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Feltri: “Il comunismo a mio modesto avviso non è una fede politica, bensì una grave malattia mentale da cui si può migliorare, non guarire”.

di Vittorio Feltri. Ho letto e ascoltato vari commenti post elettorali e ne ho tratto l’impressione che il Pd abbia vinto la guerra mondiale. In realtà ha solo riconquistato una regione rossa da sempre. Una impresa storica o una semplice conferma che l’Emilia Romagna è un vivaio di riciclati, passati disinvoltamente da Stalin a Occhetto, e da questi, strada facendo, sono arrivati, in una decrescita qualitativa, a Zingaretti?

Il comunismo a mio modesto avviso non è una fede politica, bensì una grave malattia mentale da cui si può migliorare, non guarire.

Pertanto non deve stupire che anche stavolta i compagni l’abbiano spuntata, battendo la Lega, la quale ingenuamente si era illusa di sbarazzarsi di loro. Figuriamoci se un popolo che si fece ammaliare dal marxismo sia disposto a salire in massa sul Carroccio fondato da Bossi e rifondato da Salvini.

Oddio, è lecito illudersi ma fino a un certo punto.

Oggi Matteo viene allegramente spernacchiato su ogni emittente e ogni giornale, i politologi di complemento, reclutati per analizzare i risultati espressi dalle urne, godono quali ricci nel valutare la sconfitta del Capitano. Non riescono a trattenere la loro beatitudine, e non capiscono che la sua è stata una prova eroica. Chi mai prima aveva sfidato minacciosamente i signori progressisti, che poi tali non sono? Neppure la Democrazia cristiana fu in grado di raggiungere in Emilia le percentuali raggiunte da Matteo. Il quale durante la campagna elettorale ha fatto il ganassa, come si dice a Milano, però ciò è normale. Chiunque partecipi a una competizione esibisce i muscoli onde intimorire l’ avversario, non si mette in posizione supina. Ovvio.

L’affermazione scontata del Pd ha dato la stura ai peggiori sentimenti anti leghisti. I conduttori televisivi e i loro ospiti non si sono trattenuti dal manifestare soddisfazione, anzi, gioia per l’inciampo di Alberto da Giussano. Sorridevano beati quasi avessero azzeccato un terno al Lotto. Perfino la mia amica Myrta Merlino, di norma composta (non sempre) si è abbandonata al buonumore. Per non parlare di Tiziana Panella, giuliva e contenta quanto mai nella celebrazione del successo Pd, trascurando il fatto che la destra recentemente si è impadronita di otto regioni, ultima la Calabria che, secondo lei, donna del Sud, non vale una cicca.

Ormai La7 di Cairo è l’ufficio stampa della sinistra, le trasmissioni più apprezzabili sono le pubblicità riguardanti i materassi e le poltrone. Sorvolo sulla Gruber, per decenza.

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