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Gli dei dello sport. Michel Platini

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di Alberto Sigona. MICHEL PLATINI (FRANCIA, 1955) CALCIO. Era un trequartista molto versatile, dotato di un bagaglio tecnico di prim’ordine. Assistman formidabile (magari avvalendosi di lanci di oltre 40 metri), era capace di ricoprire più ruoli, fra cui quello di regista, mansione che svolgeva esibendo una tecnica sopraffina ed una visione del gioco notevole. Nonostante non fosse una punta, il francese era in possesso di un innato senso del gol, tale da renderlo persino più prolifico di molti attaccanti puri della sua generazione. Era altresì dotato di una gran intelligenza tattica, e sopperiva con ciò ad una velocità non eccelsa. Specialista superbo delle punizioni, visto che ne realizzò ben 13 nelle sole cinque stagioni italiane, aveva l’unica pecca di non essere molto spettacolare, e di non dispensare tutto il suo repertorio, limitandosi ai preziosismi solo quando necessario.
Michel Platini - I BianconeriIniziò la sua parabola idilliaca nel Nancy, disputando 215 partite totali (127 gol; 60% di media-gol) dal 1972 al 1979, quando passò al Saint Etienne, restandovi tre stagioni, giusto il tempo di laurearsi Campione di Francia, siglando in tutto 82 gol su 145 presenze (56%). Nel 1982 arrivò la svolta della sua carriera con il passaggio alla Juventus, con la quale scriverà pagine di storia indelebile, diventando il Platini che verrà tramandato sino ai giorni nostri. “Le Roi” sotto la Mole Antonelliana vi disputerà cinque intensissime stagioni (224 caps e 104 gol totali, 46% di media gol) vincendo 2 Scudetti, la prima Coppa dei Campioni per la Juventus (decisa da un suo rigore nella tragica notte dell’Heysel), 1 Coppa del Mondo per club (una rete in Finale su rig. ed un’altra, splendida, annullata per presunto gioco pericoloso) ed 1 Coppa delle Coppe, mentre a livello individuale farà suoi 3 Palloni d’Oro di seguito. Fu anche 3 volte capocannoniere della A ed una della Coppa Campioni. Lasciò la Juve dopo un pesante calo di rendimento (specie in zona gol) che lo indurrà al ritiro dall’attività a nemmeno 32 anni. Nelle coppe Europee vanta 52 caps e 28 gol (30-17 in Coppa dei Camp.). In tutti i campionati di A prese parte a 400 incontri, segnando 207 volte. Totale coi club: 584-313 (54%). Per quanto concerne i più grandi giocatori della nostra Serie A, lo colloco al 3° posto, dietro Maradona, Sivori, ma davanti a Liedholm, Nordahl, Van Basten, P. Maldini, Meazza, Piola, Riva, Schiaffino, V. Mazzola, R. Baggio, Facchetti, F. Cannavaro, Scirea, Baresi, Batistuta, Totti, Del Piero, G. Buffon ed Hamrin.
In Nazionale (72 presenze e 41 gol; 57%) si fregiò del Titolo Europeo 1984: in quella manifestazione Platini toccò l’apogeo della sua imperiosità, laureandosi anche capocannoniere con 8 reti su 5 partite, rappresentanti sinora un record (relativamente ad una singola edizione ed al computo totale); un gol lo siglò anche in Finale contro la Spagna. Ai Mondiali segnò 5 volte.

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