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Errori di ortografia. Attenzione alle doppie!

Eccezzionale o eccezionale? Tappezziere o tappeziere? A chi non è mai venuto alcun dubbio sull’uso delle doppie? L’ortografia è una disciplina che si studia sui banchi delle scuole elementari, ma è una conquista, una sorta di percorso a ostacoli che ognuno di noi affronta ogni giorno, pur se in modo diverso, nel corso della vita. Tra le difficoltà più comuni, occupa senz’altro una posizione di primo piano l’uso corretto delle doppie. Per riconoscere se una consonante raddoppia o no, ci vuole tempo, esercizio e ‘molto orecchio’. Con tanta pazienza, leggendo molto e prestando attenzione alla pronuncia delle parole si possono evitare spiacevoli errori da matita blu e rossa! Ecco allora alcuni utili consigli: 
1) Impara bene le regole per l’uso delle doppie. Il raddoppio delle consonanti non risponde a una precisa regola generale (ahimè!), valida in ogni caso, ma ci sono una serie di norme utili a evitare alcuni tra gli errori più frequenti.
Raddoppiano la consonante iniziale le parole che si uniscono ad alcuni prefissi:
a-prendere apprendere
contra-dire contraddire
così-detto cosiddetto
da-bene dabbene
fra-tanto frattanto
là-su lassù
ne-meno nemmeno
e-pure eppure
ra-cogliere raccogliere
se-bene sebbene
sopra-tutto soprattutto
sovra-peso sovrappeso
su-detto suddetto
Le parole con suffisso -iere vogliono la doppia z: corazziere, tappezziere, biscazziere.

Non raddoppiano invece: 
• la consonante b del suffisso a/e/i-bile: adorabile, inabile, indelebile, incedibile, bevibile, leggibile;
• la c davanti a vocale u + altra vocale non raddoppia mai, a parte il caso della parola taccuino;
• la -g e la -z seguite da -ione: guarigione, stagione, automazione, promozione;
• le parole che contengono -zia e -zie: grazia, egiziano, pazienza, giustiziere. Fanno eccezione: pazzia, razzia;
• le parole composte quando sono precedute da contro, sotto, tra: controvoglia, sottovento, tracimare.

Guarda il vocabolario. Attenzione! A volte, la presenza di una doppia consonante dipende dall’etimologia della parola, cioè dalla sua derivazione dal latino. In questi casi, non c’è ‘trucco’ che tenga, occorre conoscere la parola per scriverla correttamente. Una risorsa preziosa per imparare queste parole che sembrano sfuggire a ogni regola è il vocabolario. Abituatevi a tenerlo sempre a portata di mano, e consultatelo, senza timore, ogni volta che avete un dubbio.
Pensa sempre al significato di una parola. Per capire come si scrive correttamente una parola, occorre riflettere con attenzione sul suo significato e sulle parole da cui deriva. Per esempio, da dove viene scorrazzare? Da correre, perché vuol dire correre qua e là. Quindi doppia z e doppia r: scorrazzare (Massimo Birattari, Grammaland, Feltrinelli).
2)Pala o palla? Scandisci bene le parole. Nella nostra lingua, tutte le consonanti (esclusa l’h) possono essere raddoppiate per indicare un suono più forte e deciso (passo, latte, collo). La doppia consonante serve anche a distinguere parole altrimenti ‘identiche’ che hanno un significato invece molto diverso. Per esempio: polo – pollo
rosa – rossa
caro – carro
mese – messe
nono – nonno
Se la parola è pronunciata in modo corretto, si capisce abbastanza facilmente se contiene una doppia o no. Purtroppo, però, non è affatto così scontato: la pronuncia delle parole, spesso, cambia a seconda dell’area geografica. In alcune regioni italiane, c’è la tendenza a far sentire come una doppia una consonante singola; in altre, accade esattamente il contrario, le doppie vengono pronunciate come se fossero una sola consonante. Questo fatto, certo, non semplifica la vita. È dunque molto importante scandire bene le parole con le doppie!!!

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