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Do you remember “Ale-Jet”? di Alberto Sigona

di Alberto Sigona. È da molti anni, ormai, che non si vedono in Italia dei grandi velocisti italiani. Ciò acuisce la nostalgia per Alessandro Petacchi, che sino a pochi anni fa si dilettava a bruciare sul traguardo avversari a go-go. Ripercorriamo le sue gesta.

Risultato immagini per alessandro petacchiAlessandro Petacchi diventa il velocista che conosciamo solamente nel 2003, quando vinse 6 tappe al Giro d’Italia, eguagliando il numero di vittorie che il suo antesignano Cipollini aveva ottenuto soltanto l’anno prima. Da quel momento Petacchi, a ben 29 anni (età atipica) diverrà Ale-jet, per via della sua straordinaria potenza e progressione finale che lo porteranno a non avere rivali negli arrivi allo sprint. Così Alex trionferà anche al Tour dello stesso anno, per 4 successi di tappa indimenticabili.

Ma i meriti di queste performance da leggenda sono attribuibili anche (o soprattutto) alla sua squadra, la Fassa Bortolo, un team formidabile in grado di trainare il nostro fuoriclasse nella giusta posizione per compiere la volata vincente. E non solo: ogni qualvolta vi è una fuga da lontano potenzialmente in grado di rovinare la festa, la Fassa si mette subito a tirare con un ritmo forsennato, rendendo vano ogni tentativo di evasione. Nello stesso anno Petacchi, mai domo, realizza una cinquina alla Vuelta, dove in passato aveva già ottenuto 3 successi. Saranno 15 i successi ai 3 Giri nel medesimo anno, un record italiano incomparabile, il primo in assoluto a fare centro nei 3 Grandi Giri nello stesso anno.

L’anno seguente strabilia il Mondo andando ad ottenere 9 (dico 9) successi al Giro d’Italia, stabilendo il record del dopoguerra. Un primato ormai impossibile da eguagliare non solo per la difficoltà soggettiva ma anche perché è impensabile che in futuro vi siano tutti questi arrivi in volata, senza che 1 sola fuga vada in porto. Petacchi quell’anno non potrà però prendere parte ad alcuna volata al Tour per infortunio: è solo l’inizio di una maledizione “in giallo” che gli precluderà per 5 anni la partecipazione alla Gran Boucle, dove avrebbe potuto infrangere ogni primato. Petacchi quello stesso anno si consola alla Vuelta, calando un favoloso poker di vittorie.

Nel 2005 Ale-jet fa sua la Milano-Sanremo, realizzando il sogno di una vita, e al Giro d’Italia realizza un poker che quasi ci lascia un po’ delusi per via dello score cui ci aveva abituati. Stavolta non partecipa al Tour di sua spontanea volontà, scelta opinabile compiuta per preparare al meglio il Mondiale di Settembre (dove poi topperà) che lo vede fra i papabili vincitori. Prende parte invece alla Vuelta, una sorta di ripiego, andando a trionfare in 5 occasioni.

Nel 2006 non prenderà parte a quasi nessuna gara di rilievo a causa di un brutto infortunio rimediato nelle battute iniziali della corsa rosa. Nel 2007 Petacchi (passato alla Milram a seguito dello scioglimento della gloriosa Fassa Bortolo) si aggiudica ben 5 frazioni al Giro d’Italia. Malgrado l’età avanzi inesorabile (il “Peta” ha ormai 33 anni) si ha la sensazione che di questo passo possa infrangere persino il record di Cipollini, di 42 successi al Giro, e di Merckx, di 65 vittorie ai 3 Grandi Giri, ma non si sono fatti i conti col destino che gli riserverà traversie a non finire.

Petacchi, infatti, a maggio è trovato positivo al salbutamolo, sostanza che lui assume dietro prescrizione medica per curare l’asma; ma lo spezzino avrebbe superato di poco la dose giornaliera, motivo per cui viene addirittura sospeso per 1 anno (oggi con le nuove regole non accadrebbe), trattando il nostro eroe come un dopato doc o quasi. Petacchi presenta ricorso, facendo leva sulla buona fede (quasi impossibile fra l’altro rispettare esattamente la dose prescritta dal medico, specie se si hanno degli attacchi) e sull’assenza di benefici sulle prestazioni agonistiche che tale sostanza incriminata conferirebbe. Ricorso accolto, ma nel frattempo ha dovuto dare forfait al Tour de France.

Risultato immagini per alessandro petacchiIn seguito, dopo che il nostro ha nel frattempo vinto la Parigi-Tours e 2 tappe alla Vuelta (per un totale di 19 vittorie rappresentanti un record italiano), il TAS di Losanna lo squalifica accogliendo il ricorso della Federciclismo: Petacchi dovrà ingoiare il boccone più amaro della carriera, non potendo prendere parte all’intera stagione 2008 (avrebbe saltato ugualmente il Giro per bronchite). L’età avanza ancora, e tanti buoni propositi (come quello di arrivare a 42 successi al Giro) vanno a farsi friggere. Petacchi ritorna nel 2009. Egli ha ormai 35 anni, ed appare agli sgoccioli di una carriera che, senza la sfortuna che lo ha bersagliato a più riprese, avrebbe potuto issarlo in testa alla graduatoria dei velocisti di tutti i tempi.

Ale-jet darà vita a 2 fuochi di paglia al Giro d’Italia, aggiudicandosi appunto le prime 2 volate della corsa rosa. Poi dovrà fare i conti con l’astro nascente Cavendish; con una nuova squadra (LPR Farnese), lontanissima cugina della Fassa, che lo lascia solo negli arrivi allo sprint, senza traghettarlo a dovere; con una serie di scorrettezze cui sarà vittima negli arrivi veloci…E perché no, con una condizione che va scemando, probabilmente per l’età. Nel 2010 vi sarà il passaggio alla Lampre del ds Saronni. Petacchi però, già al Giro, per una bronchite, è costretto al prematuro ritiro. Tuttavia, dopo 5 anni d’assenza, potrà finalmente prendere parte alla corsa dei sogni, il Tour. Tour che inizia alla grande, visto che vincerà le prime due tappe in volata, diventando a 36 anni e 7 mesi il più anziano corridore italiano capace di vincere tappe alla Corsa Gialla nel dopoguerra.

Poi Cavendish prenderà il sopravvento ed il Nostro dovrà accontentarsi di portare a casa la Maglia Verde, unico italiano dopo Franco Bitossi a riuscirci. Nel 2011 a 37 anni e mezzo otterrà l’ultima vittoria al Giro d’Italia, arrivando a quota 27 successi di tappa. Nel 2013, a 39 anni, Peta si ritira, per poi ritornare qualche mese dopo, come gregario di Cavendish, ottenendo persino tre successi a ben 40 anni, appendendo definitivamente la bici al fatidico chiodo a 41 primavere. Lascia ai posteri ben 53 vittorie ai Grandi Giri (3° di sempre dietro a Merckx 65 e Cipollini 57), di cui 20 alla Vuelta, 27 al Giro e 6 al Tour, per un totale di 186 affermazioni in carriera.

A mio modesto parere Alessandro Petacchi, raffrontando il suo bottino alle disgrazie sportive, tenendo in debita considerazione il rapporto gare-vittorie (nonché gli innumerevoli secondi posti), il modo in cui vinceva (a volte quasi per distacco) e la longevità (a 37 anni reggeva il confronto con Cavendish) può essere ritenuto il più forte di sempre. La sua sfortuna è stata proverbiale, paragonabile ai vari Coppi, Bartali e Pantani. Anche loro entrati nel mito malgrado la sorte maligna. Quando Ale-Jet (questo il suo epiteto quanto mai opportuno) era in forma (e lo era spesso…) riusciva a far mangiare la polvere persino a big dai nomi altisonanti, da Zabel al già citato Cipollini, dal miglior Cavendish a McEwen.

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