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Abbiamo meno tempo e poche… panchine. di Francesco Alberoni

di Francesco Alberoni. In Italia abbiamo un buon reddito nazionale, le nostre industrie vanno discretamente, il nostro cibo è molto buono, il nostro apparato sanitario almeno nel Nord è efficiente, la nostra scuola è ancora basata su principi sani, abbiamo dei buoni trasporti, molti cittadini hanno il computer, il cellulare, internet.

Eppure nonostante tutto questo c’è un disagio. Un sentimento diffuso è quello di avere meno tempo. La gente ha effettivamente meno tempo perché, a differenza del passato, in cui lavoravi vicino al luogo di lavoro, ora devi spesso fare il pendolare e inoltre, cosa che può apparire paradossale, perché molte pratiche che prima svolgevi spostandoti tu oggi le fai via internet ma non è detto che questa sia una facilitazione. Non lo è per chi non ha pratica col computer cioè per molte persone anziane, ma anche gli altri spesso si perdono nel groviglio di app e password continuamente aggiornate.

La nostra popolazione sta progressivamente invecchiando ed ho l’impressione che la città moderna non ne tenga conto. Darò solo un esempio. Molte persone anziane si affaticano nel camminare e nello stare ferme in piedi. Ebbene, avrete notato che sono scomparse dappertutto le panchine, neppure alla fermata di un autobus o del tram. A volte nemmeno nelle stazioni. Spesso non ci sono sedute neppure nei negozi, la gente deve stare in piedi, in questo modo è spinta a comperare e anche in fretta. Chi vuol sedere in definitiva deve entrare in un bar e consumare. Forse è questo il motivo, far comperare e far consumare. Ma se è così, dovrebbe intervenire il Comune facendo dei concorsi in cui questo problema viene risolto. Molte città italiane hanno rimosso le panchine per evitare che vi dormano i barboni e altri emarginati. Si faccia una seduta in cui non si può dormire, facilmente lavabile e pulibile. È solo un problema di creatività e di intelligenza.

3 Risposte a “Abbiamo meno tempo e poche… panchine. di Francesco Alberoni”

  1. io continuo a vedere file chilometriche davanti a cinema e teatro, se voglio partire devo prenotare un mese prima aereo o treno, se voglio mangiare al ristorante idem! Evidentemente gli italiani guadagnano poco e s’indebitano tanto 🙁 🙁 🙁

    1. La nostra ECONOMIA da tempo è basata sul debito, basta guardare le case che finiscono all’Asta e quanto guadagnano le società di prestito. Un discorso a parte merita la piaga dell’USURA della quale nessuno parla.

  2. “In Italia abbiamo un buon reddito nazionale, le nostre industrie vanno discretamente, il nostro cibo è molto buono, il nostro apparato sanitario almeno nel Nord è efficiente, la nostra scuola è ancora basata su principi sani, abbiamo dei buoni trasporti, molti cittadini hanno il computer, il cellulare, internet.”
    1) In Italia il reddito di milioni di pensionati è inferiore ai 1.000 euro; se questo è un buon reddito nazionale.
    2) Le nostre industria sono massacrate dalle tasse e molte o delocalizzano o chiudono; che vadano discretamente ho diversi dubbi.
    3) Molte famiglia non sono in grado di nurtrisi adeguatamente e ricorrono alle Collette alimentari, alle mense dei poveri.
    4) Il computer ed il tablet lo hanno in tanti, ma questo è consumismo e non certo benessere.
    La favola che siamo ricchi e viviamo bene è una panzana!!! Il ceto medio è KO e quando è KO il ceto medio per i poveri è notte fonda. Ma di cosa parliamo? Ci sono ancora in Italia persone che non hanno il para occhi 🙁 🙁 🙁 🙁

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