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Aspettando la ‘maglia rosa 2020’, riviviamo insieme la storia degli ultimi Giri d’Italia.

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di Alberto Sigona. In attesa di sapere chi trionferà in questo 2020, riviviamo i “Giri” degli ultimi vent’anni. Il campione in carica è l’ecuadoriano Richard Carapaz, che però ha scelto di non difendere il titolo nell’edizione numero 103. L’ultimo ciclista italiano a vincere il Trofeo Infinito è stato Vincenzo Nibali nel 2016. Da Coppi e Bartali, passando per Pantani, ecco alcuni dei corridori che hanno trionfato in maglia rosa.

1998
È l’unica affermazione del celebre scalatore Marco Pantani. Il Pirata costruisce un buon vantaggio (quasi un minuto e mezzo) sulle salite più dure, difendendosi molto bene nelle prove a cronometro. Alla fine il corridore di Cesenatico trionfò con 1’33’’ su Tonkov e 6’51’’ su Guerini. Poi in estate sarebbe arrivata l’apoteosi con il trionfo al Tour de France: sinora è l’ultimo ciclista ad essere riuscito nell’impresa.
1999
È il Giro tristemente noto per la vicenda Pantani, sospeso per ematocrito alto a poche tappe dal termine, quando si apprestava a vincere in surplace la seconda Corsa Rosa di seguito (pare che il corridore di Cesenatico sia stato vittima di un complotto ordito dalla criminalità organizzata dedita alle scommesse clandestine). La vittoria finale arrise quindi ad Ivan Gotti, che precedette Savoldelli e Simoni di oltre 3’ e mezzo.
2000
S’impose Stefano Garzelli, strappando nella penultima tappa a cronometro la maglia di leader a Francesco Casagrande, che lo precedeva di meno di mezzo minuto. Alla fine Garzelli trionfò con 1’27’’ su Casagrande ed 1’33’’ su Simoni.
2001
Netta affermazione di Gilberto Simoni, che trionfò con 7’31’’ sullo spagnolo Olano e 8’37’’ sull’altro iberico Osa.
2002
S’impose il grande discesista Paolo Savoldelli, con 1’41’’ sull’americano Hamilton. A 2’12’’ finì Caucchioli.
2003
Si registrò il boom di Gilberto Simoni, che ammazzò la concorrenza. Simoni, mostrandosi a suo agio sia in montagna che a cronometro, precedette Garzelli e l’ucraino Popovych di oltre 7’. Si mise in gran evidenza il velocista emergente Alessandro Petacchi, che con 6 vittorie sembrò raccogliere il testimone da super Mario Cipollini, che proprio in quel Giro, grazie a 2 successi, superò Binda diventando il plurivittorioso di sempre alla corsa rosa, con ben 42 tappe, contro le 41 di “don” Alfredo.
2004
S’impone a sorpresa il giovanissimo outsider Damiano Cunego, nell’anno della morte di Pantani. Alle sue spalle si piazzano l’ucraino Gontchar e il suo capitano Simoni, che non prende affatto bene il successo del ciclista veronese, il quale non si ripeterà più a questi livelli, deludendo coloro che avevano visto in lui l’erede del compianto Pantani. Si segnala l’exploit del velocista Alessandro Petacchi, autore addirittura di 9 vittorie di tappa, come mai nessuno era riuscito a fare nel Dopoguerra.
2005
Ultimo acuto per il falco Savoldelli. Egli dopo la 18^ tappa vantava 2’09” su G. Simoni e 3’00” su J. Ruyano (Venezuela), e sembrava aver ipotecato il Giro. Ma nella 19^ i due principali antagonisti vanno all’attacco, infliggendo a Paolo oltre 2’20”: la Maglia Rosa è virtualmente perduta. In discesa però il bergamasco recupera circa 30”, conservando il simbolo del primato per 28” appena.
2006
Ivan Basso trionfa a redini basse davanti allo spagnolo Gutierrez ed al solito Simoni.
2007
Si registra il successo di Di Luca, che dopo qualche anno sarà coinvolto in un ciclone-doping. Alle sue spalle si piazzò il lussemburghese Andy Schleck a 1’55’’, terzo E.Mazzoleni a 2’28’’.
2008
Lo spagnolo Alberto Contador trionfa con 1’57’’ sulla giovane promessa Riccardo Riccò, che dopo pochi mesi verrà travolto dallo scandalo doping più triste della storia d’Italia, ponendo fine alla sua carriera. Terza piazza per Bruseghin.
2009
Vince il russo D. Menchov con 1’59’’ su Franco Pellizotti e 3’46’’ sullo spagnolo Sastre. Di Luca, terminato secondo, sarà poi squalificato per doping.
2010
Dopo una lunga squalifica torna a vincere Ivan Basso, distanziando lo spagnolo Arroyo (protagonista di una fuga bidone) di 1’51’’ e Vincenzo Nibali di 2’37’’.
2011
Vince Michele Scarponi a tavolino, dopo la squalifica per doping di Contador. A 46’’ da Scarponi si piazza Nibali. Terzo posto per il francese Gadret. Si registra purtroppo la morte del belga Weilandt, a causa di una caduta.
2012
Vince a sorpresa il canadese Hesjedal con soli 16’’ sullo spagnolo J.Rodriguez, che ha dovuto cedere il simbolo del primato dopo l’ultima tappa a cronometro, sciupando i 31’’ di margine che aveva sul canadese. Sul podio sale anche il belga De Gendt.
2013
Stravince uno dei Giri più freddi di sempre Vincenzo Nibali, con 4’43’’ sul colombiano Rigoberto Uran. Terza piazza per l’australiano Evans.
2014
Trionfa il colombiano Nairo Quintana, strappando la maglia rosa al connazionale Rigoberto Uran (che vantava 2’40” di vantaggio) dopo una piccola grande impresa d’altri tempi (60 km di fuga solitaria) realizzata nella 16^ tappa (con Gavia e Stelvio da scalare), nel corso della quale il colombiano (vincendo con 8’’ su Hesyedal), in condizioni climatiche proibitive, riesce a staccare il rivale di oltre 4’. Alla fine Quintana precedette Uran di 2’58’’ e la giovane promessa italiana Fabio Aru di 4’04’’.
2015
Torna al successo lo spagnolo Alberto Contador, che nel finale di Giro stringe i denti e scongiura il ritorno del giovane sardo Fabio Aru, alla fine staccato di 2’02’’, per un trionfo che ridà prestigio ad una Corsa ultimamente troppo snobbata dai big. Terzo posto per l’altro spagnolo Landa Meana (a 3’14’’).
2016
V. Nibali sembra la controfigura di se stesso, e dopo le primissime asperità è già tagliato fuori dalla lotta per la maglia rosa (trovandosi a -4’40”). Poi alla 19^ frazione arriva l’acuto che non t’aspetti, ed il siciliano (scattato a -5km) taglia il traguardo con circa 50” sul colombiano Chaves (che diventa M. Rosa) e quasi 5′ sul leader della Generale Kruijswijk (Olanda), che, anche a causa di una caduta rimediata in discesa, perde la prima posizione in classifica. Nibali pertanto si ritrova a -44” da Chaves, confidando nel completamento di una fantastica rimonta. Rimonta che di fatto arriva il giorno dopo, rifilando oltre un minuto e mezzo al giovanissimo colombiano, aggiudicandosi la sua seconda Corsa Rosa con 52” di margine.
2017
Il 100° Giro d’Italia termina fra le grinfie di Tom Dumoulin (primo olandese di sempre ad aggiudicarsi la corsa rosa), che spadroneggia a cronometro, cavandosela piuttosto bene anche sulle montagne. Il “tulipano” veste il simbolo del primato per buona parte della corsa (arrivando a condurre anche di 2’47”), perdendolo per circa mezzo minuto, a vantaggio del colombiano Quintana, solamente dopo la terzultima tappa. Quindi, nella tappa di montagna successiva, l’olandese perderà ulteriori secondi dagli avversari, scivolando al 4° posto a 53” dal leader. Ma Dumoulin conferma tutte le sue ottime doti di cronoman, recuperando proprio nell’ultimo atto (una crono di 30 km) lo svantaggio accumulato nei confronti di coloro che lo precedevano in graduatoria, aggiudicandosi il Giro con circa mezzo minuto su Quintana e Nibali, unico italiano ad accaparrarsi una tappa in quello che rimarrà alla storia come la corsa rosa più avara di soddisfazioni per i nostri colori, a conferma di come lo sport si stia sempre più globalizzando.
2018
Trionfa al termine di una sontuosa rimonta (che gli permette di recuperare oltre 3′) il britannico C. Froome (già vincitore di 4 Tour). Egli nella tappa n.19 va in fuga ai -80 km, per andare a vincere con oltre 3′ sui big, strappando la M. Rosa al connazionale S. Yates (che perde oltre 40′!). Froome si aggiudicò il suo primo Giro con 40” su Dumoulin e 4’57” sul colombiano Angel Lopez.
2019
La classica vittoria che non t’aspetti. R. Carapaz, scalatore ecuadoriano, fra i meno accreditati della vigilia, si aggiudica a sorpresa la 102^ ediz. della Corsa Rosa, precedendo l’italiano V. Nibali e lo sloveno P. Roglic.

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