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Esercenti minacciano stop a buoni pasto. Ticket a rischio per 3mln di lavoratori.

di Redazione. Sia nel pubblico impiego che nel privato ha ormai preso piede il cattivo vezzo del “buono pasto” corrisposto dal datore di lavoro ai propri dipendenti laddove non esiste un servizio di mensa in grado di fornire il giusto ristoro per la pausa pranzo durante l’orario di lavoro.

Così, invece di percepire il corrispettivo in denaro direttamente accreditato in busta paga – come sarebbe più logico e conveniente per tutti, tranne per chi li ‘gestisce’ – si è preferito il “buono pasto” con tutti i problemi che questo comporta non solo ai lavoratori – che spesso e volentieri se lo vedono rifiutare  o accettato a ‘strane’ condizioni – ma anche agli esercenti.

L’attuale sistema, denunciano gli esercenti, genera “una tassa occulta del 30% sul valore di ogni buono pasto a carico degli esercenti” per cui “tra commissioni alle società emettitrici e oneri finanziari, i bar, i ristoranti, i supermercati e i centri commerciali perdono 3mila euro ogni 10mila euro di buoni pasto incassati che accettano”.

“Il sistema dei buoni pasto è al collasso e se non ci sarà un’inversione di rotta immediata, quasi tre milioni di dipendenti pubblici e privati potrebbero vedersi negata la possibilità di pagare il pranzo o la spesa con i ticket”. E’ l’allarme lanciato dalle associazioni di categoria Fipe Confcommercio, Federdistribuzione, ANCC Coop, Confesercenti, FIDA e ANCD Conad. “Siamo arrivati ad un punto limite di sopportazione”, affermano in una conferenza per cui “siamo pronti a smettere di prendere i buoni pasto” senza una riforma.

4 Risposte a “Esercenti minacciano stop a buoni pasto. Ticket a rischio per 3mln di lavoratori.”

  1. Una notizia che dovrebbe indurci a riflettere: In Svizzera il Comune di CASTEL SAN PIETRO, “Castello naviga nell’oro e condivide con i cittadini”.
    La notizia la trovate in rete basta digitare Corriere del Ticino.
    Quello che colpisce è che è possibile una Politica diversa, una Politica con la P maiuscola.
    Mi si dirà la Svizzera è picola,….. Il problema è la mentalità di coloro che governano la Svizzera e la presenza in Svizzera del Referendum propositivo. Ma ve lo immaginate in Italia un Comune che distribuisca eventuali guadagni ai Cittadini?

    1. I nostri comuni spendono quello che incassano – una valanga di soldi tra Imu, Tasi,T ari, Irpef, ecc, ecc – per pagarci i dipendenti e le cariche elettive dei loro uffici e consigli comunali, gli altri quattrini, capisci a me, prendono altre strade….

  2. Invece di dare direttamente i soldi dell’equivalente di un buono pasto ai lavoratori, preferiscono i TICKET perchè così ci MANGIANO SOPRA!!!!!

  3. Il sistema buoni pasto, è l’ennesima riprova che in Italia c’è una tassazione schizofrenica, pensata da fenomeni che non capiscono che così si rovina il Paese.
    Una tassazione deve esistere per forza, ma deve essere SOPPORTABILE così non è in Italia.
    Il Cittadino è un bankomat al quale lo Stato attinge.
    E’su questo punto che dovrebbe eserci una convergenza per abbassare la tassazione.
    A parole TUTTI hanno la soluzione, in pratica NOI continuiamo ad essere spremuti.

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