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Coronavirus. Maggiori controlli per chi entra in Italia. di Giacomo-TO

di Giacomo-TO. Il Coronavirus ha richiamato l’attenzione sul fatto che frontiere aperte, come vogliono alcuni, non sono consigliabili. Controllare chi entra in un Paese non è solo una questione di sicurezza dal punto di vista ordine pubblico.
Controllare chi entra in un Paese è garantire il Diritto alla Salute di tutti, compresi coloro che entrano.
Lo slancio “buonista” dietro al quale non ci sono solo intenti evangelici, non si rende conto che le pandemie  sono una realtà, e le migrazioni purtroppo provocano pandemie.
In Italia l’Art. 32 della nostra Costituzione garantisce a tutti il diritto alla salute, ergo servono controlli sanitari affidabili per chiunque entri in Italia.

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L’OPINIONE di Alessandro Meluzzi. Chiudere subito i porti, quali rischi arrivano dall’Africa.

Linea durissima sul Coronavirus. Questo è quanto sostiene Alessandro Meluzzi, medico e psichiatra, che lega l’emergenza alla necessità di frenare l’immigrazione di massa: “Innanzitutto dobbiamo separare il complottismo dalla semplice ignoranza. Sull’origine di questo virus non sappiamo nulla di concreto. Sappiamo soltanto che tutto è partito da una regione centrale della Cina, che la diffusione del virus potrebbe essere stata favorita dalla vendita di pesce contaminato o di altri animali da noi considerati non commestibili, come serpenti o pipistrelli”, spiega in un’intervista a ilgiornale.it.

Dunque, Meluzzi parla delle tesi complottiste: “Poi c’è chi dice che in quei luoghi c’è anche uno dei laboratori virologi più importanti della Repubblica Popolare cinese. Non è da escludere che quel virus potesse essere effettivamente studiato in quei laboratori e che possa essere entrato in contatto con gli animali suddetti, infettando poi l’uomo. Insomma, ci possono essere stati tanti tipi di contaminazioni”, sottolinea. E ancora: “Di sicuro per un lungo periodo l’infezione si è incubata e poi si è diffusa senza che venisse lanciato un allarme nazionale o mondiale. Per quanto riguarda il presente noi conosciamo alcune cose, ma ne ignoriamo molte altre”, rimarca.

Ma non è finita, perché Meluzzi insiste poi sulla necessità di chiudere i porti, così come chiedono dalle parti della Lega: “Il problema è che l’Africa è stata già toccata dal virus e lo dimostrano i primi casi che si sono manifestati in Costa d’Avorio e nel Sahel. Ci sono sei milioni di operai e lavoratori cinesi nei Paesi africani, vere e proprie città cinesi impiantate laggiù, proprio nelle zone da cui provengono le migrazioni, e almeno mille aziende che operano nell’Africa nera. E consideri che in Africa non ci sono i controlli sanitari draconiani che abbiamo noi. – prosegue Meluzzi – Immaginate cosa possa significare per gli africani la diffusione del coronavirus. Di fronte a tutto ciò la prima cosa da fare da parte del governo sarebbe bloccare la grande migrazione, cosa che non mi sembra all’ordine del giorno”, conclude Meluzzi.

2 Risposte a “Coronavirus. Maggiori controlli per chi entra in Italia. di Giacomo-TO”

  1. Grande Giacomino. Grande Meluzzi. Ci vorrebbero milioni e milioni di italiani con il vostro coraggio!
    Bravi, non è facile andare contro corrente!

  2. Purtroppo in Italia chi la pensa come te, caro Giacomo-TO, viene etichettato come fascista e razzista e le porte non vengono chiuse all’invasione, ma a chi come te e come me non la pensiamo come i “buonisti” che mi duole dirlo, ma…. fanno i froci con il culo degli altri!!!!

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