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Gli dei dello sport. Zico. di Alberto Sigona

di Alberto Sigona. ZICO (1953, BRASILE) CALCIO. Zico, pseudonimo di Arthur Antunes Coimbra, è considerato uno dei più forti attaccanti brasiliani di sempre, nonché, per quanto concerne gli anni Ottanta, dopo Maradona, il più forte giocatore in assoluto. Numero 10 estremamente versatile, era in possesso di un repertorio completo – che gli consentiva di sfornare assist a go-go e di realizzare gol ad iosa (anche dai tiri da fermo, di cui è stato uno specialista, forse fra i primi cinque di sempre) – e di una tecnica stupefacente, che faceva andare in visibilio i tifosi, anche quelli avversari. In totale ha giocato 750 partite ufficiali segnando 516 gol (68% di media realizzativa, la più alta della sua epoca), militando principalmente nel Flamengo (3 Scudetti, 7 Campionati carioca, 1 Libertadores ed 1 Intercontinentale), di cui è stato una bandiera leggendaria. Vanta anche una breve esperienza nell’Udinese (1983-1985, 39-22) che all’epoca lo accolse come un dio. Il “Pelè bianco” chiuse la carriera in Giappone, dove realizzò uno dei gol più spettacolari della storia, il cosiddetto gol dello scorpione, che ne sintetizza come meglio non si potrebbe la sua classe sconfinata. Nel 1979 segnò 65 gol, solo Muller dopo gli anni Sessanta si era spinto più in alto. Si ritirò a 41 anni nel 1994. Personalmente lo colloco al 6° posto di tutti i tempi, dietro a Pelè, Messi, Di Stefano, Crujff, Maradona ma davanti a C. Ronaldo, Puskas, Romario, Sivori, Kocsis, Platini, Liedholm, Beckenbauer, Ronaldo e tanti altri.
In Nazionale giocò 72 partite segnando 52 gol(72%, 4°), di cui 5 gol iridati, senza però mai vincere il Titolo Mondiale, unica “macchia” di una carriera per il resto sontuosa ed inimitabile (o quasi).

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