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DICIAMO BASTA AGLI STIPENDI D’ORO NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE!

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Ritorna di stringente attualità la questione delle “pensioni d’oro” con le considerazioni, tutt’altro che confortanti, contenute nella relazione illustrativa che ha accompagnato la legge di stabilità all’esame del Parlamento, nella quale si sottolinea come la restituzione ai super pensionati di quanto avevano perso con lo stop alla rivalutazione dei trattamenti pensionistici superiori a cinque volte il minimo per gli anni 2012-2013, pesi sulle casse dello Stato per 80 milioni di euro. Nel 2011, il 5,2% dei pensionati (861mila persone in tutto), che percepisce un assegno mensile superiore ai tremila euro, ha assorbito in tutto 45 miliardi, vale a dire il 17% della spesa previdenziale. Poco meno di quanto sborsato per i 7,3 milioni di italiani, il 44% del totale, il cui reddito non supera i mille euro al mese. In cifre 51 miliardi in tutto, pari al 19,2% della spesa complessiva. Insomma, le cosiddette pensioni d’oro pesano quanto tutti i pensionati poveri! 
Ma se ci sono “pensioni d’oro” è perchè esistono “stipendi d’oro”! Ed è proprio qui che occorre un intervento urgente del governo e delle parti sociali. E’ ormai risaputo che “vicino al fuoco ci si scalda”! Così avviene per i cosiddetti “stipendi d’oro” di alcuni dipendenti pubblici più “privilegiati” di altri, anche se poi per entrambi il datore di lavoro è sempre il medesimo: lo Stato italiano! Più si è vicini al potere più si gode di luce riflessa, ovvero dei vantaggi, dei privilegi e soprattutto degli stipendi riservati agli inquilini di Quirinale, Montecitorio, Palazzo Madama, Corte dei Conti, Csm e via discorrendo. Così pure avviene nei ministeri, nelle regioni e nei comuni: più si è vicini alla “stanza dei bottoni” più si “guadagna”, più si è vicini al “capo” e più alto è lo stipendio seppure a parità di anzianità, qualifica e titolo di studio con gli altri “colleghi” dei piani inferiori! Basta spostarsi di appena qualche stanza o svoltare un corridoio per trovare retribuzioni nettamente inferiori a quelle percepite da chi siede vicino al “fuoco”! Insomma, nelle pubbliche amministrazioni, vale in termini di emolumenti e indennità accessorie il secondo principio della termodinamica che tiene conto del carattere di irreversibilità del passaggio di calore da un corpo caldo ad un corpo freddo. Ma allorquando i presidenti di Camera e Senato – dopo essersi ridotto il proprio stipendio, in un momento di particolare crisi in cui tutti gli italiani sono stati chiamati a tirare la cinghia per salvare il Paese dalla bancarotta – hanno solo paventato l’idea di estendere i tagli anche alle retribuzioni dei dipendenti di Camera e Senato – a dir poco “faraoniche” rispetto a quelle non solo di un qualsiasi altro dipendente pubblico, ma di qualsiasi altro lavoratore da qui fino a Marte – c’è stata l’alzata di scudi dei sindacati!!! Assurdo? Sì, ma è andata proprio così. Dai sindacati è arrivato il niet alla moralizzazione di certi emolumenti! Ma un volta il sindacato, prima di diventare il trampolino di lancio dei suoi leader nella pappatoria della politica, non era ‘il garante’ dei diritti di tutti i lavoratori, oppure nel corso delle varie tangentopoli, parentopoli, scandali, ruberie e porcate varie è assurto a tutela dei soli privilegi e dei più fortunati e garantiti? Nonostante le centinaia di migliaia di lavoratori a 1.200 euro al mese che hanno stracciato la tessera del sindacato nella P.A., lo tsunami del cambiamento non è ancora arrivato nelle segreterie confederali, laddove ancora oggi vige la discriminante che una tessera vale di più a Montecitorio che al Ministero della Pubblica Istruzione, che un loro iscritto vale cento al Senato e uno in fabbrica. Ma proprio da quei lavoratori italiani che le stesse organizzazioni sindacali considerano di “serie B” per il solo fatto di prestare servizio lontano dal “fuoco dove ci si scalda”, arriverà presto quel “declassamento” che ridurrà la “Triplice” alla sola rappresentanza di se stessa e della “casta”!
DICIAMO BASTA AGLI STIPENDI D’ORO NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE! 
 
BASTA CASTA!  –  BASTA DISUGUAGLIANZE!  –  BASTA INGIUSTIZIE E PRIVILEGI! 
BASTA LAVORATORI DI SERIE “A” E LAVORATORI DI SERIE “B”! 
BASTA STIPENDI D’ORO: A PARITA’ DI REQUISITI, PARITA’ DI RETRIBUZIONE IN TUTTA LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE!

NON E’ PIU’ ACCETTABILE CHE UN DIPENDENTE DEL QUIRINALE, DELLA CAMERA O DEL SENATO GUADAGNI CINQUE, SEI VOLTE DI PIU’ DI UN IMPIEGATO DEL CATASTO CON PARI REQUISITI.
E’ INACCETTABILE PER GLI STESSI DIPENDENTI PUBBLICI. 
E’ INACCETTABILE PER I CITTADINI CHE LI PAGANO A FRONTE DI TASSE SEMPRE IN AUMENTO E SERVIZI SEMPRE PIU’ CARENTI.

E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI RIDURRE SPRECHI E PRIVILEGI.
MIGLIORIAMO L’EFFICIENZA E L’EFFICACIA DELLA PUBBLICA AMM.NE.
FIRMA ANCHE TU LA >>> P E T I Z I O N E <<< PER UN’ITALIA PIU’ GIUSTA, EQUA E SOLIDALE. PER UNO STATO AL REALE SERVIZIO DEI CITTADINI.
FIRMA LA PETIZIONE LANCIATA DA “freeskipper” PER ELIMINARE LE DISPARITA’ DI TRATTAMENTO ECONOMICO NELL’AMBITO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

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