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E’ tornata l’Inter?

di Alberto Sigona. Dopo 9 anni di miseria l’Inter, grazie ad Antonio Conte, pare in procinto di dirigersi verso gli antichi fasti.

Dopo 4 giornate di Campionato la squadra che appare più in salute di tutte sembra l’Inter. Già, proprio il team che in estate è stato affidato alla guida di Antonio Conte, il taumaturgo a cui la società ha deciso di ricorrere per tentare di guarire dai mali cronici che dal giorno del famigerato Triplete attanagliano i nerazzurri, impedendogli di rimanere ancorati al gotha del calcio italico.

Dopo la stagione atomica 2009-2010, difatti, la compagine milanese aveva intrapreso una parabola discendente nefasta e poco onorevole, dando vita ad annate di magre imbarazzanti, attestandosi su livelli fatiscenti, facendosi beffe della storia gloriosa del Serpente, imbrattando a tratti i fregi di una memoria ultracentenaria. Dopo un quinquennio sfarzoso, vissuto sempre in pompa magna, la Beneamata aveva dovuto sostanzialmente ripartire daccapo, passando per mille tribolazioni, dannandosi e faticando disperatamente per riemergere dalla melma in cui di colpo era sprofondata. Frattanto il Presidente degli anni gloriosi, Massimo Moratti, aveva “abdicato”, cedendo il testimone ad un magnate indonesiano di dubbia professionalità, per poi arrivare all’attuale proprietà cinese, facente capo al gruppo Suning.

Dopo qualche mese di rodaggio Steven Zhang sembra aver trovato la chiave di (s)volta nell’ex tecnico della storica rivale Juventus. Questi, in virtù del suo proverbiale carisma ha ristretto notevolmente i tempi tecnici necessari all’assemblaggio della nuova vettura fornitagli dalla neonata governance, sicché dopo appena un mese dal suo insediamento l’ex CT azzurro sembra averle già trasmesso il suo stigma.

Dopo 4 partite di Campionato l’Inter sembra aver acquisito quella voracità e quella fiducia in sé stessa comuni alle compagini allenate dal tecnico pugliese, per delle peculiarità che in quest’avvio di stagione stanno permettendo ai nerazzurri di controbilanciare certi limiti presenti in rosa, che sulla carta non le dovrebbero consentire, nel breve periodo, di puntare troppo in alto il mirino delle speranze e delle ambizioni.

Eh già, perché, per restare nei limiti teorici, anche quest’anno la compagine favorita per i traguardi opulenti rimane la Juve, proprio il team – guarda un po’ il destino – che nel 2012 Antonio Conte fece risorgere dalle ceneri di Calciopoli, riportandola ai piani altissimi del calcio nostrano. I bianconeri, dopo 8 Scudetti di fila ed una dittatura spietata dipanatasi in un lustro e mezzo, permangono imperterriti sul trono delle predilette dalle previsioni. In estate il predicatore di bel calcio Maurizio Sarri si è avvicendato alla guida della Signora con il profeta del “conta solo il risultato” Max Allegri.

Madama a dire il vero non ha ancora metabolizzato del tutto i nuovi estenuanti ritmi di gioco (che stanno sostituendo le andature un po’ compassate del predecessore), ma quando la tenuta atletica sorreggerà le nuove cadenze dinamiche (ed Higuain & C. Ronaldo manterranno le promesse da coppia sfracella-difese), allora i risultati che ne scaturiranno non dovrebbero far rimpiangere quelli degli ultimi anni, ed in più l’Europa potrebbe finalmente non essere il solito odioso tabù.

Tornando all’Inter, l’impressione è che in questa stagione dovrà limitarsi a fare le prove generali in vista del prossimo futuro, per un 2020-’21 che potrebbe essere l’anno della vendemmia tanto bramata.

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