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Gli dei dello sport. Rik Van Steenbergen

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di Alberto Sigona. RIK VAN STEENBERGEN (BELGIO, 1924-2003) CICLISMO. È ritenuto dalla critica il più grande velocista/finisseur di tutti i tempi (in condominio con Rik Van Looy), dove per finisseur s’intende il corridore capace di vincere in pianura (sia nelle volate a ranghi ristretti che in quelle di gruppo) o in falsopiano anche partendo diversi metri lontano dal traguardo, e di sconfiggere gli avversari con una progressione potente e continua difficile da rimontare per uno sprinter, più avvezzo a vincere risolvendo la contesa negli ultimissimi metri come ad esempio facevano Mario Cipollini, Alessandro Petacchi, Erik Zabel o Mark Cavendish. Simile per caratteristiche – e qui mi rivolgo in particolar modo agli appassionati più giovani – al neo Campione del Mondo J. Alaphilippe, in totale su strada ha conquistato ben 350 vittorie (27 nel ’57 e ’58), che ne fanno il terzo corridore più vincente di sempre, dietro i connazionali Eddy Merckx e Rik Van Looy. Vincitore di ben 3 Titoli iridati, Van Steenbergen offrì nel Giro d’Italia ’51 la più convincente dimostrazione della sua grande poliedricità battendosi proficuamente anche in salita, chiudendo la corsa rosa addirittura 2° a 1’46” da Magni, con alle spalle Kubler e Coppi. In totale al Giro vanta 15 tappe ed 8 mr mentre al Tour si fregiò di 4 tappe e 2 mg. Primeggiò inoltre in 2 Parigi-Roubaix, 1 Sanremo, 2 Fiandre e 2 volte in Freccia Vallone. Fu altresì 3 volte Campione Nazionale. Si ritirò a ben 42 anni, raccogliendo 6 successi sino a 41 primavere.

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