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Cimitero delle Fontanelle, a’ capuzzelle dei tre cuori.

di Antonello Laiso. Siamo a Napoli, città cosmopolita per il turismo, città esoterica dai mille misteri, dove la filosofia di vita acquisita da tempi andati è rimasta nella tradizione delle credenze vere o false che siano dove esiste quel feeling con la vita che scorre e quel feeling con quella morte e l’aldilà.

Qui le anime dei morti sono l’entita’ a cui rivolgersi da cui avere consigli intercessioni ed altro.
Concetta era una ragazza di circa 30 anni era diplomata maestra ma non era riuscita ad inserirsi nella scuola , era di umile famiglia, stava sempre a casa tranne per la spesa che faceva per lei e per i due anziani genitori pensionati cui accudiva,era figlia unica e non aveva avuto mai nessuna storia d’amore anche se era una bella ragazza per via di quel suo carattere introverso e diffidente anche se era caratterialmente una ragazza molto dolce.
Abitava in quella sanita’ cuore pulsante di quel centro storico della citta’ non aveva mai visto e per lo piu’ vicinissimo e nella zona dove abitava quel cimitero delle fontanelle noto per le migliaia di crani conservati ed in bella mostra la cui storia era ognuna diversa dall’ altra .
Era usanza anticamente di adottare un cranio di un anima abbandonata detto appunto “capuzzella” affinche’ questa proteggesse l’adottante ovvero in cambio di protezione.
Ogni angolo corridoio di tale cimitero era ed e’ imperniato in quella storia e leggenda della Napoli antica che si tramanda da generazioni.Quella storia che ha creato quei libri della magia di Napoli.
Concetta un mattina si reca ed entra da sola in qul cimitero delle Fontanelle,ne resta estasiata da quelle luci soffuse e da quelle migliaia di crani depositati in bella mostra e agli occhi dei tanti visitatori,ne guardo’ decine poi centinaia,i suoi occhi erano rapiti da quello spettacolo degno di essere visto da tutti,uno spettacolo della morte in bella mostra a chi e’ in vita,all’ improvviso il suo sguardo cadde con insistenza su un cranio che non era neanche avanti nella fila ma piuttosto indietro, la sua attenzione per tale cranio fu destata da un luccichio di tale,una luce benche’ fioca rifletteva con insistenza sul quelle ossa e creava un piccolo punto luminoso come se fosse ad emanarlo lo stesso cranio del povero defunto che si ripete non si sa chi sia stato come del resto tutti gli altri, lo guardo’ con attenzione ed il suo sguardo e la sua preghiera furono a tale cranio dedicati.
Concetta aveva ai lobi degli orecchini a cui teneva tanto erano in argento gli erano stati regalati dalla mamma tanti anni or sono per la ricorrenza di un Natale,tali erano con un piccolo cuore pendenti, impulsivamente e senza pensarci ne tolse uno e lo apppoggio’ su quel teschio che continuava a lucciccare ,ella adotto’ quindi quel teschio,quella anima pezzentella che rimaneva ignoto .
Da quel momento spesso a casa pregava pensando quel cranio adottato.
Questo ando’ avanti per mesi,finche’ una notte ella infastidita da una luce che rifletteva sul vetro della sua cameretta volle capire meglio da dove potesse provenire,usci’ sul balcone vide un fonte che non era vicina ma non riusciva a capire da dove potesse venire e cosa potesse essere l’origine di quella luce.
Concetta torno’ a dormire,la notte dopo la stessa cosa si verifico’ ovvero quella luce che rifletteva sul vetro del balcone e nonostante quella tenda chiusa era ben visibile,la notte ancora dopo la stessa cosa.
Finche’ una notte Concetta decise di scendere da quel primo piano ed andare in strada seguendo un ipotetico itinererario che aveva ipotizzato dalla sua finestra della provenienza di quella fonte di luce.
Percorse quasi cento metri ed alla fine arrivo ad un palo di luce notturna che avevano sostituito,un palo della luce che da tantissimo non faceva piu’ luce poiche’ obsoleto e con quella lampada da sempre esaurita,quindi capi’ che tale luminosita’ era la fonte e si protraeva fin sui vetri della sua finestra creando quel gioco effetto.
Scoppio’ a ridere infatti ella pensava a ben altro, a qualcosa che potesse avere affinita’ con qualche credenza o con l’aldila’.
Ritornando verso casa scorse all’ improvviso per terra tra i suoi piedi un biglietto del monopoli di gioco,penso qualcuno lo avesse buttato dopo averlo grattato.
Cosi non era il biglietto era intatto non grattato,lo raccolse e torno’ a casa ,la vincita di tale biglietto si otteneva se uscivano tre combinazioni uguali sulla stessa colonna,concetta gratto’ quel biglietto lentamente ,finche’ non scorse sulla terza colonna un orchidea a forma di cuore poi un altra ed una altra ancora.
Aveva vinto ,con un biglietto trovato per strada ,enorme fu il suo stupore,la sua icredulita’ e smarrimento quando si accorse che la vincita era di cento milioni di lire che per quei tempi e per le condizioni economche non agiate della sua famiglia erano una fortuna.
Una fortuna a ridosso di quel Natale alle porte che fu sicuramente diverso dai soliti trascorsi,
da allora concetta ogni lunedi’ seraq in cui trovo il biglietto si reco’ a donare un orchidea a forma di cuore al quel cranio di quell ‘ “anima pezzentella” in quel luogo magico ed esoterico del cimitero delle fontanelle.

6 Risposte a “Cimitero delle Fontanelle, a’ capuzzelle dei tre cuori.”

  1. La.magia,il surreale ,la favola,unito con sapienza ai colori di quella Napoli si una volta .
    Bravo.

  2. Orazio,non si vive di solo pane Napoli è prima arte storia musei poi pizza babà sfogliatelle

  3. Mi dispiace per te caro Carlo, ma io a Napoli ho di meglio dove andare che al “cimitero”!!!! Da Michele per la pizza e dai Ft.lli Attanasio per le sfogliatelle!!! Altro che i vostri teschi!

  4. Grandioso e da vedere a Napoli il cimitero Fontanelli quando ripasso ci vado sempre, racconto di un qualcosa di vero e ben esposto .

  5. In un clima cimiteriale come quello che si respira oggi, mai post fu più azzeccato per stigmatizzare la luttuosità di questi giorni

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