il superamento del “bicameralismo perfetto”, l’Italia entrerebbe a pieno titolo nell’era del “bipollarismo imperfetto”: due poli, uno dei moderati, l’altro dei riformisti, e un pollo, da continuare a spennare a mestiere: il popolo italiano!

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