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Discariche, addio!

di Paolo De Gregorio. Chiunque, di ogni colore politico, tenti di governare la questione dei rifiuti si ritrova prima o dopo con la “monnezza” per le strade, cassonetti incendiati, discariche abusive, rifiuti industriali e speciali dati alle fiamme anche nei depositi (la Lombardia è diventata la nuova terra dei fuochi), infiltrazioni mafiose, scarichi abusivi di industrie e allevamenti di animali nei fiumi con danni enormi per l’ambiente in generale e per la salute dei cittadini.

C’è bisogno assoluto di nuove regole, di controlli veri, di una strategia nazionale che abolisca per sempre le discariche, riconoscendo che è un modo primitivo e rozzo di affrontare il problema.

Per i rifiuti solidi urbani la differenziata porta a porta è l’impostazione giusta per carta, vetro, plastica, umido, indifferenziata, ma ogni frazione di questa raccolta non deve prevedere un passaggio in discarica (dove i cittadini sospettano che venga tutto mischiato), ma avviata direttamente a strutture industriali di riciclo private in grado di riciclare e vendere con profitto questo materiale ricevuto gratuitamente.

Sono i sindaci che devono essere messi in grado di fare contratti con gli industriali del riciclo, senza ingerenze di province e regioni, e mettere a disposizione aree in zone industriali adeguate al volume stimato del materiale differenziato. Solo con questo metodo spariscono le puzzolenti e primitive discariche.

Per i rifiuti indifferenziati e speciali la questione è più complicata e per ora ancora inquinante, in quanto si tratta di ricorrere a inceneritori o termovalorizzatori, che rilasciano Co2 e altre sostanze inquinanti, che però al momento non sembrano avere alternative, anche perché i rifiuti speciali che mandavamo a distruggere in Cina e in altri paesi non vengono più accettati. Chiaramente ogni attività industriale, piccola, media o grande, dovrebbe avere un registro che quantifichi il volume dei rifiuti prodotti e le ricevute fiscali emesse dalle ditte autorizzate alla distruzione dei materiali non riciclabili.

E’ evidente che superare la piaga delle discariche in tutta Italia è una decisione politica che deve offrire ai sindaci nuove regole, nuovi poteri, nuovi finanziamenti, e al contempo mettere in atto ogni possibile provvedimento per ridurre il volume dei rifiuti, soprattutto e con urgenza le plastiche monouso che una volta finite in mare diventano letali per la sua vita.

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