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Aspettando il vaccino… di Antonello Laiso

di Antonello Laiso. La gente è confusa, ma la paura del morbo fa dimenticare privacy e democrazia, per ora la popolazione ha accettato quel lockdown imposto.
Del resto l’eterno e onnipresente flusso informativo incute quella paura anche che tali misure vengano rispettate.
Si vive così nell’ansia tra le limitazioni e restrizioni della libertà personale, e quando per necessita’ si esce si puo’ anche rischiare dal’essere intercettati con i droni, con i telefonini o altro, si aspetta tra i bollettini periodici della protezione civile, e sperando che quella maledetta curva come un grafico di borsa tenda al ribasso e nella speranza di modificare quelle nostre vite.
Molti, tanti in particolar modo nella nostra Regione, capitale del sommerso, di quel lavoro nero di quel lavoro di necessita’ che pur essendo illegale permetteva una quotidianeita’, necessaria ed indispensabile a tante famiglie hanno visto vanificato quella già eterea speranza, quella quotidianeita’ che tante volte e’ la vita della citta’ di questa citta’ nota nel mondo per l’arte di arrangiarsi, quell’arte che ora che ora di pari passo diviene solo un ricordo di Eduardiana memoria .
Quelle attivita’ commerciali già in difficolta’ chiuse, quei tantissimi lavori che conosciamo legati a quell’indotto notevolissimo che non esiste piu’ ora e che probabilmente non esistera’ anche dopo.
Si e’ sospeso una democrazia, sia nel legale e anche in quell’illegale molte volte tollerato che permetteva una sopravvivenza per questa emergenza sanitaria.
Si attende quel vaccino miracoloso che al momento tante case farmaceutiche con solerzia considerato anche non da meno quella parte di enormi ricavi economici che produrra’ miliardi di euro si apprestano a sperimentare nelle varie fasi prima di una possibile commercializzazione non prima se tutto va bene e non prima della fine dell’estate.
La catastrofe sanitaria che in questi giorni drammaticamente stiamo vivendo anche se non in prima persona ha richiesto quelle misure che molti definiscono come perdita’ di quelle liberta’ fondamentali a cui non si dovrebbe mai rinunciare facilmente, le ordinanze Regionali di diverse Regioni spesso fanno da contraltare a altre ordinanze Nazionali del Consiglio dei Ministri, la confusione diventa enorme se una cosa il giorno dopo non e’ più quella.
L’emergenza sanitaria auspichiamo che tra non molto restera’ a ricordo nei libri di storia, un ricordo a quelle tante persone scomparse tra cui i sanitari, quel ricordo che i nostri figli adolescenti ragazzi avranno ben impresso per tutta la loro vita e che racconteranno ai loro figli, anche loro infatti come tutti si sono sottomessi a quella privazione della liberta’.
Ma dopo rimarra’ altra tragedia non meno pregante di quella attuale, quella tragedia che nonostante gli sforzi che vediamo in questi giorni con aiuti a pioggia non si risolvera’ tanto facilmente in particolar modo nel nostro paese caratterizzato da quel già altissimo debito pubblico.

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