Euoropee 2019. Vince l’astensionismo: “IO NON VOTO” è il primo partito in Italia! Al secondo posto la Lega. M5s crolla e il Pd lo supera!

di Redazione. Il dopo voto è un film già visto: nessuno ha perso e tutti hanno vinto! Ma a farla da padrone anche in questa tornata elettorale è la bassa affluenza alle urne: si è recato ai seggi qualcosina in più del 50% degli italiani.
La gente è stufa dei politici e non gli crede più!
Le elezioni rischiano di trasformarsi in un affare interno ai partiti, solo roba per addetti ai lavori, insomma, più “cosa loro” che “cosa di tutti”.

E comunque, dati alla mano – checchè ne dica Matteo Salvini – il “Non Voto” è il primo partito in Italia con circa il 50% (astensioni- schede bianche-schede nulle)!

Al secondo posto  la Lega al 34%. Segue il Pd che con il 22%, sorpassa il M5s tracollato al 17%. Forza Italia tiene, ma resta partito ad una sola cifra col 9% e Fratelli d’Italia supera la soglia del 4%.

Nessuna ripercussione sul governo nazionale, dove Salvini – come da parola data – non tradirà il ‘contratto’ siglato con l’alleato Di Maio.

Ma una cosa è certa. La Lega da oggi siederà al tavolo del Consiglio dei ministri tenendo il coltello dalla parte del manico!

13 commenti su “Euoropee 2019. Vince l’astensionismo: “IO NON VOTO” è il primo partito in Italia! Al secondo posto la Lega. M5s crolla e il Pd lo supera!

  1. Il voto europeo, non ha capovolto e non può capovolgere la maggioranza parlamentare,che resta in mano al mov5s.
    Il voto europeo non legittima e non può legittimare, lo stravolgimento leghista delle competenze istituzionali.
    Il voto europeo non consente e non può consentire, la cancellazione della democrazia, e delle norme costituzionali.
    Ma Salvini , da questo orecchio non ci sente.Con il supporto della destra e della stampa fascista, pretende di agire come leader, senza essere leader ,di fare il ministro dell’economia, di senza essere ministro dell’economia ,di fare il ministro dei trasportisenza essere ministro dell’istruzione e dei trasporti,e ,qualche volta, di fare il giudice senza essere giudice,di assumere iniziative che non gli competono.
    Allora il punto oggi ,non è solo la sopravvivenza del movimento che chiama in causa i grillini, è la difesa della democrazia che chiama in causa anche il PD.

    Può il movimento continuare, con un comportamento remissivo e subalterno, a fare l’ancella della lega a regalare voti fino ad estinguersi?
    Può il PD ,consentire al mov5s di sacrificare la democrazia affidandola alla Lega?
    Se non vuole suicidarsi ,il movimento deve far valere la suamaggioranza parlamentare, e il rispetto delle competenze istituzionali nella maggioranza e fuori la maggioranza .
    Non deve fermarsi, deve attaccare assumere iniziative ,definire le priorità e i provvedimenti da portare in Consiglio dei ministri .
    Se vuole difendere la democrazia, il Pd deve scegliere:
    o trovare dei punti di intesa con il Mov5s per difesa della Costituzione;
    o portare avanti le pretese renziane antigrilline e fare il socio oculto della Lega.

    Il PD e il Movimento, devono trovare precisi e ben individuati punti d’intesa, sul terreno della difesa della Costituzione.
    Nessun accordo di programma essere contrario alla costituzione.
    Per ogni provvedimento, le forze politiche potrebbero definire uno o due emendamenti , per riportarlo nei binari della costituzione.
    In sostanza, emulare quello che, dall’inizio della legislatura, hanno fatto di nascosto, Lega ,Forza Italia e FDL.
    Salvini certamente reagirà,ma si assumerà la responsabilità di togliere la spina al governo,mentre si profila una procedura d’infrazione .
    Se il PD vuole sacrificare la democrazia sull’altare delle pretese renziane anti grilline ,con il silenzio complice della sinistra,si accomodi, ma se ne assumerà la responsabilità .
    Se Grillo, Casaleggio, Di Battista,non sconfessano la linea politica di Di Maio per non sconfessare se stessi, che tale linea avevano scelto e condiviso con il vice premier,si assumeranno la responsabilità,non solo, della fine del movimento ,ma anche della politica fascista della Lega.

  2. Il non voto esprime sia un difetto di integrazione nella società, sia una forma di contestazione politica […] testimonia un’individualizzazione della società, una presa di distanza dalla politica, oppure ancora una forma di politicizzazione critica e negativa che porta a un utilizzo strategico della scheda elettorale (Missika, 1992)

  3. Se la premessa è che il pesante astensionismo porta il non voto al 44 per cento, è chiaro che tutti gli esiti drogano la percezione dell’esito delle urne.
    La Lega in termini reali può fregiarsi solo di una percentuale del 19 per cento (ben lontana dal 34,3 per cento percepita). Il Pd, facendo un calcolo sul 100 per cento del corpo elettorale ha 12 punti su 100 e il M5S 9,5. Maggioranze molto molto relative. Allora l’analisi può essere solo una: l’attuiale offerta politica viene rifiutata da milioni di italiani. Poi è vero che le europee non hanno mai sedotto granché gli italiani (qui l’astensionismo tendenziale fa il paio con le vecchie elezioni provinciali) anche se quest’ultima tornata ha avuto una grande eco mediatica, forse per via della strana coppia in gialloverde che siede al governo.

  4. Il Pd festeggia? Cacciari no: “Catastrofe 100 volte peggio”!
    “Si sta sempre più delineando un destino comune. O i 5 stelle scompaiono, o vanno in una direzione che è di fatto convergente a quella in cui dovrebbe andare il Pd. Risultato tragico del Pd nelle sue roccaforti, speriamo che Nicola Zingaretti continui questa operazione di allargamento, di ascolto, di riorganizzazione su basi territoriali del Pd, perché il dato preoccupantissimo, che speriamo non passi in secondo piano, è la sconfitta in Piemonte e il risultato in Emilia Romagna, dove si voterà in autunno. Un risultato che se venisse confermato si perderebbe anche l’Emilia Romagna e per l’Italia sarebbe una catastrofe 100 volte maggiore del risultato della Lega”.

  5. I Cinque Stelle si sono sciolti come neve al sole! Adesso bisogna vedere se lasceranno il traino alla Lega che ha dimostrato di ottenere maggior gradimento degli alleati. Ora che il risultato di Matteo Salvini è anche migliorato, si rafforza la necessità di dare il timone in mano alla Lega. Ci deve essere un cambio anche nel Movimento 5 stelle. Che deve fare una grande o una piccola rivoluzione. Luigi Di Maio è risultato inadeguato altrimenti il rischio di questo partito sciagurato è di sparire.

  6. Il Ceto Medio ha purgato i 5stelle! Basta tassare i soliti fessi! Basta togliere ai pensionati in regola per dare a quelli che non hanno mai versato un soldo di contibuti all’Inps. Basta togliere a chi lavora onestamente per dare a chi sta seduto a scaldare il divano o che lavora in nero!

  7. E’ un risultato straordinario, è il secondo miglior dato di crescita dopo Matteo Salvini, faccio i complimenti a lui. Siamo cresciuti del 50% rispetto alle politiche ed è tutt’altro che scontato.
    La prima cosa che balza agli occhi è che Fratelli d’Italia non si dà limiti da oggi, visto questo risultato.
    La seconda è che c’è un’alternativa possibile, questo gli italiani hanno detto Lega e FdI rappresentano una maggioranza alternativa.
    Questo è il segnale che hanno dato gli italiani facendo crescere Lega e FdI. Poi spetterà a ciascuno degli attori in campo seguire le indicazioni degli italiani oppure no.
    Il messaggio è che gli italiani hanno votato per consegnare un’altra maggioranza rispetto a quella di oggi. C’è un’altra maggioranza possibile, formata da Lega e Fdi. Gli italiani hanno detto che non vogliono il M5S al governo, siamo pronti ad assumerci la nostra responsabilità. Al presidente della Repubblica dico che se il governo non sarà più in condizioni di andare avanti c’è un’altra maggioranza, non servono accordi di palazzo, l’unica alternativa sono le elezioni.

  8. Il risultato più rilevante che viene fuori dalle urne di ieri è che finita una campagna elettorale non ce ne sarà subito un’altra. La Lega ha fatto il pieno di voti in tutta Italia, compreso il Sud e Roma, il Pd ha recuperato il ruolo di alternativa alla maggioranza gialloverde e i Cinque Stelle continuano a pagare caro il prezzo necessario per realizzare i loro programma. I loro elettori, diventati popolo attorno a parole guerriere, non digeriscono i compromessi determinati dal contratto col Carroccio e dalla responsabilità di governare.

    In meno di un anno sono state fatte cose che in passato neppure ci si sognava in materia di riequilibrio sociale, lotta agli sprechi e ai privilegi, ma a questo punto non c’è dubbio che chi ha riposto grandi speranze nel Movimento alle scorse politiche si aspettava un più radicale cambiamento. I numeri delle europee, nel loro complesso, non lasciano molta alternativa alla prosecuzione dell’Esecutivo di Giuseppe Conte, ma così come Salvini ha vinto utilizzando tutto l’armamentario di un certo simbolismo identitario, crocifisso compreso, Di Maio ha cinque stelle ancora tutte da far brillare in questa Italia corrosa da corruzione, abusi ambientali e cittadini trattati come sudditi.

    Non ci sono altre strade, visto che la Lega potrebbe vincere eventuali nuove elezioni solo tornando a consegnarsi a Berlusconi, mentre il Pd che ieri notte gioiva come un matto per aver dato un inatteso segno di vita, con il suo venti per cento non va da nessuna parte. Sul fronte europeo, l’avanzata delle forze sovraniste e populiste continua ed è netta, ma ancora insufficiente a cambiare le sorti del Parlamento e delle grandi istituzioni comunitarie. Contare di più per l’Italia non sarà facile e toccherà a Conte individuare una personalità di tale peso da poter spuntare una delega di qualche peso in Commissione, visto che con gli attuali numeri rischiamo di doverci accontentare delle briciole.

  9. A Riace e Lampedusa la Lega è primo partito. Evidentemente la richiesta di una migrazione regolare, qualificata, positiva è volontà degli italiani, non solo un capriccio di Salvini! I due comuni che la sinistra ha scelto come simbolo, dell’antisalvini, Riace e Lampedusa, vedono la Lega primo partito: segno che su immigrazione ho ragione!

  10. La campagna elettorale è finita. È finita male per Luigi Di Maio e bene per Matteo Salvini. Il M5S è crollato e non serve a niente – come sta facendo Di Maio – nascondersi dietro un dito tirando in ballo una certa astensione del Sud. I numeri sono implacabili: le stelle stanno a guardare il volo del Carroccio e, come è fin troppo scontato secondo il costume nazionale, di tutti coloro che fanno un bel salto sul Carroccio del vincitore.

    Il Mezzogiorno i salti della quaglia li sa praticare con disinvoltura, sia perché è intelligente sia perché è esperto. In fondo, non ci voleva molto a capire che proprio il consenso elettorale meridionale del M5S era allo stesso tempo il punto di forza e il tallone d’Achille del movimento grillino. Lo disse con una bella battuta Paolo Mieli: “Al Sud hanno fantasia”. Ecco, la fantasia per Di Maio è diventata una gelata e per Salvini è diventata una poesia: sono molti i comuni meridionali, infatti, che hanno dato un larghissimo consenso alla Lega, quella stessa Lega di cui Pino Daniele cantava “questa Lega è una vergogna”.

    Tuttavia, non è questo l’unico elemento negativo per il M5S. Ve ne sono altri due, anche più pesanti.

    1. Il ministero Conte è stato finora il governo dei No. Ora, se vorrà effettivamente durare, dovrà diventare realmente il governo del Cambiamento. Non solo la storia, anche la cronaca sa essere molto ironica e così il governo per salvare sé stesso dovrà cambiare e rivedere il contratto perché Salvini deve ora decidere cosa vuole fare da grande e non può eternamente essere inconcludente: non è più l’ora di essere il ministro dell’immigrazione. Il consenso democristiano che ha avuto gli impone di concludere. Il cosiddetto governo giallo-verde, dunque, è già una cosa diversa rispetto a ventiquattro ore fa. Si tratta di capire se si cambia marcia o se il M5S preferirà ritornare a votare. Ma, forse, da quelle parti, iniziano ad avere una certa paura della democrazia diretta dei cittadini. Auguri.

    2. Il Pd ha la bellezza – stando agli ultimi dati – di cinque punti in più rispetto al M5S. È questo il risultato che più fa male ai grillini. Il motivo è semplice: avevano creato l’illusione di un’alleanza con l’odiato Pd ma un conto è credere in un’alleanza interpretando il ruolo del dominatore e un’altra cosa è credere o far credere in un’alleanza quando da padrone si è diventati servitori. Luigi Di Maio in quest’anno di non-governo ha fatto di tutto: ha abolito la povertà, ha esultato dal balcone di Palazzo Chigi per il deficit al 2,4, ha raccontato la favola del boom economico, è andato a Parigi a fare Robespierre, si è riscoperto antifascista militante, ha perfino dichiarato di non firmare leggi che creano debito. Forse, Di Maio dovrebbe capire ciò che diceva il maggior filosofo del Novecento, Totò: “Qua nessuno è fesso”. Di Maio, pensando di essere furbo, ha creduto di usare i fessi e non si è reso conto di essere usato dai veri furbi, facendo così stamane la figura del fesso. In due parole: Luigi Di Maio è un leader del passato.

  11. Svolta a destra in Italia,una svolta autoritaria di Lega eFdi che raggiungono 40%.il PD sorpassa 22,6%,il mov5s ottiene il 16,8% . Da oggi la Lega 34,49% è al timone del governo, anche se il mov5s resta nel parlamento italiano il primo partito ,e in quello europeo, il blocco sovranista, non ottiene il risultato sperato.

    Ma in Italia la svolta autoritaria ,trova riscontro nella società dove c’è un’egemonia culturale della destra radicale ,che costringe i partiti democratici ad inseguire temi dell’agenda politica di questa destra ,trasforma l’arco costituzionale, da presidio e difesa dei principi costituzionale a sostenitore occulto del fascio razzismo.

    Al momento una parte della sinistra e il PD in particolare , non han fatto i conti con la sua ambiguità,con un centro sinistra che, condizionato da Renzi, diventa destra una nuova forza Italia,con i lager libici,con il golpe in Grecia con i muri di Visegrad,con la scelta tra salute e lavoro tra liberismo ed intervento pubblico nell’economia.

    E al momento non c’è niente che possa fermare questo trend,solo una nuova alleanza tra i partiti antifascisti, che passa attraverso un accordo di tutte le forze democratiche promosso dal

    Mov5s e dal PD,che non vogliono dialogare ,perché troppo infarciti di scorie destrorse.

    Ma il punto è questo: se non si accordano, si estingueranno ,il PD sostituito dal partito di Renzi, il Mov5s assorbito dalla lega

    E dunque sono destinati ad allearsi, se non vogliono estinguersi ,se non vogliono distruggere questa democrazia , la civiltà del nostro Paese,i principi e i valori che fino ad ieri ci hanno governato e che oggi sono a rischio.

    E se questa è la posta in gioco, è necessario che i partiti si muovano in un’ottica strategica, che vada al di là del mero interesse di bottega, correntizio o elettorale.

    Non sono in gioco le differenze tra destra e sinistra, su questo o quest’altro provvedimento.

    I temi in discussione oggi non sono quelli che dividono destra e sinistra, ma quelli che uniscono o dovrebbero unire destra e sinistra.

    Sono le regole del gioco che dovrebbero essere stabilite da tutti i giocatori,sono i principi antifascisti e costituzionali che dovrebbero essere stabiliti da tutti coloro che credono nel confronto e nello scontro tra i partiti, in una politica al servizio del Paese nel rispetto della persona umana.

    Per questo occorre nuova un‘alleanza tra i partiti antifascisti ,tra le forze poiltiche dell’arco costituzionale,in grado di far fronte all’onda nera che è avanzata nella società, ed avanzerà in Parlamento .

  12. Il successo della Lega alle ultime elezioni europee è dovuto soprattutto al fatto che circa 23 milioni di elettori sono rimasti a casa.
    Il consenso effettivo di voti è però di poco meno di 10 milioni pari a circa il 19% dell’insieme del corpo elettorale.
    Fra coloro che hanno votato, si è assistito al solito travaso di voti da Forza Italia alla Lega e al crollo del M5S di cui parte dei voti sono tornati al PD.
    Detto questo, sono due i dati confortanti: oltre 80% degli Italiani non sono leghisti e questi risultati riguardano un Parlamento che non ha alcun potere effettivo e che inciderà in modo relativo sulle nostre vite, in quanto è il Consiglio dei governi della UE a prendere tutte le decisioni che contano.
    E comunque vada almeno in ambito europeo i sovranisti non hanno avuto il credito spropositato che hanno avuto da noi che abbiamo dimostrato in gran parte di votare con la pancia e non con la testa.

  13. 5 Stelle destinati a fare il servo sciocco delle politiche leghiste.
    Luigi di Maio e i 5 Stelle se vorranno restare al governo, lo potranno fare solo se diventeranno i servi sciocchi delle politiche di Salvini. Il quale, diversamente, avrà tutte le scuse per poter aprire la crisi di governo al grido: “Non mi fanno governare, non mi fanno fare le cose come dico io”, dalla Tav alle autonomie fino alla revisione-abolizione dell’abuso d’ufficio e tanto altro che sta nel mezzo, e quindi “sono costretto ad aprire la crisi di governo”.

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