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La Storia del Tour. di Alberto Sigona

di Alberto Sigona. Prosegue la nostra storia a puntate della corsa ciclistica più amata al Mondo: Il Tour de France.

7^ PUNTATA:ED ARRIVO’ L’URAGANO EDDY MERCKX

1969 SCOCCA L’ORA DEL CANNIBALE
Dopo alcuni Tour di transizione ecco spuntare dal cilindro un autentico campione, forse il fuoriclasse che il Tour aspettava e di cui aveva bisogno per lustrarsi gli occhi. Il belga Eddy Merckx, per tutti Il Cannibale, dà il “la” ad una serie incredibile di successi in terra francese, appannando l’epopea di Anquetil, Bobet, Thys e per certi versi persino quella di Bartali e Coppi, seppur le sue imprese non siano paragonabili a quelle compiute dagli italiani degli anni ’40-’50. Nessuno ha vinto in carriera più di Eddy. Basti pensare ai 5 Giri d’Italia, altrettanti Tour de France (34 tappe e 111 m.g., entrambi record ineguagliabili), 3 Mondiali, 7 Sanremo, 5 Liegi, 3 Roubaix, 2 Lombardia, per un totale inarrivabile di 426 successi. È l’unico ad aver centrato la doppietta Giro-Tour per ben 3 volte. Nel ’69 conquistò la maglia gialla alla 6^ tappa per non lasciarla più, vincendo 6 tappe. Vincerà il Tour con 17’54’’ su Pingeon e 22’13’’ su Poulidor. Celebre il tappone pirenaico da Luchon a Mourenx in cui il belga, pur essendo saldamente in testa alla classifica, andò in fuga e guadagnò quasi 8 minuti su Pingeon e Poulidor e quasi 15 su Felice Gimondi dopo 140 chilometri di …evasione solitaria, mostrando a tutti che quando voleva poteva anche stravincere come i mostri sacri. L’Italia vinse 3 tappe con Basso, Dancelli e Gimondi. Poco dopo la conclusione del Tour 1969, esattamente il 9 settembre di quell’anno, Merckx rischiò di compromettere seriamente la propria carriera, vittima di un incidente durante una prova nel velodromo di Blois. Nella caduta, che coinvolse anche la moto che lo guidava – e che risultò fatale per il pilota in sella, l’allenatore Fernand Wambst – Merckx si procurò una profonda ferita alla testa, rimanendo a terra privo di sensi. Si riprese, seppur a fatica, in poche settimane, ma gli venne dagnosticato uno spostamento al bacino e una contusione vertebrale, che gli causeranno, nel prosieguo di carriera, un lieve problema di posizionamento in sella e dolori alla schiena (dirà Merckx a tal proposito che prima della caduta pedalare in salita era per lui un piacere, mentre dopo, un continuo dolore).

1970 INARRESTABILE EDDY
Anche il Tour del ’70 è esclusiva di Merckx che addirittura vincerà 8 tappe (record condiviso), mostrandosi a suo agio su di ogni terreno, dal falsopiano alla montagna, persino a cronometro, dove sembra un mostro terrificante. Taglierà il traguardo finale con 12’41’’ sull’olandese Zoetemelk. È un buon Tour anche per i nostri colori: vinceremo 5 tappe (Zilioli, Basso 3, Mori) ed indosseremo 6 volte la m.gialla con Zilioli.

1971 TRIS DEL CANNIBALE CHE SI GIOVA DEL DRAMMA SPORTIVO DI OCANA
Nel 1971 Merkx, senza distaccarsi dai rendimenti precedenti, continua a dettar legge in grande stile, anche se stavolta il successo è agevolato da un dramma sportivo che colpisce Ocana. Il corridore spagnolo, infatti, nell’11^ tappa aveva compiuto l’impresa staccando Merckx (3°) di quasi 9’, conquistando la mg, con un vantaggio di oltre 9’ sul belga. Tuttavia alla 14^ tappa pirenaica avviene l’impensabile. Ecco cosa narra la cronaca dell’epoca: “Un temporale esplode con una violenza tale da far tremare la terra; per un attimo, sembra che sia scesa la notte. Sul Mentè l’acqua cadeva a secchi, le auto sbandavano. Non era più possibile frenare e molti cercavano di farlo usando i piedi sull’asfalto, invaso dall’acqua e dal fango. Come iniziò la discesa Merckx partì, incurante dell’acqua che inondava la strada. Lungo quella discesa che era difficile da percorrere con il bel tempo, il “cannibale” rischiò la vita. All’uscita da una curva, Ocana sbandò e finì contro un muretto. Ripartì, ma due spettatori lo ostacolarono e finì a terra. I piedi bloccati dai cinturini avvitati ai pedali, Luis non potè muoversi. Mentre cercava di rialzarsi, venne investito da Zoetemelk, poi da Carril e Agostinho. Intanto Merckx proseguiva verso Luchon. Erano le 16.30 quando Ocana venne trasportato in elicottero in una clinica di Saint Gaudens, arrivandovi in coma”. Il Tour era ancora di Merckx. In quella edizione noi ci aggiudicammo 3 tappe con P.Guerra, Simonetti e Armani.

1972 IRRESISTIBILE MERCKX
Anche il ’72 vide il trionfo di Merckx per la quarta volta, ed anche stavolta fu l’ennesima disavventura di Ocana (incorso in una caduta) a spianargli la strada. Alle spalle di Merckx (6 tappe) si piazzò ad oltre 10’ Gimondi, mentre al 3° posto si classificò Poulidor. L’Italia in quel Tour vinse 1 sola tappa con Gualazzini.

1973 OCANA, FINALMENTE
Ocana approfitta dell’assenza di Merckx per iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del Tour de France, giungendo a Parigi da dominatore, riprendendosi con gli interessi ciò che gli era stato tolto l’anno prima e due anni orsono, quando una caduta gli negò sul più bello la vittoria. Lo spagnolo – che in classifica precedette Thevenet di 15’51’’ – vinse ben 6 tappe. La sua impresa più incredibile la compì all’ottava tappa, quando a Les Orres s’impose con 58’’ sul secondo, circa 7’ su altri due corridori, 12’ sul 5° e ben 20 minuti sul gruppo dei migliori!

1974 L’ULTIMO ACUTO DI EDDY
Nel ’74, assente Ocana, il Tour fu appannaggio di Merckx che eguaglierà in tutta serenità i 5 trionfi di Anquetil (nessuno sinora è riuscito a fare meglio). Anche in questa edizione il belga vincerà 8 tappe, eguagliando un record condiviso con altri corridori. Al 2° posto a Parigi giungerà l’eterno piazzato Poulidor, a 8’04”. Tour amaro per gli azzurri che si fregeranno di appena 1 tappa con Gualazzini.

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