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Breve storia dell’arte pittorica, dalle origini al ventesimo secolo.

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di Alberto Sigona. Per Arte nel senso ampio del termine s’intende tutto ciò che concerne l’attività umana, da quella primitiva (in senso lato) del cacciare gli animali a quella dello scrivere, a quelle più elaborate e complesse come la pittura, la scultura, la musica, il cinema… Noi in questa sede ci occuperemo dell’Arte pittorica, ovvero una delle attività umane più antiche ed apprezzate allo stesso tempo, per mezzo della quale l’uomo si è affrettato a comunicare le proprie emozioni. Non staremo qui ad addentrarci nelle tecniche pittoriche (dalla tempera all’acquerello…), nei supporti utilizzati dai pittori (dalla carta alla tela), nei soggetti dei vari dipinti celebri, anche perché non ne avremmo le competenze necessarie richieste per simili argomenti che di certo meritano di essere trattati da esperti in materia. Noi ci limiteremo invece nel ripercorrere per sommi capo l’evoluzione dell’espressione artistica nel tempo, esaminando in estrema sintesi le varie correnti artistiche succedutesi nel tempo.

Pintura rupestre, Serra da Capivara, Brasil. … | Pintura em ...ARTE PREISTORICA. La storia dell’Arte Pittorica si fa risalire addirittura ai tempi del Paleolitico che, come sappiamo, fu il primo periodo in cui si sviluppò la tecnologia umana con l’introduzione dei primi strumenti in pietra da parte di diverse specie di ominidi (circa 2.5 milioni di anni fa). Naturalmente l’Arte Paleolitica è molto elementare, basata più che altro su disegni appena abbozzati d’animali, la cui rappresentazione è forse riconducibile a riti magici e propiziatori. Non è quindi una vera arte come la intendiamo ai tempi d’oggi ma semplici espressioni visive dell’uomo dell’epoca. Insomma una vera arte primitiva. Con l’avvento del Neolitico (6000-III millennio a.C.) le incisioni rupestri (realizzate in grotte o in muri di pietra), unica espressione artistica dei tempi andati, iniziano pian piano a stilizzarsi, tuttavia siamo ancora alle prese con disegni estremamente essenziali, tranne alcune eccezioni che mostrano delle opere artistiche già di una certa qualità anche se per lo più concernenti la scultura o le armi da caccia che all’epoca erano di una funzione vitale.
Antica Babilonia e Assiria Pittura scultura dalla Mesopotamia Foto ...ARTE MESOPOTAMICA. Con Arte Mesopotamica si considera l’arte sviluppatasi in Mesopotamia in età antica, a partire dal IV millennio a.C. fino a circa il I millennio a.C.. La Mesopotamia faceva parte di quella che era chiamata la mezzaluna fertile, cioè quel territorio che comprende anche la costa sud orientale del mar Mediterraneo (nei territori dell’attuale Siria, Libano, Israele e Giordania) e l’Egitto. Quest’area ha visto la nascita delle più antiche civiltà organizzate, con importanti scambi e influenze reciproche. Fra le popolazioni mesopotamiche ricordiamo i Sumeri, gli Accadi, i Babilonesi e gli Assiri. E sono proprio degli Assiri le uniche vere opere d’arte giunte integre ai giorni nostri. Molte immagini rappresentano scene di guerra e spesso ostentano nel dettaglio e con crudo realismo le torture subite dai popoli sottomessi al potere assiro. Si tratta chiaramente di un’arte molto semplice, ed ha come fine la celebrazione del potere dell’imperatore e scopo di propaganda.
Antico Egitto: Il Canone Delle Proporzioni Nella Figura Umana ...ARTE EGIZIA. L’Arte Egizia dà vita alle prime espressioni artistiche di un certo valore che si fanno apprezzare sino ad oggi, quantunque i nostri gusti siano ormai esigenti più che mai. L’Egitto, infatti, conobbe uno sviluppo culturale molto più lineare e incessante rispetto alle altre civiltà mediterranee, svoltosi senza rotture nette o bruschi mutamenti dalla fine del IV millennio a.C. al I secolo a.C. L’artista egizio non ebbe modelli di civiltà preesistenti e quindi sviluppò opere assolutamente originali. Le finalità di quell’arte non erano propriamente estetiche ma miravano prettamente al culto funerario. Non a caso quasi tutte le decorazioni sono state rinvenute in luoghi nascosti, per lo più all’interno delle Piramidi. In Egitto insomma non vi era ancora la concezione del compiacere ai vivi, ma tutto si svolgeva per attirarsi la benevolenza degli dei, soprattutto nell’aldilà. Un’opera d’arte non fu mai ideata per essere offerta all’ammirazione del popolo o all’abbellimento delle città, tutti propositi che al giorno d’oggi ci paiono imprescindibili ma che all’epoca non avevano ragion d’essere. L’arte in ogni sua espressione era principalmente al servizio del faraone, considerato un dio in terra. C’è da dire che grazie ai dipinti egizi abbiamo potuto conoscere molte cose sulla vita di questo popolo. Nell’antichità, infatti, la pittura aveva per l’artista una funzione narrativa, più che altro per celebrare imprese del passato. Le caratteristiche principali della pittura egizia sono tre: la testa del personaggio è sempre disegnata di profilo, mentre il corpo viene visto di fronte; anche se il volto è di lato, l’occhio era disegnato in pieno; ogni figura si trova con una postura formale, rigida, la posizione del corpo è solenne, ma i volti sono calmi e sereni. Vi è da precisare comunque che la pittura egizia riveste un’importanza storica secondaria se commisurata alle imponenti opere architettoniche che non hanno eguali nella storia antica (piramidi in primis).
Pittura greca - WikiversitàARTE GRECA. Generalmente gli storici dell’arte definiscono l’arte greca come arte prodotta nel mondo di lingua greca in un periodo compreso tra il 1000 a.C. e il 100 a.C. circa. Fino al 320 ca. a.C. l’arte ebbe funzione sostanzialmente pubblica: poteva avere un significato religioso o civico, quale ad esempio la commemorazione di importanti eventi storici o la celebrazione delle vittorie ai giochi olimpici; i Greci trasfiguravano in mitologia anche la storia contemporanea (le vittorie sui Persiani o sui Galati diventavano lotte fra Dei e Giganti). I privati commissionavano solo opere per la sepoltura e il corredo funerario. Le arti decorative erano invece largamente applicate agli oggetti di uso domestico: vasi in terracotta prevalentemente e, per i ceti più elevati, pezzi in bronzo e specchi; spesso gli utensili in argilla e metallo erano decorati da figurine e rilievi. Le uniche pitture originali di ambiente greco a noi pervenute, sono le lastre affrescate della Tomba del tuffatore, scoperta, nel 1968, in una necropoli a poca distanza da Paestum.
Arte etrusca riassunto: architettura, scultura, pittura - Studia ...ARTE ETRUSCA. Per Arte Etrusca si intende l’arte relativa agli Etruschi, popolo inizialmente stanziato nel territorio chiamato Etruria, triangolo compreso tra l’Arno a Nord, il Tevere a Sud e il Mar Tirreno a Ovest. La pittura etrusca si sviluppa nel corso di diversi secoli dall’VIII sino al II secolo a.C. in contemporanea con la più evoluta pittura greca da cui è influenzata in molti aspetti. La pittura etrusca ci fornisce anche un’idea di quello che avrebbe dovuto essere la pittura greca, visto che di quest’ultima non si è conservato praticamente niente. La tecnica pittorica maggiormente gettonata presso gli etruschi era l’affresco. Gli Etruschi avevano un vivo senso del colore, che usavano nelle tonalità più squillanti. Le figure erano molto realistiche (per il tempo) peculiarità evidentemente ereditata dai greci. Grande importanza assume perciò la ritrattistica. Come ogni altra espressione artistica, anche la pittura era finalizzata all’adorazione delle divinità e quindi è presente nelle tombe.
L'arte romana. Da pericolosa ad arte di governo | ExpoitalyartARTE ROMANA. L’Arte Romana si fa risalire ai tempi della Roma antica, dalla fondazione alla caduta dell’Impero d’Occidente, sia nella città di Roma che nel resto d’Italia e nelle province orientali e occidentali. Le forme artistiche autoctone, nella fase delle origini e della Prima Repubblica, sono piuttosto elementari e poco raffinate ma poi il contatto con la civiltà greca Roma innalzerà il valore della propria arte. Tuttavia l’arte romana tenderà sempre ad assimilare le culture dei popoli conquistati. I Romani rappresentavano l’attualità e gli avvenimenti storici. La produzione artistica romana non era mai rivolta a un astratto godimento estetico, tipico dell’arte greca. Dietro le opere d’arte si occultava sempre un fine politico e sociale. All’epoca era quasi d’obbligo per una casa signorile possedere almeno una parete dipinta, da cui deriva una straordinaria ricchezza quantitativa di decorazioni pittoriche arrivate ai giorni nostri.
ARTE BIZANTINA. L’arte nella parte orientale dell’Impero, dopo la caduta dell’Occidente, viene indicata come Arte Bizantina, e consisteva nell’educare i fedeli al senso religioso. A fronte della naturalezza dei gesti delle rappresentazioni figurative occidentali, in Oriente si delinea una figurazione espressa con spiccata frontalità dell’immagine, rigidezza dell’atteggiamento e fissità dello sguardo. Altri punti fondamentali della tecnica pittorica bizantina divennero: sfondi dorati che servivano a dare alle immagini sacre un valore assoluto astraendole da un contesto spaziale; la ieraticità dei volti ed espressioni, quindi, sempre più immutabili e fisse, nell’assenza di qualsiasi dichiarazione di emotività; l’assenza di tridimensionalità per cui le figure, proprio perché immateriali, non potevano mantenere uno spessore proprio delle cose terrene, ma apparire quasi come immagini proiettate, come apparizioni. Sotto il regno di Giustiniano l’arte bizantina si definisce e realizza dei capolavori. In questo periodo si intensificano quei contatti tra Ravenna e Costantinopoli che porteranno alle notevoli espressioni artistiche dei mosaici ravennati. Gli interni delle chiese vengono impreziositi da mosaici quasi a volere sottolineare lo splendore dell’anima rispetto al corpo.
ARTE GOTICA. L’Arte cosiddetta Gotica nasce in Francia nella seconda metà del secolo XII e da lì si diffonde, nei due secoli seguenti, in tutta Europa. In età rinascimentale la produzione artistica di questo periodo verrà denominata gotica con il significato dispregiativo di barbarica; ma in seguito sarà pienamente rivalutata ed ammirata. La pittura Gotica si espresse in Italia per merito soprattutto di Giotto, il miglior interprete di quell’Arte, che con lui compì un vero salto di qualità, toccando livelli di complessità sino ad allora sconosciuti. Giotto fu il primo a rivestire di una corporeità realistica la rappresentazione pittorica delle figure umane andando oltre lo ieratismo bizantino e mostrando i sentimenti realisticamente espressi negli atteggiamenti e nei lineamenti del volto. Inoltre egli introduce lo spazio in pittura servendosi di una prospettiva non ancora evoluta ma efficace. I dipinti gotici sono ancora di argomento religioso ed inizieranno a sfociare nel profano solamente in epoca Rinascimentale. Una sorta di prolungamento, di evoluzione dell’Arte Gotica può dirsi l’Arte TardoGotica. Il TardoGotico è una fase della storia dell’arte europea, collocabile tra la fine del XIV e buona parte XV secolo, con alcune zone dove si prolungò a oltranza fino al XVI secolo. Fu un fenomeno legato soprattutto alle Corti. Il tardo gotico si caratterizzò per l’amore per il lusso, per la preziosità degli oggetti e per l’eleganza formale della rappresentazione artistica; abbondava dunque l’uso dell’oro, dei materiali pregiati, dei colori luminosi e degli smalti. Grande attenzione fu riservata al realismo minuto delle rappresentazioni: ogni oggetto veniva riprodotto nei minimi particolari. Si faceva inoltre uso di colori molto accesi che saltassero subito all’occhio.
La Primavera di Botticelli - Arte Svelata | Blog di Giuseppe NifosìARTE FIAMMINGA. La Pittura Fiamminga è un tipo di pittura nata nel ‘400 nelle Fiandre grazie a Jan Van Eyck. La pittura fiamminga è favorita dalla ricchezza che vi era nelle Fiandre nel ‘400 ed è un’arte di alto pregio e che raffigura molti particolari. L’arte fiamminga ha una visione perfetta e particolareggiata della realtà, tanto che i loro dipinti potrebbero essere associati ad una fotografia. Un’innovazione di grande importanza introdotta dalla scuola quattrocentesca fiamminga fu il perfezionamento della tecnica della pittura ad olio, destinata a determinare una vera e propria svolta nella storia dell’arte. I colori ad olio permettevano, infatti, di ottenere una nitidezza e una luminosità maggiori di quelle consentite dalla tempera, e di rendere un’estesa gamma di toni e trasparenze attraverso sottilissime stesure della miscela pigmentata, chiamate velature. Fra i grandi pittori italiani rimembriamo il Botticelli.
ARTE RINASCIMENTALE. Siamo nella Firenze del Quattrocento, epoca in cui la cultura si esprime nell’esaltazione dell’uomo. Viene riproposta l’antichità classica come modello di umanità (Umanesimo) e si esalta la natura, che viene recepita come musa ispiratrice dell’artista. Sulla scia di questo progresso culturale nascono delle vere e proprie scuole d’arte dove si studia geometria, prospettiva, anatomia e letteratura, segnando la fine della comunità di bottega e della tradizione artigiana di stampo medievale (che era improntata perlopiù al lavoro collettivo). Insomma la pittura diventa una sorta di scienza perfetta (studio della scienza che subisce un’impennata grazie alle innumerevoli scoperte rivoluzionarie che proprio in quegli anni la faranno da padrone) – a cui il Brunelleschi diede un contributo fondamentale – e, infatti, gli artisti dell’epoca sono spesso anche scienziati e matematici (il cui caso più emblematico è quello di Leonardo da Vinci), quasi sempre al servizio e sotto la protezione di vari Signori, ed in certi casi persino del Pontefice. Si avvia, in sostanza, un processo d’emancipazione sociale dell’artista che passa dalla condizione artigiana a quella borghese, e dal livello di operatore manuale a quello d’intellettuale, alla stregua di un Dante o di un Petrarca. Tra gli artisti leggendari del tempo non possiamo esimerci dal rimembrare Leonardo, Michelangelo, Masaccio, Raffaello Sanzio, Beato Angelico, Piero della Francesca, che fecero raggiungere all’arte pittorica la magnificenza assoluta. Il dipinto più noto è senz’altro “La Gioconda” di Leonardo. Al di fuori della Toscana si affermò la pittura veneziana che annoverò fra i maggiori esponenti Giorgione, Tiziano, Tintoretto e Paolo Veronese.
Una sorta di costola del Rinascimento può considerarsi il Manierismo, corrente artistica italiana, soprattutto pittorica, del XVI secolo che si ispira alla maniera, cioè lo stile, di grandi artisti come Raffaello e soprattutto Michelangelo. Fra le caratteristiche ricorrenti nelle opere pittoriche manieriste si regiastra una costruzione della composizione complessa, molto studiata, fino ad essere artificiosa, talvolta con distorsioni della prospettiva, talvolta con eccentricità nella disposizione dei soggetti; un uso importante della luce, finalizzato a sottolineare espressioni e movimenti, a costo di essere a volte irrealistico; grande varietà di sguardi ed espressioni, normalmente legate al soggetto e alla situazione rappresentata: talora intense, dolorose, a volte assenti, metafisiche, a volte maestose, soprannaturali; grande varietà nelle pose, che come quelle di Buonarroti intendono suggerire movimenti, stati d’animo, e quando richiesto la soprannaturalità del soggetto; anche i colori delle vesti, ma talvolta anche degli sfondi, consentono di staccarsi dalle tinte più comuni in natura e portare l’effetto di tutta l’opera su coloriture più artefatte e insolite. Insomma per concludere possiamo affermare che il Manierismo è stato una sorta di esasperazione più o meno condivisibile dell’arte del Rinascimento.
Stanze di Raffaello - WikipediaARTE CLASSICA. L’Arte Classica indica la scuola pittorica che ebbe come centro di diffusione Roma e Bologna, nella seconda meta del XVI secolo. I pittori classicisti si ispiravano alle opere di Michelangelo e soprattutto ai grandiosi affreschi dell’ultimo periodo di Raffaello, come le Stanze Vaticane. Da non confondere con il neoclassicismo, movimento artistico della seconda metà del XVIII secolo, che riprende i canoni formali dell’arte classica antica.
BAROCCO - corrente artistica | Settemuse.itARTE BAROCCA. Barocco è il termite usato dagli storici dell’arte per indicare lo stile dominante nel periodo 1600 –1750. A differenziare l’arte Barocca da quella Rinascimentale concorrono molte caratteristiche, che sono espressione del travaglio culturale e spirituale di questo periodo, che si conclude con la nascita di una nuova scienza e di una nuova filosofia. Da notare innanzitutto la spettacolarità delle rappresentazioni e degli effetti illusionistici. Vi è anche l’esaltazione del sentimento, delle passioni, riuscendo a coinvolgere lo spettatore comune. Non mancano nemmeno l’esaltazione dei particolari, i contrasti di chiaroscuro…Il Barocco divenne in brevissimo tempo, grazie alla sua esuberanza, alla sua teatralità, ai suoi grandiosi effetti e alla magniloquenza profusa su ogni superficie e con ogni materiale, lo stile sia della Chiesa cattolica che delle monarchie europee, tese verso un assolutismo che ha bisogno di esprimere il proprio potere con tutto il fasto possibile. Fra i maggiori interpreti del Barocco ricordiamo il Caravaggio che col suo stile rivoluzionario ha impresso il suo nome nel firmamento artistico. La sua pittura si basava su una eccezionale naturalezza espressiva spesso tendente al cupo: egli prende modelli dalla vita quotidiana, ritrae ambienti umili, fisionomie rozze, vesti stracciate. Le sue figure appaiono vive ed esprimono dolore.
Come evoluzione del Barocco nacque nel ‘700 il Rococò. Caratterizzato da grazia, gioiosità e lucentezza si poneva in netto contrasto con la pesantezza e i colori più cupi adottati dal precedente periodo barocco. I motivi Rococò cercano di riprodurre il sentimento tipico della vita aristocratica, libera da preoccupazioni o del romanzo leggero piuttosto che le battaglie eroiche o le figure religiose.
NeoclassicismoARTE NEOCLASSICA. Sviluppatasi in Europa tra il XVIII e il XIX secolo il Neoclassicismo intendeva raggiungere la perfezione della bellezza attraverso l’imitazione delle opere dell’antichità, e non più attraverso una libera interpretazione di esse come era avvenuto nel Rinascimento. Si guardava perciò ai greci e ai romani considerati da sempre modelli artistici per eccellenza. Ormai non vi è posto per l’inventiva individuale. I temi sono quasi fissi: si preferiscono grandi tele di argomento storico o allegorico. L’arte acquista in questo periodo un valore morale e sociale. Essa deve spingere l’uomo alla virtù attraverso i grandi esempi del passato, che diventano i modelli di un mondo puro e incorrotto. Il neoclassicismo tende a scomparire subito dopo il 1815 con la sconfitta di Napoleone. Nei decenni successivi venne progressivamente sostituito dal Romanticismo.
Arte romantica - WikipediaARTE ROMANTICA. L’Arte Romantica si sviluppa verso la fine del XVIII secolo e gli inizi del XIX secolo in Inghilterra, per poi diffondersi in Francia, Germania, Italia e Spagna. L’arte romantica si contraddistingue principalmente per la riscoperta di antichi valori come l’amore verso la propria donna, la Natura, la propria Patria (da cui scaturì il Patriottismo), la fede in Dio, la libertà in tutte le proprie espressioni. E fu proprio il Romanticismo a dare uno stimolo rilevante verso l’unificazione dell’Italia avvenuta nel 1861.
Il RealismoARTE REALISTICA. Il Realismo è una tendenza artistica sviluppatasi in Francia nel clima politico e culturale della rivoluzione del 1848, come reazione all’approccio fortemente soggettivo e idealistico del Romanticismo. Il realismo tentò di cogliere la realtà sociale in un’epoca di profonde trasformazioni. L’opera d’arte deve apparire, secondo le intenzioni dell’autore, come fedele riproduzione del mondo reale, in conformità con la percezione considerata più consueta e comune. Generalmente il soggetto preferito dai pittori in questione era la gente di basso ceto.
ARTE IMPRESSIONISTA E MODERNA - ArtsLifeARTE IMPRESSIONISTA. L’Impressionismo è iniziato in Francia nella seconda metà dell’Ottocento, ed è durato fino ai primi anni nel Novecento. Se la pratica accademica si fondava sull’accuratezza del disegno, la precisa descrizione dei dettagli, la perfetta definizione delle forme attraverso sfumature di colore e chiaroscuro, gli impressionisti, invece, elaborarono una tecnica pittorica in grado di riprodurre la percezione visiva del reale, nella quale i contorni non sono mai netti e i colori, colpiti dalla luce, appaiono vivi, spesso cangianti. Possiamo affermare che l’Impressionismo rappresentò uno spartiacque col passato: fin dalle epoche più remote, in un modo o nell’altro, si registrava una continua ricerca della perfezione, magari argutamente celata nelle intenzioni ma pur sempre percepibile; con l’avvento dell’Impressionismo invece la ricerca della migliore tecnica artistica praticabile, del bello, della rappresentazione del particolare, cede il passo ad altre aspirazioni, come quella di limitarsi a stupire lo spettatore, impressionarlo appunto. D’ora in poi l’arte pittorica non sarà più la stessa. Non perseguirà più gli ideali cardini della tradizione per rifulgere da se stessa, dalle proprie prerogative logiche. Un’Arte che di certo potrà essere apprezzata solo da intenditori e non più dall’uomo della strada. Il propulsore di questo mutamento radicale che rivoluzionerà per sempre il modo d’intendere l’opera d’arte è stato sicuramente Claude Monet.
ARTE CONTEMPORANEA. L’Arte suddetta, nata sulla scia dell’Impressionismo, abbraccia un lasso di tempo che principia alla fine del 1800 per protrarsi sino ai giorni nostri. L’Arte in questione comprende a sua volta un’infinità di correnti artistiche (perlopiù accomunati dal rifiuto o comunque dal conscio superamento dei canoni estetici affermatisi nell’arte occidentale a partire dal Rinascimento) tanto che trattarle tutte sarebbe impossibile. La fondamentale messa in discussione dei principi estetici della tradizione, che caratterizzò tutte le arti alla fine del XIX secolo, comportò un’autentica rivoluzione, che esplose all’inizio del XX secolo con le cosiddette “avanguardie artistiche”. Fra le tendenze che esercitarono maggiore influenza sullo sviluppo dell’arte successiva ricordiamo il Fauvismo, l’Espressionismo, il Cubismo, il Futurismo, il Surrealismo, il Minimalismo… di cui tratteremo fra poco. Comune denominatore degli artisti della fine del XIX secolo fu la ricerca di un’arte che, non più volta a una rappresentazione esclusivamente realistica, fosse in primo luogo espressione diretta dell’individualità dell’artista e della sua visione del mondo. Forse l’aspetto che definisce meglio l’arte contemporanea è la difficoltà di definirla criticamente. Prima della fine degli anni sessanta infatti la maggior parte delle opere poteva essere etichettata facilmente come frutto di una particolare scuola pittorica. La sempre maggior velocità e mole di scambi di idee, risorse economiche, informazioni e cultura intorno al globo avviene anche nel mondo dell’arte. Molte delle barriere e distinzioni all’interno dell’arte sono ormai cadute definitivamente. Ma esaminiamo in estrema sintesi le singole correnti pittoriche, di fronte alle quali molti puristi storceranno il naso.
ACTION PAINTING. Letteralmente pittura d’azione, è uno stile di pittura nella quale il colore viene fatto sgocciolare spontaneamente, lanciato o macchiato sulle tele!, invece che applicato con attenzione.
AEROPITTURA. Manifesta l’entusiasmo per il volo, il dinamismo e la velocità aeree.
AMBULANTE. Arte realizzata da pittori russi (attorno al 1870) che si proponevano di avvicinare l’arte alle masse popolari, dipingendo soggetti intimi e sentimentali, realistici, e organizzando mostre itineranti. I temi della pittura degli Ambulanti erano legati alla storia della Russia, alla religione, al mondo contadino.
ARTE ANACRONISTICA. L’Arte in questione era una tendenza artistica (definita anche citazionismo, ipermanierismo o pittura colta), emersa all’inizio degli anni ’80 del Novecento, caratterizzata dalla libera citazione e dal recupero di tecniche, stili e temi dell’arte del passato.
ART BRUT. Il concetto di Art Brut indica le produzioni artistiche realizzate da non professionisti o pensionanti dell’ospedale psichiatrico che operano al di fuori delle norme estetiche convenzionali (autodidatti, psicotici, prigionieri, persone completamente digiune di cultura artistica), insomma un’arte spontanea, senza pretese culturali e senza alcuna riflessione.
ARTE CINETICA. Si propone di introdurre l’illusione del movimento nell’opera artistica.
ARTE CONCETTUALE. Si definisce arte concettuale qualunque espressione artistica in cui i concetti e le idee espresse siano più importanti del risultato estetico e percettivo dell’opera stessa. La spoliazione artistica, in certi casi, raggiunge il suo punto massimo.
ARTE CORRENTE. Provenienti da orizzonti culturali assai diversi, gli artisti della Corrente erano animati da un comune desiderio di aprirsi alla cultura moderna europea deplorando le spinte autarchiche e l’isolamento culturale promossi dalla politica fascista.
ART DECO’. Caratteristiche principali erano le linee pulite, la simmetria e l’eleganza delle forme, associate alla preferenza per i brillanti colori primari e per materiali lucidi e perfettamente levigati. Assai frequenti furono i riferimenti all’arte greca, così come i motivi egiziani, divenuti una moda in seguito alla scoperta della tomba del faraone Tutankhamon, nel 1922.
ARTE IMPEGNATA. Dicasi Arte Impegnata ogni forma d’arte che pone l’accento sulla contemporanea storia sociale e politica.
ARTE INFORMALE. L’informale è una concezione ribelle dell’arte. L’informale cioè “rifiuta la forma” per intervenire direttamente nella materia con un segno espressivo e un gesto spontaneo. L’Arte in questione non è una corrente in sè, ma comprende differenti movimenti artistici.
ARTE NAIF. Espressione con cui si definisce una produzione artistica non mediata da alcun tipo di preparazione accademica, opera di pittori perlopiù autodidatti: il termine francese naïf significa, infatti, ‘nativo, ingenuo’. E’ una pittura che ricorda quella dei bambini, ma non per questo priva di valore, anzi.
ARTE NOUVEAU (LIBERTY). Si ispira alla natura di cui studia gli elementi strutturali, traducendoli in una linea dinamica e ondulata. Semplici figure sembravano prendere vita ed evolversi naturalmente in forme simili a piante o fiori. Gli artisti dell’Art Nouveau sono stati i primi in assoluto a prestare la loro opera per la creazione di manifesti e locandine pubblicitarie che oggi sono considerate vere opere d’arte. Il periodo storico dell’Art Nouveau coincide con quella che viene ricordata come la “Belle Époque”.
ARTE NON OGGETTIVA E’ una corrente artistica che tende a rappresentare la realtà attraverso la visione dell’artista. La realtà infatti non viene dipinta come essa si presenta, ma secondo l’interpretazione personale dell’autore. Nell’arte non-oggettiva non esistono schemi, l’artista rielavora liberamente la realtà.
ARTE NUCLEARE Nel Manifesto della Pittura Nucleare (pubblicato nel 1952 a Bruxelles), si esprime l’urgenza di elaborare un linguaggio artistico nuovo che, partendo da posizioni surrealiste, fosse in grado di rappresentare il momento di angoscia e smarrimento della società contemporanea. Gli autori iniziano a rappresentare soggetti non visibili, entità astratte dettate dal caso, marcando la sottile linea tra reale e surreale. Nelle loro menti inizia a farsi strada l’idea dell’esistenza di universi subumani e subatomici, costituiti da microbi, feti ed embrioni, da radiazioni e onde magnetiche e da funghi atomici…
ARTE POVERA Il movimento usa fare ricorso a materiali “poveri” come terra, legno, ferro, stracci, plastica, scarti industriali, con l’intento di evocare le strutture originarie del linguaggio della società contemporanea dopo averne corroso abitudini e conformismi semantici.
ARTE PROGRAMMATA Intende l’attività artistica come un costruire che tiene conto di leggi matematiche, scientifiche e meccaniche. Ci si volge ad esaminare non le immagini nel loro essere ma nel loro divenire.
ARTE SPAZIALE Gli spazialisti rifiutano i principi estetici del realismo: essi infatti propongono una visione cosmica della realtà e rappresentano un’arte astratta che si propone di usare gli spazi come materia plastica. I pittori spazialisti non hanno come priorità l’immagine pittorica in sé, e non desiderano semplicemente definire una corrente di stile bensì affrontare attraverso l’opera d’arte non solo pittorica il problema della percezione onnicomprensiva dello Spazio inteso come somma delle categorie assolute di Tempo, Direzione, Suono, Luce.
BAD PAINTING Sminuisce con immagini inutili e spesso volgari, temi ritenuti importanti. Nello stesso tempo, al contrario, sono esaltati temi banali e frivoli..
BAMBOCCIATE La produzione dei Bamboccianti è ricca di scene di vita quotidiana, di ambito contadino e urbano, incentrate su mendicanti, straccioni, “pitocchi” e ciarlatani che si muovono tra umili botteghe, quartieri malfamati, mercati affollati, feste e processioni
BODY ART Il principale mezzo espressivo usato per questo genere artistico è il corpo umano. Il corpo è usato per allestire eventi estemporanei con movimenti corporei accompagnati da musica, elementi scenografici, danze, sequenze di azioni e gesti. La Body Art rende il corpo protagonista assoluto considerandolo soggetto e oggetto dell’espressione artistica ed esibendolo come opera.
CHARISMO Generi preferiti erano paesaggi e ritratti, che i pittori chiaristi dipingevano con colori chiari. Le composizioni, costruite per macchie di colore stese con pennellate spesse ed energiche su un fondo bianco, assumevano un aspetto simile a quello della pittura ad affresco.
CO.BR.A. Fu un movimento artistico d’avanguardia europeo attivo dal 1949 sino al 1953. Il nome fu coniato nel 1948 da Christian Dotremont, facendolo derivare dalle iniziali del nome delle città dei vari componenti: Copenaghen, Bruxelles, Amsterdam. La principale caratterista del gruppo CO.BR.A risiede nella pittura semiastratta, utilizzando colori molto brillanti, violente pennellate e figure umane distorte, ispirate all’arte primitiva.
COLOR FIELD PAINTING Esclude qualsiasi interesse per il valore del segno, della forma o della materia, badando solamente al colore.
CUBISMO Nelle opere cubiste il soggetto è spezzato, analizzato e riassemblato in una forma astratta. Lo sfondo e i piani prospettici si compenetrano, creando un ambiguo spazio vuoto caratteristico del cubismo. L’emblema del Cubismo è stato naturalmente Pablo Picasso.
DADAISMO. Gli artisti dada sono stati volutamente irrispettosi, stravaganti, provavano disgusto nei confronti delle usanze del passato; ricercavano la libertà di creatività per la quale utilizzavano tutti i materiali e le forme disponibili. Dada nacque come protesta contro il barbarismo della Prima Guerra Mondiale, in seguito il movimento divenne più improntato su una sorta di nichilismo artistico, che escludeva e condannava la rigidità e il manierismo in vari campi dell’arte come la letteratura, la pittura, la scultura. Secondo i dadaisti stessi, il dadaismo non era arte, era anti-arte.
DECADENTISMO. In pittura si definisce Decadentismo, la corrente d’arte nata dalla scuola degli artisti simbolisti che operavano fra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo e di tutti quei pittori che rappresentavano soggetti artificiosi e strani. Fra i più famosi, James Ensor e Edvard Munch.
DE STIJL. Viene abolita l’illusione della profondità. Tutto si basa sugli elementari della linea, del piano e dei colori primari.
DIVISIONISMO. La tecnica dei divisionisti prevedeva il concetto di scomposizione del colore per rappresentare al meglio la simultanea realtà sull’esempio del Puntinismo francese. I colori non dovranno essere mescolati ma anzi accostati così da creare il contrasto simultaneo.
ENFATISMO. Si basa sull’enfatizzazione di ogni esperienza di vita, che deve divenire estetica e totalizzante. L’enfatismo propone una rivoluzione percettiva, che contrappone la realtà soggettiva concreta, dilagante, a quella oggettiva, permanente ma schiacciata dall’anima e dalla coscienza consapevole della persona e dell’artista. Il senso enfatistico tende pertanto a esagerare sia nello spirito, con la costruzione di complesse impalcature di pensiero, sia nella realtà con la trasfigurazione della pienezza soggettiva, concretizzata in un fasto diffuso, nella volontà di stupire ed esaltare coloro che cercano di stupire.
ELEMENTARISMO. Abbraccia tutte le forme di pittura geometrica.
ESPRESSIONISMO. Con il termine Espressionismo si usa definire la propensione di un artista ad agevolare, drammatizzandolo, il dato emotivo della realtà rispetto a quello avvertibile oggettivamente. La natura dell’espressionismo è ricca di contenuti sociali e di drammatica testimonianza della realtà. Il linguaggio degli espressionisti si basa sull’utilizzo di colori violenti ed a tratti innaturali e sull’uso di linee robuste e spezzate. Essi non applicano le leggi della prospettiva e non si prodigano di dare l’illusione del volume e della profondità: colori e linee sono adeguati a comunicare con veemente aggressività la visione drammatica e sfiduciata che questi artisti hanno del mondo e della società in cui vivono. L’Espressionismo (il primo impiego del termine appare su una rivista nel 1911) nasce e si diffonde nei paesi di lingua tedesca tra il 1900 e il 1910, ma presto influenzerà, oltre che le arti figurative, la letteratura, il teatro, il cinema e l’architettura in altre nazioni dell’Occidente europeo.Il quadro più celebre del movimento (e probabilmente degli ultimi 300 anni) è L’URLO di Edvard Munch. Da un punto di vista stilistico, la pittura espressionista nasce soprattutto dalle tele di Vincent Van Gogh e da quelle di Paul Gauguin, che sottolineano le loro esperienze emozionali e spirituali della vita, con colori forti e pennellate violente. Differenze tra Impressionismo e Espressionismo E’ facile fare confusione tra i due termini, vediamo in poche parole di darne una definizione.
L’Impressionismo è un movimento pittorico che deriva direttamente dal realismo e che si interessa soprattutto della rappresentazione della realtà quotidiana, senza occuparsi di problemi politici ed ideologici, ma solo dei lati gradevoli della società del tempo.
L’artista impressionista si focalizza sull’interazione tra la luce e l’occhio; dipinge ciò che vede. Quindi in un certo senso potremmo dire che è più “fotografico”
L’Espressionismo, invece è un movimento artistico in cui prevale la deformazione di alcuni aspetti della realtà, così da accentuarne i valori emozionali ed espressivi; esso coinvolse anche la letteratura, la musica ed il teatro.
L’Espressionismo è caratterizzato dalla manifestazione diretta, tramite il segno e il colore, dell’esperienza emozionale e spirituale della realtà, così come la sperimenta l’artista. Dipinge ciò che sente.
Quindi possiamo dire che è una tecnica più “spirituale”.
Una derivazione dell’Espressionismo sarà il cosiddetto Espressionismo Astratto vedi nota1 (Kandinsky).
EVENTUALISMO. L’Eventualismo è volto a raccogliere tra il pubblico esperienze individuali e assolutamente non prevedibili, quindi eventuali, casuali, rivelatrici di caratteri latenti. Nonostante le impressioni siano determinate da uno stesso stimolo, queste sono sentite ed elaborate intimamente da ogni individuo in maniera differente. Per intenderci è un po’ quando uno psicologo ci chiede di dare un senso a delle figure apparentemente astruse e che si prestano a diverse interpretazioni.
FAUVISMO. Il primo ad utilizzare il termine fauves fu un critico d’arte, che definì la sala in cui esponevano questi artisti come una “cage aux fauves” cioè una “gabbia delle belve”, per la “selvaggia” violenza espressiva del colore. Culturalmente vicini all’espressionismo, questi artisti si differenziano dal gruppo tedesco per il fatto che hanno una minore angoscia esistenziale e un maggiore interesse per il colore. Tale movimento operò la frattura definitiva con il tradizionale uso naturalistico del colore: in un ritratto, il naso poteva essere anche verde, se ciò contribuiva alla composizione e alla valenza espressiva del dipinto.
FUTURISMO. Il futurismo si colloca sull’onda della rivoluzione tecnologica dei primi anni del ‘900 (la Belle époque), esaltandone la fiducia illimitata nel progresso e decretando violentemente la fine delle vecchie ideologie (il passatismo). Esalta il dinamismo, la velocità, l’industria, perfino la guerra intesa come “igiene del mondo”. Nelle opere futuriste a prevalere è l’elemento dinamico. Fondamentale per il processo di graduale definizione teorica e stilistica del futurismo pittorico fu la conoscenza delle opere di Picasso e dei Cubisti, che diede l’impulso decisivo all’elaborazione di una tecnica all’altezza della poetica formulata, in grado di rendere il movimento dei corpi, la simultaneità degli eventi, la compenetrazione e la disgregazione degli spazi.
FUNK ART. Vi sono continui richiami al sesso, alla religione, all’ironia nella politica.
GRAFFITISMO. La culla del graffitismo fu la pittura murale, ed era quasi sempre associata ad atti di vandalismo, poichè come supporti espressivi venivano spesso usati mezzi pubblici o edifici di interesse storico. Col tempo gli artisti hanno iniziato ad esprimersi in campi più protetti, in cui dipingere legalmente, previo accordo con le amministrazioni locali. Per le loro opere in genere utilizzano le bombolette spray.
IPERREALISMO. Noto anche come ‘realismo radicale’, ‘realismo fotografico’ o “fotorealismo”, rappresenta la realtà partendo da un’immagine fotografica, ingrandita il più possibile, e riportandola come disegno, cercando di essere più fedeli della normale percezione, se possibile. Gli artisti che si riconobbero nella corrente intendevano riprodurre nelle loro opere il dato oggettivo in modo perfettamente realistico, escludendo ogni lettura o interpretazione di tipo psicologico, sociale, simbolico, emotivo. Tale atteggiamento poetico si traduceva in lavori caratterizzati da un’estrema precisione rappresentativa e da una quasi ossessiva attenzione ai dettagli.
LAND ART. Essa è perlopiù caratterizzata dall’abbandono dei mezzi artistici tradizionali per un intervento diretto dell’operatore sulla natura. In tale scelta è insito un rifiuto del museo come luogo dell’opera d’arte: le opere hanno in genere carattere effimero e restano affidate specialmente alla documentazione fotografica.
LINEARISMO. Nella terminologia critica delle arti figurative, s’intende la tendenza a far prevalere la linea su ogni altro elemento di un’opera pittorica o grafica.
MACCHIAIOLI. Il movimento dei Macchiaioli nasce di fatto nel 1856, affermando che la forma non esiste, ma è creata dalla luce, come macchie di colore distinte o sovrapposte ad altre macchie di colore, perché la luce, colpendo gli oggetti, viene rinviata al nostro occhio come colore. Secondo i teorici, l’arte di questi pittori, consisteva: “nel rendere le impressioni che ricevevano dal vero col mezzo di macchie di colori di chiari e di scuri”. In effetti il colore è, per l’individuo, l’unico modo di entrare in contatto con la realtà, che dovrà, per i macchiaioli, essere restituita nel quadro come una composizione a macchie.
MASSUREALISMO. E’ uno sviluppo ulteriore del surrealismo, una combinazione dell’arte con i mass media.
METAFISICA. L’obiettivo comune degli artisti metafisici è quello di andare oltre l’apparenza dei fenomeni per cogliere l’essenza della realtà, il senso profondo delle cose. Il termine metafisico significa infatti al di là del fisico, di ciò che è concreto e tangibile e appartiene al mondo naturale. Possiamo anche dire che con questo termine si raffigura l’inconscio e il sogno, il surreale. In molte opere metafisiche troviamo per esempio dei paesaggi che appaiono realistici ma sono assemblati in modo confuso come si possono vedere in un sogno.
MINIMALISMO. Movimento caratterizzato dalla predilezione per forme estremamente semplici. Spesso l’esecuzione è sottratta alla mano dell’artista e affodata alla precisione dello strumento meccanico.
POP ART. Gli artisti riprendono le immagini dei mezzi di comunicazione di massa, del mondo del cinema e dell’intrattenimento, della pubblicità. I temi raffigurati sono estremamente vari: prodotti di largo consumo, oggetti di uso comune, personaggi del cinema e della televisione, immagini dei cartelloni pubblicitari, insegne, foto di giornali. Il nome deriva dalla contrazione dell’inglese Popular Art, arte ‘popolare’ in senso moderno, ossia che faccia uso di linguaggi quotidiani dell’odierna società di massa, propri della comunicazione commerciale, cinematografica, televisiva o della stampa periodica.
PRIMITIVISMO. Il primitivismo è la tendenza di personalità e movimenti europei a trarre ispirazione da manifestazioni artistiche e culturali delle cosiddette civiltà primitive, considerate come una leggendaria età dell’oro.
RAGGISMO. Con questa corrente pittorica, la pittura acquisiva più forza nella rappresentazione della luce e dei suoi effetti, nel conglobamento dello spettro cromatico, nella diffusione, rifrazione e diffrazione dei raggi luminosi sui vari oggetti.
SIMBOLISMO. Il simbolismo prende lo spunto da una della più celebri poesie di Charles Baudelaire, «Correspondences», in cui il poeta francese scrive che tutte le cose hanno tra di loro un legame misterioso, per cui spesso una ne richiama l’altra, come un profumo o un colore o una musica richiamano ricordi e tempi lontani.
SUPREMATISMO. Il Suprematismo è un movimento artistico incentrato su forme a base geometrica, come cerchi, quadrati, linee e rettangoli, verniciate in una gamma limitata di colori.
SURREALISMO. I surrealisti miravano all’espressione il più possibile spontanea, casuale, di elementi onirici e inconsci. Accostamenti inconsueti tra elementi del reale, deformazioni zoomorfe, atmosfere stranianti proprie della pittura metafisica, composizioni inaudite sono alcuni dei procedimenti e delle declinazioni stilistiche più caratteristiche del movimento.
Il termine indica quelle opere pittoriche e plastiche che esulano dalla rappresentazione oggettiva della realtà. Con il termine “astrattismo” vengono quindi indicate tutte le forme di espressione artistica dove non vi siano appigli che consentano di ricondurre l’immagine dipinta ad una qualsiasi rappresentazione della realta’. Vasilij Kandinskij fu il caposcuola di questa corrente bizzarra.

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