Ci pagano in lire e spendiamo in euro.

Quando l’Italia passò dalla £ira all’uro, scambiando un euro all’incirca con due mila lire, gli stipendi e le pensioni dei “soliti fessi” sono stati calcolati con il convertitore £ira-€uro, cosicchè capitò che salari e pensioni vennero dimezzati, ma i prezzi di beni e servizi raddoppiati, triplicati e in certi casi ancora di più! Quando mai un litro di latte sarebbe costato l’equivalente di tremila e seicento lire? Oggi tutto costa come minimo il doppio di ieri. Ma gli stipendi e le pensioni dei lavoratori dipendenti sono rimasti fermi al palo, non certo le retribuzioni della casta e di chi il prezzo delle proprie prestazioni se lo fa da solo, senza bisogno di attendere alcun tipo di ‘rinnovo contrattuale’ e preferibilmente senza scontrini e ricevute. E ancora stiamo lì a chiederci ‘perchè non si riesce più ad arrivare a fine mese?’.

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