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Ristoranti: adesso che possono riaprire, restano chiusi!

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di Redazione. Adesso l’italico problema sono i ristoranti. Strapieni di clienti in tempo di pace. Chiusi, mezzi aperti e da asporto, ma rigorosamente vuoti, in tempo di pandemia!

Spingevano e attendevano con ansia e trepidazione la “riapertura” e adesso che finalmente si riparte e che possono tirare sù la saracinesca da lunedì prossimo, 18 maggio, le regole fissate dal governo per la riapertura non gli piacciano: i metri di distanziamento sociale previsti dal dpcm sono troppi, perchè significa dimezzare i coperti e per taluni che dispongono di pochi metri quadri significa trasformare il locale in un privè!

E poi ci sono i ristoratori delle città turistiche – tipo Roma, Firenze e Venezia – che lamentano la mancanza dei turisti.

Ma allora cosa pretendono? Che il governo li autorizzi a riempire i loro locali e organizzi dei voli charter per riempirgli il ristorante? E anche se così fosse, pensano davvero che i clienti si precipiterebbero a inzeppargli il locale – armati di guanti e mascherine – mettendo a rischio la propria vita? Cosa vogliono, farci infettare tutti per non perdere l’incasso?

Certo che no. Lo sanno fin troppo bene.

Loro alzano la voce perchè vogliono comunque riscuotere l’incasso anche senza cucinare neppure una amatriciana o un saltimbocca.

Loro, i ristoratori, non vogliono soldi in prestito da dover restituire, ma vogliono soldi a fondo perduto.

Peccato che l’Italia non sia il pozzo di San Patrizio!

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Una risposta a “Ristoranti: adesso che possono riaprire, restano chiusi!”

  1. Questi signori, bardati con la fascia del liberismo e dal prima gli italiani,prima i lombardi ,prima i milanesi, ora stanno protestando di dover chiudere i loro locali se non vengono aiutati dallo STATO e non dalle loro piccole tribù. Per loro un lavoro si potrà comunque trovare, possono andare a fare la raccolta nei campi che ne hanno tanto bisogno.
    un saluto roberto b

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