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Gli dei dello sport. Pietro Mennea.

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di Alberto Sigona. PIETRO MENNEA (ITALIA, 1952-2013) ATLETICA LEGGERA. Pietro Mennea lo si può ritenere senza indugio il più grande velocista bianco di tutti i tempi, nonché fra i più grandi velocisti all time. Nel 1979, alle Universiadi in Messico, corse i 200 metri piani in 19 secondi e 72 centesimi, stabilendo un incredibile record Mondiale (strappandolo a T. Smith, che nel 1968 toccò i 19.83) che resistette ben 17 anni (record di longevità nei 200), sino all’avvento dell’americano Michael Johnson (1996, Trials, 19’’66).

FICTS premia “19 e 72” su Pietro Mennea, | RB CastingIl suo tempo è tuttora, pensate, record Europeo, e non sfigurerebbe in una finale olimpica. Dal punto di vista tecnico l’italiano Mennea (originario di Barletta) aveva una partenza dai blocchi relativamente lenta ma progressivamente accelerava riuscendo a raggiungere velocità di punta superiori a qualunque atleta. Questa partenza lenta ha relativamente penalizzato le sue prestazioni sui 100 metri, mentre le gare sui 200 si concludevano spesso con rimonte ai limiti del prodigioso, come la finale delle Olimpiadi di Mosca, in cui fece registrare un’impresa pazzesca raramente ammirata in pista. A livello individuale ai Giochi si è fregiato di 1 Oro ed 1 Bronzo (un Bronzo anche in staffetta; è l’unico duecentista della storia che si sia qualificato per quattro finali olimpiche consecutive, dal 1972 al 1984, record che nemmeno Usain Bolt è riuscito ad eguagliare…), ed è stato Bronzo iridato (Argento in staffetta). La Freccia del Sud agli Europei vanta 3 Ori ed 1 Argento (ed 1 Arg ed 1 Bro in staffetta). Si ritirò nell’88, dopo esser stato portabandiera azzurro ai Giochi di Seul.

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