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Gualtieri e la Lezzi candidati al Nobel dell’Economia… di Daniele Capezzone

di Daniele Capezzone. Due nuove candidature al Nobel per l’Economia. Resta in pole position la grillina Barbara Lezzi, indimenticabile “teorica” del ruolo dei condizionatori d’aria nella crescita del Pil nella stagione estiva, nonché sostenitrice del rilancio della mitilicoltura in Puglia. Più cozze, meno Ilva, par di capire: sarà un trionfo, l’occupazione s’impennerà senz’altro. Chi osa dubitarne?

Ma la notizia dei giorni scorsi è che a insidiarla potrebbe essere l’attuale ministro dell’Economia, il Pd Roberto Gualtieri, che, per giustificare la cattiva performance economica nell’ultimo trimestre del 2019, ha evocato anche il maltempo di novembre e i suoi riflessi sulle costruzioni. Ma guarda che sorpresa: a novembre e nei mesi invernali potrebbe anche piovere: un’eventualità evidentemente sconvolgente dalle parti del Pd. Per non dire che il tema della pioggia invernale – c’è da supporre – riguardi solo l’Italia, e non anche tutti gli altri paesi del mondo.

Dunque, avanza una nuova scuola economica. Un Pil che – magicamente – cresce col caldo e decresce col freddo, con il caldo che favorisce i governi a cui si fa opposizione (nell’estate 2017 la Lezzi era all’opposizione: sia del governo sia dell’aria condizionata), e il freddo che colpisce i governi di cui si fa parte (come accade ora a Gualtieri).

Si tratta di una teoria che sicuramente porterà i nostri eroi a sconvolgere l’economia classica, a superare l’antica contrapposizione tra liberisti e keynesiani, e a proiettarci in una nuova era. Di intrattenimento e comicità involontaria.

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