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Di Maio: “Basta pugnalate alle spalle, i peggiori nemici sono all’interno”!

di Redazione. Luigi Di Maio resta incollato alla “poltronissima” degli Esteri, ma scende dal seggiolone dei grillini: da oggi non è più lui il “capo politico” del MoVimento 5 Stelle. Un vero e proprio terremoto in casa 5stelle, ma che rappresenta l’inevitabile epilogo della profonda crisi che ha colpito il Movimento, alle prese con cali di consenso, crisi di identità e di valori e una serie inarrestabile di addii di senatori e deputati.

“Non mollerò mai, il M5S è la mia famiglia” ha detto Di Maio senza rinunciare però a togliersi qualche sassolino dalle scarpe: “C’è chi è stato nelle retrovie e, senza prendersi responsabilità, è uscito allo scoperto solo per pugnalare alle spalle. I peggiori nemici sono quelli che al nostro interno lavorano non per il gruppo ma per la loro visibilità”.

Ogni riferimento all’amico Alessandro Di Battista, fra i nomi in pole per una possibile successione alla guida dei 5stelle, è puramente casuale?

Insomma, proprio una gran bella famigliola quella dei pentastellati. Non sappiamo se le dimissioni di Di Maio siano un bene o un male per ciò che resta del MoVimento5stelle, di certo il paese non si scioglierà in lacrime per la sua scelta e per gli italiani tutti sarà poca la perdita e nessuno il guadagno! Anche perchè, in questo mondo dove tutti siamo necessari, ma nessuno è indispensabile, morto un Papa se ne fa subito un altro!

L’unica nota positiva che ci riesce di cogliere in tutta questa vicenda è rappresentata dal fatto che se uno come Luigi Di Maio – uno dal curriculum bianco, che a 26 anni è stato il più giovane presidente della Camera, a 31 anni presidente del Consiglio, ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, a 33 anni ministro degli Esteri e dal 2017 capo politico del primo partito italiano, uno che da anti-casta che si spostava in autobus è diventato casta pure lui con tanto di auto blu e scorta al seguito – ce l’ha fatta, ce la possiamo fare tutti noi!

8 Risposte a “Di Maio: “Basta pugnalate alle spalle, i peggiori nemici sono all’interno”!”

  1. Tanti giovani laureati e con tanto di Master, sono obbligati ad andare all’estero per lavorare.
    Poi abbiamo giovani “miracoltati” che si ritrovano in Parlamento ed ai vertici della classe dirigente politica (c’è anche una classe dirigente FINANZIARIA che se impippa della politica nostrana).
    Il nostro miracolato esce di scena perchè i risultati suoi o della sua guida del M5S sono quelli che sono. Si tratta di puri numeri e null’altro.
    Un Paese avvitato su se stesso o se si preferisce impantanato in un pantano dal quale non esce.
    Per uscire serve un sistema politico nuovo:iniziando dal dimezzamento di un Parlamento elefantiaco che da tempo è solo il NOTAIO del Governo e nulla di pù.
    In Italia la Repubblica parlamentare ha da tempo abdicato, a questo punto pensare alla monarchia potrebbe essere un’alternativa.

  2. Si esulta per il ritiro di Luigi Di Maio, che anche se con qualche incompetenza ed errore ha comunque sempre lavorato per mettere i soldi in tasca agli italiani (soprattutto quelli più poveri), mentre si osanna chi ha sempre mangiato sulle spalle del popolo

  3. Lo hanno preso come capro espiatorio sia della coalizione con il Pd (che sia la piattaforma Rousseau che Grillo hanno voluto) che del calo di consensi, che dello stillicidio di fuoriusciti. Io vorrei almeno che Di Maio mantenesse il posto fino a marzo quando verrà sostituito da un organo collegiale, come spetta ad ogni capo politico uscente

  4. Di Maio ha fatto un attacco durissimo al Movimento 5 Stelle, la situazione interna era davvero devastata dal punto di vista dei rapporti umani e politici. I giornali non avevano esagerato. Le sue dimissioni prima del voto delle regionali in Emilia Romagna e in Calabria per prevenire le urla contro di lui dopo una sconfitta che lui stesso ha costruito!

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