Feltri: Il discorso del premier foggiano e paraculo si è limitato a elencare un cumulo di buone intenzioni senza specificare come realizzarle.

di Vittorio Feltri. Giuseppe Conte per ottenere la fiducia della Camera si è molto sforzato: ha parlato tanto e chiaro, ma non ha detto nulla, sciorinando una serie interminabile di luoghi comuni e banalità che hanno addormentato il pubblico televisivo. Lui stesso nell’ascoltarsi si è appisolato lasciandosi cullare dall’onirismo, e abbandonandosi ai sogni. I quali con la politica ed i programmi gestionali non hanno alcuna attinenza.

Il discorso del premier foggiano e paraculo non si è addentrato nella soluzione dei problemi italiani: si è limitato a elencare un cumulo di buone intenzioni evitando con cura di specificare come e con quali mezzi realizzarle.

Tipico dei nostri partiti e dei loro rappresentanti che non sanno andare oltre la retorica e gli scioglilingua. Non ne siamo stupiti, anzi non ci aspettavamo nulla di diverso, conoscendo sia la casta che la sedicente anti casta. L’aspetto più paradossale del comizio consiste nel fatto che l’oratore (si fa per dire) ha insistito sulla necessità di normalizzare il Paese sul piano dialettico: basta con liti, forzature verbali, scontri sui social.

Egli si riferiva alle impuntature della Lega e, in particolare, di Matteo Salvini, ormai considerato una maledizione, la causa di ogni guaio italiano. Si è dimenticato il paglietta pugliese miracolato da Di Maio che i guai nazionali non sono provocati dal Carroccio, bensì da ogni altro gruppo parlamentare. Difatti conviene ricordare che la Lombardia, il Veneto e il Friuli funzionano a meraviglia pur essendo guidate da uomini di Alberto da Giussano, e producono il 50% della ricchezza patria, e mi riferisco al Pil nonché ai proventi fiscali che ingrassano le casse romane e del Sud. Mentre gli altri enti locali, per esempio la Capitale e Torino, nella mani di due grilline giulive, Raggi e Appendino, navigano nel fango e rischiano di sprofondarvi.

In altri termini, la Lega è capace, mentre il M5S e il Pd, che si è segnalato a Bibbiano nella vendita di sfroso di infanti, sono accolite di pasticcioni senza arte né parte. È quindi del tutto evidente che le storture e i drammi che rendono difficile la vita dei cittadini non dipendano dal famoso Capitano, ma da chi stoltamente lo combatte per impedirgli di semplificare l’esistenza dei cittadini.

Ora sulle nostre coste si stanno avvicinando minacciose imbarcazioni colme di immigrati. Il nuovo esecutivo aprirà i porti onde rivelare la propria disponibilità all’accoglienza. Suppongo che a quasi tutti gireranno le scatole e rimpiangeranno il pugno di ferro di Salvini, del quale auspicheranno il ritorno immediato al Viminale. Lo spero anche io.

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